“Prendo atto che c’e’ chi e’ fiero di spendere decine di milioni di euro per un referendum che, come tutti dovrebbero sapere, e’ non solo giuridicamente, ma anche sostanzialmente inutile. Basterebbe leggere la Costituzione e ascoltare i costituzionalisti per avere la conferma che si stanno sprecando somme ingenti. Credo che autolesionista sia chi priva i lombardi di importanti risorse che, in un periodo di crisi, potrebbero, e dovrebbero, essere utilizzate per risolvere i problemi reali dei singoli, delle famiglie e delle imprese”. E’ quanto ha affermato il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, in merito alla polemica con con il presidente della Regione, Roberto Maroni, sul referendum consultivo per chiedere ai cittadini lombardi se sono favorevoli al riconoscimento di maggiori autonomie alla Regione.
“Lui mi ricorda Tafazzi, io non sono autolesionista e non fare il referendum significa rinunciare ad avere piu’ risorse e poi lui si lamenta che ci sono meno risorse. E’ la sindrome di Tafazzi”. Cosi’ il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, risponde al sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, che aveva definito “una boiata pazzesca” la proposta di referendum per una maggiore autonomia della Lombardia, approvata dal Consiglio regionale. Secondo Maroni “l’approvazione, in Consiglio regionale, del referendum sull’autonomia della Lombardia, e’ stata un voto importante e utile”. Circa la scelta della data in cui tenere la consultazione, Maroni ha sottolineato che la sua intenzione e’ quella di “sentire tutte le parti politiche del Consiglio regionale, non solo quelle che hanno votato a favore del referendum”. Su quando potranno essere aperte le urne, poi, il governatore ha spiegato che la nuova legge “prevede due finestre: una primaverile, maggio/giugno, e una autunnale, ottobre/novembre”. “Il prefetto di Milano – ha continuato – mi ha chiesto di evitare la sovrapposizione fra la consultazione ed Expo, perche’ avrebbe difficolta’ a dislocare presso i seggi elettorali le forze dell’ordine, che in quel periodo, invece, saranno impiegate per presidiare la citta’. Mi sembra una richiesta accoglibile, anche perche’ ci serve il tempo per trovare hardware e software per il voto elettronico”.
A dar manforte a Pisapia giunge Enrico Brambilla, capogruppo Pd in Regione, che chiosa: “Prima il referendum, poi il ricorso contro il governo: Maroni vuole isolare la Lombardia. È una strada senza uscita e a pagare il conto saranno i cittadino lombardi, perché da questo scontro tra istituzioni non può nascere nulla di buono”

