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Lombardia, le opposizioni non partecipano al voto di solidarietà alla Brigata ebraica: “Revisionismo”

Approvato il documento di FdI in solidarietà alla Brigata ebraica e ai giovani di Forza Italia contestati al corteo del 25 Aprile a Milano

Lombardia, le opposizioni non partecipano al voto di solidarietà alla Brigata ebraica: “Revisionismo”

Il Consiglio regionale della Lombardia si spacca sul 25 aprile. Dopo ore di tensione e trattative fallite tra maggioranza e opposizioni, l’Aula ha approvato la mozione presentata dal centrodestra in solidarietà alla comunità ebraica, alla Brigata ebraica e ai giovani di Forza Italia contestati durante il corteo milanese per la Liberazione. Pd, M5S e le altre forze di minoranza non hanno partecipato al voto, accusando la maggioranza di aver costruito un testo “strumentale”, “parziale” e “revisionista”.

Il documento, firmato dal capogruppo di Fratelli d’Italia Christian Garavaglia, condanna gli episodi di intolleranza, antisemitismo e violenza avvenuti durante le manifestazioni del 25 aprile a Milano, dove la delegazione della Brigata ebraica era stata contestata e poi allontanata dal corteo per ragioni di sicurezza. Nel testo vengono citati anche gli episodi contro giovani militanti di Forza Italia e le contestazioni verso simboli legati a Israele, Ucraina e Iran libero. In extremis sono stati inseriti riferimenti anche all’aggressione con pistole soft air ai danni di due militanti Anpi a Roma e alla lotta contro il “nazifascismo”.

Garavaglia (FdI): “Intollerabile impedire a qualcuno di manifestare”

Nel corso del dibattito Garavaglia ha difeso il senso politico della mozione: “La mozione fa riferimento non alla storia ma ai fatti dello scorso 25 aprile dove sono accaduti episodi di intolleranza, antisemitismo e violenza su cui non possiamo tacere”. Secondo l’esponente di FdI, “impedire a qualcuno di manifestare è intollerabile e in palese contrasto con la nostra Costituzione”. Garavaglia ha poi parlato della necessità di “un maggiore senso di responsabilità degli organizzatori” delle manifestazioni, affinché vengano isolate “le frange violente”.

Anche il capogruppo della Lega Alessandro Corbetta ha attaccato duramente la sinistra, accusandola di avere “egemonizzato” il 25 aprile: “La sinistra ha deciso chi può partecipare e chi no dando patentini di antifascismo. Quella piazza l’avete rovinata voi e reso il 25 aprile divisivo”.

Sulla stessa linea Giulio Gallera di Forza Italia, che ha ricordato la propria partecipazione storica ai cortei della Liberazione: “Il 25 aprile è la festa della liberazione dal fascismo e lo ribadiamo oggi. È la festa di tutti”. Gallera ha poi definito “grave” quanto accaduto quest’anno a Milano, sostenendo che sia “sbagliato considerare intollerabile la presenza di bandiere di Paesi alleati”.

Majorino (Pd): “Operazione di puro revisionismo”

Durissima la replica delle opposizioni. Il capogruppo del Pd Pierfrancesco Majorino ha definito il testo “una operazione di puro revisionismo”, pur ribadendo la condanna degli episodi di antisemitismo e delle contestazioni alla Brigata ebraica: “L’intolleranza è ingiustificabile così come gli episodi contro la Brigata ebraica che ha tutto il diritto di partecipare al corteo”. Majorino ha però accusato il centrodestra di voler utilizzare politicamente quanto accaduto: “Bisogna lavorare insieme perché si torni al senso del 25 aprile ed evitare di portare bandiere del governo israeliano o simboli di nemici della pace come Netanyahu, Trump, Putin o il regime iraniano”.

Anche il Movimento 5 Stelle ha parlato di “strumentalizzazione”. Il capogruppo Nicola Di Marco ha ricordato come pure alcuni attivisti pentastellati fossero stati contestati durante il corteo del 2019, ma ha criticato l’assenza di proposte concrete nella mozione: “Fontana non potrebbe farsi promotore di un clima di riappacificazione nel comitato organizzatore?”. La consigliera di Italia Viva Lisa Noja aveva invece proposto di rinviare il voto per tentare di costruire un testo condiviso, ipotesi però naufragata nel corso della giornata.

Fontana e Sala puntano alla mediazione per il prossimo anno

Prima del dibattito il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana aveva auspicato una sintesi comune: “Spero che si tengano presenti i valori del 25 aprile e che si riesca a trovare una soluzione condivisa”. Sul fronte milanese, il sindaco Giuseppe Sala si è detto disponibile a collaborare con il Comitato antifascista per organizzare un corteo più sereno nel 2027. “Le bandiere che hanno a che fare con temi che non riguardano il 25 aprile sono un po’ disturbanti perché spostano il senso della ricorrenza”, ha spiegato Sala, aggiungendo di voler contribuire a evitare nuove tensioni anche perché il prossimo sarà il suo ultimo 25 aprile da sindaco. “Quello di quest’anno me lo sono goduto poco”, ha concluso.