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Lega e Fi: “Sala non ricorda il giorno della firma. Sospensione oltre lunedì”

Lega e Forza Italia commentano la riunione dei capigruppo con Sala: “Autosospensione è provvedimento che non esiste, Milano rischia la paralisi”

Giuseppe Sala ha preso “qualche giorno di tempo”, durante il quale sara’ sostituito dalla vice Anna Scavuzzo per approfondire coi suoi legali le accuse mosse dalla Procura di Milano che lo ha iscritto nel registro degli indagato nell’ambito dell’inchiesta sull’appalto per la costruzione della piastra di Expo. E’ quanto hanno spiegato le opposizioni, Lega e Forza Italia, al termine della riunione del sindaco di Milano coi capigruppo. Entrambi i partiti gli hanno espresso solidarieta’ anche se chiedono di chiarire presto. Il primo cittadino ha spiegato che la sua decisione di rimettere le deleghe “non e’ stata una reazione impulsiva” ma “e’ apparso preoccupato”, ha riferito il capogruppo della Lega Nord, Alessandro Morelli. “Gli abbiamo assicurato dal punto di vista umano la vicinanza – ha continuato Morelli – anche perche’ se una persona ti dice che si deve prendere qualche giorno per fare mente locale rispetto quello che e’ successo e ragionare con gli avvocati, significa che qualche domanda se la sta ponendo”.

Sala “ha motivato la sua scelta con il fatto che ha bisogno di tempo per raccogliere le idee perche’ giura di non ricordare se la firma e’ avvenuta quel giorno oppure un altro”, ha continuato con riferimento all’accusa dei pm (secondo i quali i verbali della sostituzione di un componente della commissione giudicatrice per l’appalto della piastra sarebbero stati falsificati per velocizzare la tempistica della nomina che, altrimenti, seguendo le procedure di legge, avrebbe fatto slittare l’avvio dei lavori mettendo a rischio l’apertura stessa dell’Esposizione). Il timore che circola adesso e’ che possa uscire dell’altro, ha proseguito Morelli, in quanto “Sala parlando ai capigruppo ha citato la legge Severino, cosa del tutto illogica in questa fase”.

Comprensione umana a parte per la delicata situazione del sindaco, i leghisti hanno espresso preoccupazione per alcune delibere importanti che “devono essere sospese: una e’ quella che riguarda Cascina Merlata, e l’altra A2a, tema sul quale il sindaco deve venire in aula a dire la sua”. “Abbiamo mostrato la nostra vicinanza umana perche’ siamo garantisti. Ma e’ una sospensione che non ha supporto legislativo e temiamo la paralisi per Milano”, ha affermato Gianluca Comazzi, capogruppo di Forza Italia a Palazzo Marino. “Il sindaco ha bisogno di qualche giorno per ricostruire nella sua mente la vicenda ma dice di non aver firmato nessun atto retrodatato. Speriamo in una sospensione non lunga, anche se oggi ci ha detto che probabilmente la cosa non si concludera’ lunedi’. In questo frangente e’ come se il primo cittadino fosse all’estero. Ma non puo’ durare molto perche’ Milano ha appuntamenti importanti come il patto di sindacato A2A e la Cascina Merlata e non puo’ rimanere senza una guida nella pienezza delle sue funzioni” ha continuato Comazzi. “Non chiediamo le dimissioni, perche’ e’ una scelta personale e non condivido la posizione dura di Parisi. La cosa grave e’ che in un momento come l’inizio della legislatura, quando ci dovrebbe essere entusiasmo, sia successa una cosa del genere”, ha concluso.

