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Milano
Lombardi: "Aler non ha più un soldo. I poteri a Pisapia? Inutili"

di Fabio Massa

Gian Valerio Lombardi, ex prefetto di Milano, è il presidente dell'Aler Milano, l'ente che gestisce gli alloggi popolari di Milano e provincia. In un'intervista esclusiva ad Affaritaliani.it traccia un quadro della situazione critica che vive l'ente: "Il progetto di new company? Ha problemi gestionali e giuridici. I bilanci? Qui non c'è un soldo, se fosse un'azienda pubblica avremmo portato i libri in Tribunale. Il Comune di Milano vuol creare una società propria? Per noi cambia poco, anche se con noi Palazzo Marino risparmia. I poteri commissariali di Pisapia? Se vuole può sistemare gli alloggi anche senza poteri, basta metterci i fondi..." LEGGI L'INTERVISTA INTEGRALE DI AFFARITALIANI.IT

Presidente Lombardi, il Comune e la Regione stanno pensando di fare una nuova società, una sorta di "good company" che gestisca il patrimonio Aler e quello comunale di Milano. Che cosa potrebbe succedere?
Qui bisogna intendersi anche sul significato delle parole. Company è una parola del diritto anglosassone che significa "società". Per fare una "new" company bisogna partire da una company. Ma Aler non è una company. Pare che questo dettaglio sia sfuggito. L'Aler non è una società, ma un ente pubblico. E questa mi pare già una difficoltà di tipo formale e giuridico.

Detto questo...
Detto questo si può anche fare. Noi siamo aperti a tutte le soluzioni, data la gestione politica della Regione. A noi sta bene una "new company". Ma è chiaro che mettendo il buono da una parte, Regione Lombardia deve anche provvedere a sistemare tutte le pendenze debitorie che Aler ha. Questa azienda è piena di debiti, perché ha avuto risorse insufficiente a gestire la propria attività negli ultimi 15 anni. E' un debito che si è stratificato nel tempo.

In pratica gli scogli sono due: soldi e legge.
Certo, intanto bisogna cambiare la legge regionale. Bisogna ripianare i debiti. E poi si può fare tutto. Anche se vedrei poi la necessità di omogeneizzare le strutture.

In che senso?
Nel senso che non mi sembrerebbe logico che solo per il Comune di Milano ci sia una company e che invece per gli altri Comuni ci sia un ente, magari Aler, gravato dai debiti. O la company è buona per tutti, o se no...

Sennò qualcuno si potrebbe anche rivoltare, a livello di Comuni.
Mettere insieme i patrimoni di Comune e Regione sembra una cosa facile, ma in realtà bisogna tenere conto che si sta partendo da due situazioni giuridiche diverse. Faccio un esempio: il patrimonio abitativo Aler nel 2012 ha pagato complessivamente un'imposta di una trentina di milioni, il patrimonio abitativo del Comune non ha pagato niente. Già sono due cespiti patrimoniali che hanno costi diversi. Aler paga Imu e Irap. Le case del Comune no. E poi come si fa, da parte della Regione, a dire che il sistema della Provincia viene gestito da un ente pieno di debiti e quello di Milano invece si trasforma in una realtà d'eccellenza?

Ecco, appunto, come si fa?
Anche i creditori diranno: perché tu metti il buono nella "good company" e i nostri crediti nella "bad company?". Diranno: chi mi paga? Sono problemi da valutare. Da buon amministratore mi porrei subito queste domande.

Il Comune sta anche preparando il piano B: creare una società che gestisca il patrimonio pubblico di Milano. Come dire: cara Aler, hai fallito, adesso faccio da me. Se questo si realizzasse, che cosa succederebbe ai conti dell'azienda?
Nulla di particolare. Il Comune di Milano, con la gestione dei privati, spendeva qualcosa come 17 milioni di euro, se la memoria non mi inganna, ogni anno. Con noi ne spende 10. Questa attività data ad Aler fa risparmiare quasi il 40 per cento a Palazzo Marino. Ora le voglio raccontare una cosa: nell'ambito della convenzione il Comune avrebbe dovuto consegnare ad Aler il patrimonio informativo su tutti gli inquilini delle case che stiamo gestendo. Questo non è successo. Noi non abbiamo questo patrimonio informativo.

Cioè, voi non sapete chi abita nelle case del Comune che voi gestite?
Esatto. Non sempre lo sappiamo. Il Comune non ci ha dato tutti gli elementi, perché anche il Comune non ha avuto questi dati dai soggetti privati che gestivano prima di noi le case. Senza una conoscenza completa noi non possiamo fare il ricalcolo della morosità, del canone.

