Meno 100, meno lodi e una forte concentrazione di voti nelle fasce medio-basse. È questa la fotografia della Maturità 2026 in Lombardia, dove gli studenti promossi sono stati 57.748 sui 58.010 ammessi all’esame. Il tasso di successo sfiora dunque il 99,5%, mentre le bocciature restano molto rare. Tra i candidati interni soltanto lo 0,27% dovrà ripetere l’anno. La percentuale sale allo 0,5% includendo anche i candidati esterni. Il voto più frequente è compreso tra 61 e 70 ed è stato ottenuto dal 32,5% dei diplomati lombardi. Rispetto all’anno scolastico precedente, però, cresce la fascia tra 81 e 90, passata dal 15,9% al 17,6%.
Meno cento e meno lodi rispetto a un anno fa
A diminuire sono soprattutto i risultati di vertice. I diplomati con 100 sono scesi dal 4,25% del 2025 al 2,9% del 2026. In calo anche le lodi, ottenute da circa uno studente ogni cento. La quota si ferma all’1%, contro l’1,15% dell’anno precedente. Il confronto con gli anni della pandemia resta ancora più netto: nel 2021 in Lombardia erano state assegnate 1.181 lodi. Le eccellenze continuano a concentrarsi soprattutto nei licei, dove l’1,5% dei 29.841 diplomati ha ottenuto la lode. La percentuale scende allo 0,7% negli istituti tecnici, frequentati da 19.190 studenti, e allo 0,2% nei professionali.
Nei licei prevalgono i voti tra 71 e 80
La distribuzione dei risultati cambia sensibilmente a seconda dell’indirizzo di studio. Nei licei la fascia più rappresentata è quella tra 71 e 80, raggiunta dal 32,1% degli studenti. La quota complessiva delle eccellenze, sommando 100 e 100 e lode, sfiora il 5,3%. Negli istituti tecnici e professionali il voto più comune resta invece compreso tra 61 e 70. La percentuale raggiunge il 37,9% nei tecnici e il 39,2% nei professionali. In questi due percorsi diminuiscono anche i risultati massimi. La quota dei 100 e delle lodi si ferma rispettivamente al 2,8% e all’1,7%, mentre aumentano i diplomati che superano l’esame con il minimo: il 7,8% nei tecnici e l’8,1% nei professionali ha ottenuto 60.
Cremona e Mantova guidano la classifica delle lodi
Le differenze emergono anche nel confronto tra le province lombarde. Cremona e Mantova restano in testa per percentuale di lodi, con l’1,9% dei diplomati in entrambi i territori. Considerando insieme i 100 e le lodi, Cremona conquista il primo posto con il 6,7% di studenti eccellenti. Seguono Mantova con il 5,8% e Sondrio con il 5%. Più indietro Milano, Brescia e Bergamo, dove la quota di diplomati con 100 o 100 e lode si ferma al 3,6%. A Como la percentuale è del 3,5%, mentre Lecco chiude la graduatoria con il 3%. La sufficienza piena, cioè il voto di 60, è invece particolarmente diffusa nelle province di Milano e Varese, dove riguarda il 6,8% dei maturandi.
Milano, voti concentrati sotto l’80
Nelle scuole milanesi i risultati si concentrano prevalentemente dall’80 in giù, confermando le prime indicazioni emerse alla conclusione degli esami. Le lodi rappresentano l’1% del totale, una quota sostanzialmente identica a quella dell’anno precedente, quando si erano fermate allo 0,99%. Cambia però la distribuzione tra gli istituti, con una presenza particolarmente significativa nei licei classici. Il liceo Parini registra otto lodi e altri dodici diplomati con 100. Otto lodi anche al Manzoni, sette al Berchet e cinque al Beccaria. Tra i licei scientifici, il Volta conta cinque lodi, mentre il Bottoni e il Leonardo da Vinci ne registrano tre ciascuno.
Quattro lodi sono state assegnate al Cardano e altrettante al Setti Carraro. Lo stesso risultato è stato raggiunto dal Bertarelli, istituto tecnico e professionale che non vedeva comparire una lode sui tabelloni dal 2019 e che quest’anno ne festeggia una anche nel percorso di istruzione degli adulti.
Il quadro milanese e lombardo conferma quindi una Maturità con pochissime bocciature, ma anche con un numero contenuto di risultati massimi. La grande maggioranza degli studenti ha concluso il percorso con voti intermedi, mentre le eccellenze restano concentrate in una parte limitata delle scuole e soprattutto nei licei.

