Il maltempo che ha investito la Lombardia tra giovedì sera e venerdì 21 agosto ha lasciato dietro di sé frane, esondazioni, crolli e strade interrotte e oltre 400 persone costrette a lasciare le proprie abitazioni tra le province di Brescia, Bergamo e Sondrio. Di fronte a un bilancio di questa portata, il presidente della Regione Attilio Fontana ha chiesto al ministro della Protezione civile Nello Musumeci il riconoscimento dello stato di emergenza. La richiesta deve ancora essere formalizzata e a predisporre la documentazione sono gli assessori Gianluca Comazzi, competente per il Territorio, e Romano La Russa, alla Protezione civile. Sui tempi il governatore riferisce una rassicurazione già ottenuta: “Ringrazio il ministro, che mi ha garantito che sottoporrà al Consiglio dei ministri l’istanza della Lombardia non appena possibile”.
La situazione più critica in Valcamonica
Nel Bresciano la situazione è precipitata nelle ore serali. A Sonico 57 persone hanno lasciato le abitazioni e sono state sistemate nella sala polifunzionale del paese e nell’ex scuola elementare della frazione Garda. A Vione l’esondazione del torrente Vallaro ha costretto ad allontanare 70 persone durante la notte, 15 residenti e 55 turisti, accolti nella sede degli Alpini, presso amici e parenti e in un bed and breakfast di Temù.
Da venerdì mattina gli escavatori lavorano nell’alveo del torrente, mentre l’Ufficio territoriale regionale di Brescia ha avviato interventi in somma urgenza per ripristinare il deflusso dell’Oglio alla confluenza con il Vallaro e il Rabbia. I tecnici Anas sono impegnati dalla notte per riaprire la statale 42. Sempre in Valcamonica un fulmine ha colpito la centralina della cabinovia di Ponte di Legno. Nessuna delle persone che si trovavano all’interno degli impianti è rimasta ferita.
Al campeggio San Simone sfollate 250 persone
Nella Bergamasca il caso più consistente resta quello di Isola di Fondra, dove sono state evacuate 250 persone dal campeggio San Simone: 60 hanno trovato ospitalità nella palestra comunale di Lenna, altre 10 in quella di Piazza Brembana, mentre le restanti 180 si sono sistemate da amici e parenti o in un condominio vicino alla struttura. A Branzi la provinciale 2 è stata riaperta, mentre a Gandellino il sindaco ha chiuso la ciclabile comunale dopo il cedimento di un muro sovrastante, senza persone coinvolte.
Valtellina sotto osservazione, versanti e torrenti monitorati
In provincia di Sondrio le segnalazioni si concentrano nella Valle del Bitto e nei territori di Morbegno, Albaredo per San Marco e Ponte in Valtellina. Ad Albaredo una colata di detriti ha riempito nella serata di giovedì una vasca di contenimento a monte dell’abitato: per il timore di nuovi distacchi sei persone, due turisti e una famiglia di quattro residenti, sono state trasferite in albergo, con Vigili del fuoco, Prefettura e Ufficio territoriale regionale informati dal Comune. Restano sorvegliati il torrente Frodolfo a Santa Caterina Valfurva, il versante orobico a Sondalo e il corso dell’Adda tra Bormio e Valdisotto. A Ponte in Valtellina gli smottamenti hanno interessato strade comunali e viabilità agro-silvo-pastorale.
Le strade del Lario tra riaperture e chiusure
Nel Comasco la statale Regina, invasa da frane e colate di detriti, è stata riaperta a doppio senso nella tarda serata di giovedì. Nel Lecchese resta invece chiusa la provinciale 67 tra Premana e Pagnona per la caduta di piante e materiale sulla carreggiata. Altre segnalazioni sono arrivate dalla Valsassina e dalla zona di Colico.
Che cosa comporta lo stato di emergenza
La dichiarazione, se approvata dal Consiglio dei ministri, apre l’accesso ai fondi statali per gli interventi urgenti e consente di operare con procedure semplificate, in deroga a parte della normativa ordinaria su appalti e autorizzazioni. È lo strumento che permette di accelerare ripristini e messa in sicurezza senza attendere i tempi standard, e insieme di avviare la ricognizione dei danni necessaria per i successivi indennizzi. La tempistica dipende ora dal calendario del Cdm.

