Le opposizioni minacciano di bloccare i lavori
Le forze di minoranza hanno inviato una lettera al presidente della commissione Bilancio del Senato, Nicola Calandrini, e a Claudio Fazzone, alla guida della commissione competente, per sbloccare il percorso del disegno di legge di riforma della Rai.
“Il 17 settembre 2025 il comitato ristretto della commissione Ambiente e Lavori pubblici ha adottato un nuovo testo, dopo di che non è accaduto più nulla”, segnalano in una dichiarazione congiunta, sottolineando che il nuovo testo del comitato ristretto “risulta tuttora fermo in attesa del parere della commissione Bilancio, che nonostante i ripetuti solleciti, non è stato ancora espresso”. In mancanza di segnali concreti – si legge ancora nel comunicato – la senatrice del Pd Beatrice Lorenzin avverte che le forze di opposizione “non garantiranno più un ordinato svolgimento dei lavori della commissione Bilancio”.
Nella missiva indirizzata al presidente della commissione Ambiente e Lavori pubblici, Claudio Fazzone, i senatori di opposizione insieme ai rispettivi capigruppo — Nicola Irto (Pd), Gabriella Di Girolamo (M5s), Peppe De Cristofaro(Avs), Silvia Fregolent (Iv) e Aurora Floridia (Autonomie) — scrivono: “Facciamo seguito alla lettera già trasmessa l’11 febbraio 2026 dai capigruppo di opposizione in commissione con la quale si sollecitava un intervento per garantire l’esame dei disegni di legge 162 e abbinati di riforma della Rai”, richiamando lo stallo del nuovo testo del Comitato ristretto, tuttora in attesa del parere della commissione Bilancio.
Quindi aggiungono: “Tale situazione ha determinato il blocco dell’iter del provvedimento presso la commissione di merito impedendo: la conclusione dell’esame del nuovo testo; la votazione dei 37 emendamenti presentati; il rispetto della programmazione dei lavori già condivisa. Si tratta di una condizione che non appare più riconducibile a ordinarie esigenze istruttorie e che incide direttamente sulla possibilità per la commissione di esercitare pienamente le proprie prerogative. È quindi necessario un nuovo e più inciso intervento istituzionale affinché si attivi formalmente nei confronti del presidente della commissione Bilancio; solleciti il governo a completare con urgenza l’istruttoria tecnica e a fornire gli elementi richiesti; si consenta alla commissione di merito di riprendere e concludere l’esame del provvedimento e vengano esplicitate le ragioni del ritardo”.
A firmare la lettera inviata al presidente della commissione Bilancio, Nicola Calandrini, sono stati i capigruppo Daniele Manca (Pd), Elena Pirro (M5s), Tino Magni (Avs), Raffaella Paita (Iv) e Pietro Patton (Autonomie).

