Arrivano i primi ricorsi dei condannati per reati legati alle droghe leggere dopo la bocciatura della Fini-Giovanardi: a Milano l’avvocato Mauro Straini, difensore di un albanese di 48 anni condannato a 4 anni in primo e secondo grado per detenzione di marijuana (sentenza diventata definitiva il 22 gennaio) chiedera’ con un’istanza che venga svolto un incidente di esecuzione per ricalcolare la pena. La condanna, osserva il difensore, “essendo stata calcolata su una pena base di anni nove di reclusione e’ certamente oggi illegale”, perche’ la Fini-Giovanardi, che equiparava le droghe leggere a quelle pesanti e che prevedeva pene comprese tra un minimo di 6 e un massimo di 20 anni, e’ stata dichiarata ieri incostituzionale.
Con le vecchie norme che tornano a essere applicate si va, invece, da un minimo di 2 a un massimo di 6 anni e quindi, nel caso di specie, non si sarebbe potuto partire da una pena base di 9 per arrivare a 4 anni. Dunque, secondo la difesa, “la pena da rideterminare sara’ senz’altro inferiore a quella” che l’uomo “ha gia’ scontato”, ossia 3 anni e 4 mesi “di detenzione”. Secondo la difesa, infatti, con le attenuanti e lo sconto del rito l’albanese avrebbe riportato una condanna a 2 anni e 8 mesi in base alla Iervolino-Vassalli.
Ecco quindi la richiesta al Tribunale di Milano di ricalcolare la pena e di revocare i domiciliari dato che la detenzione che sta scontando “e’ illegale”. Fonti giudiziarie spiegano che bisognera’ attendere comunque le motivazioni della Consulta e la pubblicazione della sentenza perche’ diventi efficace e per il momento i giudici probabilmente si limiteranno a sospendere i procedimenti in corso.