MORELLI (LEGA): “COME QUANDO UN SINDACO VA IN VACANZA…” – L’auto sospensione “e’ un gesto politico, che qualcuno ha anche apprezzato ma che noi fortemente critichiamo. I cittadini hanno votato Beppe Sala, che ha l’onere e l’onore di fare il sindaco, quindi non ci sta che in un momento difficile, consegni le chiavi della citta’ a qualcun altro”. E’ il commento del capogruppo leghista in consiglio comunale Alessandro Morelli, al termine della riunione voluta dal sindaco con i capigruppo proprio per chiarire la sua posizione. Al di la’  dell’umana comprensione dunque, per la Lega “un sindaco quando si candida sposa la citta’, o fai il sindaco perche’ sei sindaco, oppure ti dimetti. Il fatto di prendersi qualche giorno non esiste – aggiunge Morelli -. Qui e’ avvenuto un terremoto, non si tratta di un problemino”. “L’auto sospensione – ribadisce – e’ un provvedimento che non esiste. Non e’ uno strumento giuridico. Tant’e’ che Sala ha dichiarato di essere andato dal prefetto il quale ha potuto solo assumere questa decisione e prenderne atto. Dunque ci troviamo in una situazione come quando il sindaco va in vacanza o ha il raffreddore e da le chiavi della citta’ a un assessore, in questo caso alla Scavuzzo”.

MATTEO SALVINI: “SALA E’ SEMPRE STATO PROTETTO” – A caldo già ieri sera il leader della Lega Matteo Salvini aveva commentato: “Sala e’ sempre stato protetto, faccia chiarezza o si faccia da parte. Milano non merita queste ombre”. Cosi’ il segretario della Lega e consigliere comunale di Milano Matteo Salvini, commentando la notizia dell’indagine a carico del sindaco di Milano.

GELMINI: “MERITA RISPETTO, MA ANCHE I MILANESI” – “Forza Italia e’ e rimane garantista sempre e verso tutti, compresi gli avversari politici. Il gesto di Sala merita rispetto, ma rispetto meritano Milano e i milanesi che non possono rimanere in uno stato di sospensione a lungo”. Cosi’ la coordinatrice lombarda di Forza Italia, Mariastella Gelmini. Sono “tanti i problemi cruciali da risolvere e non si puo’ perdere tempo”, ha proseguito Gelmini, in una nota. “Per questo confidiamo nella magistratura, certi che, trattandosi di una citta’ fondamentale per il Paese, usera’ tempi rapidi. L’auspicio e’ che si risolva tutto molto rapidamente”.

TOTI: “AUTOSOSPENSIONE NON LASCIA SERENI” – “Non ho mai fatto politica con gli avvisi di garanzia e con le indagini. Certo, l’autosospensione del sindaco della seconda citta’ e capitale finanziaria d’Italia, non e’ una cosa che lascia sereno questo Paese. E’ una misura di cui non riesco ben a identificare i contorni”. Cosi’ il presidente della Regione Liguria e consigliere politico di Forza Italia, Giovanni Toti, commentando l’autosospensione del sindaco di Milano, Giuseppe Sala. “Milano e’ una citta’ da tempo amministrata dal centrosinistra: riteniamo che l’amministrazione Sala, al di la’ del caso di specie, stia pagando le incongruenze di un’alleanza a sinistra che non riesce a esprimere un governo serio ed efficace per quella citta’” ha sottolineato Toti. Quello che sta accadendo a Milano, e Roma, secondo Toti “deve essere ulteriore stimolo per il centrodestra a costruire quell’alternativa di governo per il Paese, che serve e i cittadini chiedono e che e’ assolutamente necessaria per far ripartire l’economia e per costruire un’Italia governata meglio di quello che e’. Credo che il centrodestra stia mettendo in fila tutte le pedine e le carte nel modo piu’ razionale, logico e giusto per costruire una realta’ alternativa di governo a questo Paese”, ha concluso il governatore della Liguria.

GALLERA: “SERVE SINDACO PSICOLOGICAMENTE PIU’ SOLIDO” – “Ma come fa un sindaco appena eletto ad abdicare, anche solo temporaneamente, al governo della propria città per aver appreso da notizie di stampa di un’inchiesta aperta nei suoi confronti. I milanesi non hanno eletto la Scavuzzo e meritano un governo autorevole e solido. Se Sala si sente inadeguato si dimetta e torniamo a votare per scegliere un sindaco psicologicamente più solido”: questo il pensiero dell’assessore regionale Giulio Gallera.