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Lombardia, sì alla mozione sulle armi. Il Consiglio: “Favoriamo l’export”

Lombardia, sì alla mozione sulle armi. Il Consiglio: “Favoriamo l’export”
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Il consiglio regionale della Lombardia ha approvato una mozione che “impegna la giunta” a sollecitare il governo nazionale a modificare i vincoli burocratici, imposti dall’Ue, che gravano sulle imprese lombarde del settore delle armi e che stanno ostacolando le loro esportazioni. I voti a favore del provvedimento sono stati 45 (Pdl, Lega Nord, Lista Maroni, Fratelli d’Italia e il consigliere del Pd Corrado Tomasi), quelli contrari 27 (Pd, Patto civico e Movimento 5 Stelle). Durante la votazione i consiglieri 5 Stelle, che indossavano delle t-shirt con la scritta ‘Fuori le lobby delle armi dal Consiglio regionale’, hanno mostrato dei cartelli con la stessa frase, subito rimossi dai commessi dell’aula.

Il consigliere Tomasi, unico esponente del Pd a votare a favore, ha detto di condividere “lo spirito della mozione di tagliare la burocrazia e di dare una mano ai piccoli artigiani del settore”. Tomasi, poi, ha sostenuto che “da parte del Movimento 5 Stelle c’e’ stata una demagogia che ha battuto quella della Lega”, perche’ “si e’ trasformata la discussione in un dibattito tra chi e’ a favore e chi e’ contro la guerra” ma questo “non c’entra nulla”.

Dopo l’approvazione nel consiglio regionale della Lombardia della mozione sullo snellimento burocratico, necessario per tutelare l’export delle imprese produttrici di armi, l’assessore lombardo alle Attivita’ produttive, Mario Melazzini (Ncd), ha affermato che, “come richiesto dalla mozione e in stretta collaborazione con i consiglieri proponenti e la presidenza della giunta, saranno valutate le modalita’ piu’ opportune per la necessaria sensibilizzazione del governo su questo tema: in questo senso i miei uffici sono a disposizione per quanto si rendera’ necessario”. Melazzini ha quindi aggiunto che “il regolamento Ue stabilisce le norme che disciplinano l’autorizzazione all’esportazione e le misure di importazione e transito per le armi da fuoco, loro parti e componenti essenziali e munizioni, ai fini dell’attuazione del protocollo delle Nazioni Unite contro la fabbricazione e i traffici illeciti”.

Tuttavia, ha continuato Melazzini, “l’applicazione della norma nazionale e del regolamento comunitario, in mancanza di un preciso raccordo tra le stesse, ha pero’ creato una sovrapposizione e un appesantimento degli oneri burocratici, che potrebbe essere ridotto con una razionalizzazione e revisione della norma nazionale”. Il settore armiero in Lombardia e’ concentrato in particolare nella val Trompia, in provincia di Brescia. Per il consigliere regionale Fabio Rolfi (Lega Nord), primo firmatario della mozione, l’approvazione e’ “un buon risultato a tutela delle aziende bresciane”. Rolfi, quindi, si definisce “soddisfatto” visto che il problema “riguarda oltre 100 aziende nella sola Val Trompia e i relativi 3.000 dipendenti”. Il consigliere del Carroccio sottolinea che “si parla di armi da caccia, a uso sportivo e per difesa personale, che nulla hanno a che fare con le armi da guerra”. Alessandro Sorte, vicecapogruppo di Forza Italia, ha spiegato che “si tratta di un provvedimento necessario per difendere l’eccellenza delle nostre imprese e dei nostri artigiani, vessati da una burocrazia senza eguali che favorisce le imprese straniere”. Nelle file dell’opposizione, i consiglieri Pd Gianantonio Girelli e Fabio Pizzul, commentano cosi’ il voto negativo del loro partito: “E’ ora di finirla con la strumentalizzazione di problemi seri a puro uso di interesse di partito. La mozione di Rolfi, oltre che essere del tutto imprecisa dal punto di vista formale e basata su elementi e dati non verificati, non tiene minimamente conto del confronto in atto tra i produttori del settore delle armi e il governo su una corretta applicazione dei regolamenti europei”. Secondo Pizzul e Girelli “e’ ora che in regione Lombardia la maggioranza invece che populismo di basso profilo metta in campo azioni vere, in aiuto a un’economia in difficolta’ che ha bisogno di competenza, chiarezza e fatti concreti”. Giampietro Maccabiani (consigliere del Movimento 5 Stelle) ha invece ribadito: “Diciamo no a qualunque tipo di favore o sburocratizzazione ai commercianti di armi”. La mozione, ha aggiunto l’esponente M5S, “ha un chiaro interesse lobbistico che va a favorire chi costruisce strumenti di morte: ci piacerebbe sapere che cosa direbbe il cardinal Scola, invitato da questo consiglio, di questo atto ignobile”.