Il Movimento 5 Stelle a Milano riparte da Stefano Buffagni. La sua nomina a segretario cittadino, passata inizialmente in secondo piano, rappresenta in realtà un passaggio politico significativo per i pentastellati nel capoluogo lombardo, alle prese con la necessità di ridefinire identità e radicamento sul territorio. Una scelta che si inserisce nel percorso di riorganizzazione avviato dal Movimento a livello nazionale e che, a Milano, punta su una figura con esperienza istituzionale e relazioni consolidate.
Il profilo: dalle origini milanesi al percorso istituzionale
Nato a Milano il 6 settembre 1983, Buffagni cresce a Bresso e si forma con un diploma in elettronica e telecomunicazioni, per poi laurearsi in Economia e management all’Università Cattolica del Sacro Cuore. La sua esperienza professionale prende forma nel campo della consulenza, lavorando come commercialista fino all’ingresso a tempo pieno nelle istituzioni. Attivista del Movimento 5 Stelle fin dal 2010, entra nel 2013 in Consiglio regionale della Lombardia, dove resta per l’intera legislatura. In quegli anni si occupa in particolare di bilancio e società partecipate, lavorando su temi legati alla razionalizzazione della spesa e allo sviluppo economico, oltre a far parte della commissione attività produttive. Nel 2017 è tra i promotori del referendum consultivo sull’autonomia lombarda, un passaggio che contribuisce a rafforzare il suo profilo politico sul territorio.
L’esperienza in Parlamento e al governo
Alle elezioni politiche del 2018 viene eletto alla Camera dei deputati, avviando un percorso che lo porterà rapidamente al governo. Nel primo esecutivo guidato da Giuseppe Conte ricopre il ruolo di sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega agli affari regionali e alle autonomie. Successivamente, nel secondo governo Conte, diventa viceministro dello Sviluppo economico, occupandosi di politica industriale e strumenti di sostegno alle imprese. Tra i dossier seguiti, il Fondo centrale di garanzia e gli interventi a supporto del sistema produttivo durante la pandemia, con l’erogazione di risorse significative per sostenere le aziende nel periodo del lockdown.
Nel suo percorso istituzionale si segnala anche il contributo alla definizione della strategia nazionale sull’idrogeno, con obiettivi di sviluppo energetico e industriale nel medio-lungo periodo, e la presidenza del Comitato di indirizzo strategico del Fondo per il contrasto della povertà educativa infantile.
Milano e la rete con il mondo produttivo
Uno degli elementi centrali del profilo di Buffagni è la capacità di dialogo con il tessuto economico, in particolare quello milanese. Negli anni ha costruito una rete di relazioni con imprese e stakeholder, un patrimonio che il Movimento potrebbe ora provare a valorizzare per rafforzare la propria presenza in una città chiave per l’economia nazionale. In questa prospettiva, la sua nomina viene letta anche come un tentativo di riportare il M5S su posizioni più pragmatiche, con maggiore attenzione ai temi dello sviluppo e del lavoro.
L’asse con Violi e la linea “governista”
La scelta di Buffagni consolida inoltre il rapporto politico con il segretario regionale Dario Violi. I due hanno condiviso l’esperienza in Regione Lombardia, contribuendo a definire una linea interna al Movimento più orientata al governo e meno incline a posizioni radicali. Una linea che ora potrebbe diventare il punto di riferimento anche per il rilancio del Movimento a Milano, in un contesto politico competitivo e in continua evoluzione.

