Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Milano » Maltrattamenti in un nido del Monzese, anche baci in bocca ai bambini tra i nuovi inquietanti dettagli

Maltrattamenti in un nido del Monzese, anche baci in bocca ai bambini tra i nuovi inquietanti dettagli

Dopo gli arresti emergono particolari più precisi sulle condotte contestate nel nido privato. La 24enne avrebbe imposto baci sulla bocca ad almeno due piccoli. Per lei anche l’accusa di violenza sessuale su minori

Maltrattamenti in un nido del Monzese, anche baci in bocca ai bambini tra i nuovi inquietanti dettagli

Non solo urla, strattoni e punizioni. Dall’inchiesta sull’asilo nido privato di Muggiò emergono ora nuovi dettagli sulle condotte contestate a una delle educatrici arrestate ieri. La 24enne, secondo quanto registrato dalle telecamere nascoste installate dagli investigatori, avrebbe baciato con forza sulla bocca almeno due bambini di età inferiore ai tre anni.

È questo il particolare più grave che affiora dalle immagini acquisite dalla Squadra Mobile e finite agli atti dell’indagine coordinata dalla Procura di Monza. In almeno due episodi distinti, la giovane si sarebbe avvicinata ai piccoli, li avrebbe abbracciati e quindi trattenuti per la testa prima di baciarli sulla bocca. Condotte definite dalla Procura “approcci inopportuni” e che hanno portato a contestare alla 24enne anche l’ipotesi di violenza sessuale su minori, oltre ai maltrattamenti già al centro dell’inchiesta.

I video mostrano anche strattoni e e bimbi afferrati per le orecchie

Le registrazioni raccolte all’interno della struttura avrebbero documentato un quadro più ampio. I bambini sarebbero stati presi di peso, strattonati, spostati in maniera brusca e in alcuni casi afferrati per le orecchie. Gli investigatori avrebbero inoltre riscontrato carenze nell’accudimento, problemi nella somministrazione di cibo e bevande e il ricorso a punizioni degradanti. Alcuni pasti, secondo l’accusa, non sarebbero stati serviti, talvolta per ragioni economiche e in altri casi con finalità punitive.

L’indagine nata da una ex collega e da un genitore

Gli accertamenti erano partiti ad aprile dopo le dichiarazioni di una ex dipendente della struttura. Il suo racconto sarebbe stato confermato da alcuni inservienti e da un esposto presentato da un genitore, che aveva notato segnali di disagio nel proprio figlio. Da quelle segnalazioni era scattata l’attività investigativa con telecamere e microfoni nascosti nel nido, frequentato da una decina di bambini molto piccoli. Le immagini raccolte hanno poi portato agli arresti domiciliari della titolare, 42 anni, e dell’educatrice di 24 anni. Altre due colleghe, di 32 e 49 anni, sono state invece denunciate.

La giovane lavorava senza i requisiti previsti

Un ulteriore elemento emerso dalle verifiche riguarda la posizione professionale della 24enne, che avrebbe lavorato come educatrice dallo scorso gennaio senza possedere i titoli abilitativi richiesti. Per questo sia la giovane sia la titolare devono rispondere anche di esercizio abusivo della professione. Alla responsabile dell’asilo viene contestato di essersi avvalsa per mesi del lavoro di una dipendente priva dei requisiti necessari.