Lega, FI e M5S: giù le mani da San Siro, non va abbattuto
Lo stadio di San Siro non deve essere abbattuto. Questa la posizione espressa da Lega e Forza Italia, che sono intervenute sul dibattito per il futuro dello stadio Meazza. “Giu’ le mani da San Siro. Lo stadio non va abbattuto. Puo’ essere benissimo rimodernato: sia all’interno – con nuovi locali commerciali – che all’esterno e nel pieno rispetto di tutti gli standard nazionali e internazionali, non ultimi quelli Uefa”, ha detto il commissario della Lega di Milano e vicecapogruppo vicario della alla Camera, Fabrizio Cecchetti. “L’unica cosa che andrebbe demolita a Milano, casomai, e’ la melina pilatesca del sindaco Sala. L’incertezza e la pavidita’ sul piano di abbattimento del Meazza – aggiunge Cecchetti – dimostra ancora una volta la sua inadeguatezza e la totale indifferenza rispetto al destino di uno dei simboli piu’ amati dai milanesi: non solo Scala del calcio, ma anche luogo prezioso di aggregazione sociale, meta internazionale di grandi aventi musicali e religiosi e dunque punto di riferimento che va ben oltre i confini della citta’ e della Lombardia. Ma a Sala tutto questo importa poco, essendo ormai da tempo impegnato a ritagliarsi un ruolo da leader di una sinistra sempre piu’ in fuorigioco”.
Sulla stessa linea la posizione del capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, Gianluca Comazzi. “Il dibattito aperto in questi giorni – ha detto – sulla costruzione di un nuovo impianto da parte di Inter e Milan e sul relativo abbattimento del Meazza e’ a dir poco surreale. San Siro non e’ soltanto uno stadio, ma un tassello importante della nostra storia recente: teatro di eventi sportivi di rilevanza mondiale, concerti e rappresentazioni di ogni tipo che nei decenni hanno contribuito a forgiare la nostra cultura e il nostro immaginario. Per queste ragioni, la sola ipotesi di un suo abbattimento e’ fuori discussione”. Inoltre, aggiunge Comazzi, “parlare di demolizione della vecchia struttura e costruzione di una nuova senza un’analisi accurata sui costi (in particolare di ristrutturazione), sull’impatto viabilistico e sulle ricadute che questo progetto comporterebbe significa parlare a vuoto. Dal Comune mi aspetto una presa di posizione chiara e un atteggiamento pragmatico; per prima cosa siano realizzati quanto prima gli studi necessari, in modo da avere in mano dati e cifre attendibili. Il vero punto fermo deve pero’ essere uno solo: ‘la Scala del calcio’ non si tocca, per nessun motivo”.
No alla realizzazione di un nuovo stadio, bisogna migliorare San Siro. Questo il messaggio lanciato dal capogruppo del M5s in Consiglio comunale, Simone Sollazzo, sul futuro dello stadio Meazza. “Non si tocchino – ha detto – i simboli sportivi che hanno reso grande Milano non solo agli occhi degli italiani ma anche al mondo intero che ancora crede nei valori dello sport e che ha conferito al Meazza il soprannome della ‘Scala del Calcio’. Siamo sempre di fronte all’eterno dilemma e ostinazione di voler costruire edifici nuovi quando c’e’ gia’ una struttura esistente e di tutto rispetto con le dovute modifiche ed implementazioni in linea con i tempi in materia edilizia e di sicurezza per i pubblici eventi”. Per Sollazzo “siamo al paradosso del superfluo!”.
Milan e Inter invece…
Milan e Inter sono favorevoli alla demolizione dello stadio Meazza a San Siro, perché “le squadre preferiscono avere meno posti e più redditività economica, con gli abbonamenti e le postazioni riservate. Il modello è quello del Juventus Stadium di Torino, con 40mila posti, mentre il Meazza ha accolto 75mila persone all’ultimo derby. Vogliono trasformare il calcio da sport popolare a sport elitario, allontanando le famiglie”. A dirlo è Pietro Tatarella, consigliere comunale di Milano nelle file di Forza Italia e fra i fondatori del comitato ‘No demolizione di San Siro’, contattato dall’Adnkronos. “Siamo fortemente contrari alla demolizione del Meazza. In primo luogo per motivi romantici e affettivi: lo stadio è un simbolo di Milano. Ma anche per motivi economici: non si capisce chi dovrà pagare la demolizione. Inoltre ora il Comune incassa l’affitto dello stadio e il mancato affitto peserebbe sul bilancio comunale”, spiega Tatarella. Il neonato comitato ‘No demolizione di San Siro’ ha già ricevuto il sostenuto di numerosi cittadini milanesi e conta di raccogliere in breve tempo le firme necessarie per il referendum contro l’abbattimento dello stadio. “Ora aspettiamo il progetto definitivo del nuovo stadio -continua Tatarella- poi raccoglieremo le mille firme da presentare al Collegio dei garanti del Comune di Milano per chiedere il referendum. A quel punto raccoglieremo le 15mila firme per chiedere al Comune di indire la consultazione”. In caso di vittoria Palazzo Marino potrebbe bloccare i lavori per il nuovo stadio e aprire a una riqualificazione del Meazza. “Abbiamo già ricevuto il sostegno dei cittadini. Contiamo di esaurire la raccolta firme in pochissimo tempo. Siamo ottimisti”. Per Tatarella, “al di là del design, le squadre vogliono annettere allo stadio una piastra commerciale, con un albergo, ristoranti e negozi. Ma si potrebbe utilizzare l’area del trotto di San Siro lì vicina”.
