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Milano
Leoncavallo, Boeri strappa ancora e spiega il rischio sgombero. La dichiarazione

di Fabio Massa

E’ una delle battaglie più dure che si stanno giocando all’interno del Partito Democratico metropolitano. Quella del Leoncavallo è una vicenda che continua a far discutere. In direzione metropolitana, lunedì sera, il partito si è trovato compatto nella discussione sulla rigenerazione urbana e sul documento preparato dai membri della segreteria Scavuzzo e Bocci. Ma sul Leonka si è verificato un nuovo strappo. A certificarlo è Stefano Boeri, che ad Affaritaliani.it spiega: “Ieri sera, in direzione metropolitana pd, ho raccontato come in molte città europee la regolarizzazione di realtà di autogestione di spazi abbandonati per attività di utilità sociale sia stato risolto attraverso agenzie per il riuso temporaneo - spiega l’ex assessore alla Cultura - Agenzie che si fanno carico del contratto con i proprietari e di un rapporto fiduciario con quegli occupanti che garantiscono un'attività di utilità sociale e culturale”. Tuttavia la strada intrapresa dal Comune non è stata questa: “Sarebbe stata questa la scelta giusta se si voleva garantire, nella legalità, una continuità all'esperienza storica e importante del centro sociale Leoncavallo. La scelta della permuta, che comporta un impegno importante di risorse per il Comune, implica necessariamente il rispetto di alcuni principi fondamentali di garanzia per il soggetto pubblico; principi che oggi la delibera approvata dalla Giunta sembra non considerare”.

Sono tre secondo Boeri i problemi sul tappeto. “Tra questi, il primo è che che il prezzo sia valutato tenendo conto dell'uso attuale dell'immobile -e non di una destinazione ad uso industriale che semplicemente non sussiste nell'uso attuale e sembra assai improbabile nell'uso futuro; e che tuttavia oggi aumenta del 20% il costo che il Comune si assume nella permuta. La seconda garanzia è la chiarezza su chi si farà carico degli eventuali costi di bonifica (sempre il pubblico, cioè noi?). La terza garanzia, fondamentale per valorizzare l'edificio acquisito dal Comune, riguarda l'indicazione dei tempi e i contenuti di un bando di appalto pubblico per l'immobile, che dovrà essere ovviamente disponibile e libero di beni e persone”. La conclusione è netta ed evoca lo spettro dello sgombero del Leoncavallo per mano della giunta Pisapia che vorrebbe salvarlo: “La mia opinione è che si debba scegliere tra emendare la delibera esistente che porta inevitabilmente a mettere in discussione la continuità futura dell’esperienza del Leoncavallo, oppure fare come le grandi città europee che hanno regolarizzato le vicende positive di autogestione trasformandole in esperienze di riuso temporaneo di spazi abbandonati”. Adesso, la parola a Sel, con il quale Boeri ha incrociato su questa vicenda spesso le lame…

@FabioAMassa

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