Mi ha colpito, sulla vicenda Aler, una frase dell'ex consigliere di amministrazione Beltrami Gadola: "Di questo passo venderemo il penultimo appartamento per pagare l'ultimo". Esiste quindi un problema all'interno di Aler.
Abbiamo quattromila persone che pagano 20 euro al mese, per canoni imposti dalla Regione Lombardia. Poi abbiamo 18mila persone circa che pagano 58 euro al mese. Poi affrontiamo i servizi, eroghiamo il contributo di solidarietà per le famiglie bisognose, dobbiamo provvedere alle manutenzioni ordinarie e straordinarie. Dobbiamo fare tutta una serie di operazioni che hanno costi. Se non si considera la nostra attività come un'attività da welfare, temo che i conti non saranno mai in ordine.

Vuol dire che anche precedentemente i conti erano in disordine?
No, perché vendevano patrimonio. Il motivo era solo questo. Appunto, la frase di Gadola.

E' vero che gli affitti sono bassi. Ma è anche vero che le spese sono alte, in certi comuni dell'hinterland. E hanno avuto ulteriori rincari. Poi ci sono le autogestioni che non vengono pagate...
Tutto vero. Tutto assolutamente vero. Ma il problema è sempre lo stesso. Qui non ci sono i soldi. Questo è il punto. Noi cerchiamo di contenere i costi. Ma noi non copriremo mai i costi in relazione agli introiti. Ogni volta che allontaniamo un abusivo dobbiamo lastrare e mettere in sicurezza l'appartemanto.

Quanto costa mandare via un abusivo?
Circa 3-4 mila euro. Come dire 200 mensilità da 20 euro. Per sistemare un solo appartamento.

Se fosse un privato, avrebbe portato i libri in Tribunale?
Esatto. Se fossimo un privato, saremmo falliti. Libri in Tribunale senza dubbio. Ecco, a proposito, una company avrebbe anche rischi da questo punto di vista.

Diamo una notizia alle autogestioni. Avranno i loro soldi? Quando?
Noi abbiamo necessità di avere un flusso di entrate che sia costante. Sono sicuro che Regione Lombardia, quando presenteremo il piano di risanamento, metterà delle risorse scadenzate nel tempo. E questo ci consentirà di gestire con serenità il futuro e di ripianare la nostra situazione debitoria grazie anche ad alcune vendite.

Abbiamo insistito molto sulle acquisizioni di Aler. Sono quelle che hanno generato il buco?
Le acquisizioni che ha fatto Aler hanno creato dei debiti. E' stata la formula del cofinanziamento voluta da Regione Lombardia a generare quei debiti. E il fatto che è sparito il contributo Gescal dagli stipendi degli italiani.

La riduzione dei cda influirà positivamente sui conti?
Parzialmente. Dal punto di vista generale è un buon segnale. Però se uno guarda l'entità dei risparmi... Lei pensi che il contratto dei lavoratori approvato da Federcasa costerà all'azienda quasi tre milioni di euro in più. Con il risparmio dei cda sono stati risparmiati 150mila euro circa. Tutto è buono, tutto è giusto, ma questi sono gli ordini di grandezza.

Maroni come si sta comportando?
E' stato il primo a dire che c'era un problema a pochi mesi dal suo insediamento. Questo è importante. Adesso bisogna agire di fronte a un problema davvero enorme. Sono numeri importanti, non correzioni che si possono fare così, senza mettere mano al bilancio.

L'ultima soluzione proposta è quella di poteri commissariali a Pisapia per assegnare gli alloggi.
Perfetto. Ma la domanda che bisogna porre è: perché Aler non assegna gli alloggi? La risposta è semplice: non abbiamo i soldi per risistemare gli appartamenti. Ne abbiamo oltre 4mila di questi appartamenti e non li assegnamo perché non abbiamo i soldi per risistemarli. Pisapia, invece dei poteri straordinari, metta a disposizione i fondi straordinari. E' come se uno avesse un'automobile che non funziona perché non c'è la benzina. Non è che risolve il problema comprando una macchina nuova. Lo stesso Comune potrebbe mettere una serie di risorse in campo e risistemare gli appartamenti che sono di sua proprietà. Questo già lo consente la convenzione in essere. E non servono poteri commissariali.

@FabioAMassa

Tags:
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