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Mantovani cena con 800 persone. Expo costa caro. E in Fi si mormora… Cattiverie di Affari

LE CATTIVERIE DI AFFARI/ Il vicepresidente della Regione Lombardia Mario Mantovani organizza una cena da 800 persone. Chi ci sarà (e, soprattutto, chi non ci sarà). Expo costa cara: una famiglia per entrare spenderebbe oltre 100 euro. Pisapia pensa a un confronto con la Moratti: pubblico e per iscritto. Finlombarda, ecco come si fa a perdere una presidenza

di Fabio Massa

CATTIVERIA-1/ Chi ci sarà, questa sera, alla tradizionale cena pre-ferie di Cuggiono quest’anno organizzata a Pero da Mario Mantovani, vicepresidente della Regione Lombardia e grande capobastone di Forza Italia? I partecipanti si dividono in tre parti: gli entusiasti, i riluttanti e gli opportunisti. I primi sono i seguaci storici dell’assessore alla Sanità. I secondi sono quelli che non ci andrebbero ma che temono le conseguenze. E i terzi sono quelli che sperano – peraltro invano, secondo quanto può riferire Affari – di avere una chance nella corsa per un rimpasto. Ammesso che ci sarà. In ogni caso, sono previsti Giovanni Toti come ospite d’onore e circa 800 presenze. Che in tempi di vacche magre per voti e preferenze, sono decisamente una truppa non da poco.

CATTIVERIA-2/ Avevano detto che sarebbe costato più o meno 20 euro. E invece il ticket per entrare nei padiglioni di Expo 2015 costerà la bellezza di 39 euro. Alla faccia dei prezzi popolari. Ci si può consolare però: anziani, gruppi organizzati e studenti possono pagare un ticket ridotto fino a 22 euro. Insomma, per una famiglia di quattro persone l’obolo da versare è di oltre 100 euro. Non una robetta da poco.

CATTIVERIA-3/ Circola l’idea, in Comune, di fare un documento di benchmark con l’amministrazione precedente. Cioè? In pratica ogni assessorato dovrebbe mettera a disposizione i propri dati per dimostrare che la gestione Pisapia è migliore della gestione Moratti. La domanda è una sola: cui prodest?

CATTIVERIA-4/ Pare che mezza Forza Italia abbia fortissimi mal di pancia per come è finita la partita di Finlombarda. Secondo quanto può riferire Affaritaliani.it, infatti, nel complesso giro di nomine che era stato definito ai tempi di Ersaf, Arpa, Ilspa e Lombardia Informatica, la finanziaria avrebbe dovuto essere presieduta da un azzurro. Invece, a causa dell’impuntamento di Maroni sul nome dell’ex sottosegretario Marco Flavio Cirillo, ex sindaco di Basiglio, ne è venuta fuori solo una presenza (Cirillo, appunto), nel cda. Non un grande risultato, mormorano i maligni.

@FabioAMassa