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Milano
Maugeri, processo a Formigoni (senza tv). La difesa: "Andiamo a Pavia"

Ha preso il via questa mattina con la discussione delle eccezioni preliminari il processo sui presunti rimborsi pubblici indebiti per 200 milioni di euro pagati dalla Regione alla Fondazione Maugeri. I difensori dell'ex presidente regionale e attuale senatore di Ncd Roberto Formigoni, imputato per associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, hanno chiesto ai giudici della decima sezione penale di escludere dall'aula le telecamere dei cronisti. In merito non è ancora stata presa una decisione.

Il processo coinvolge oltre a Formigoni, il suo convivente Alberto Perego; l'ex direttore amministrativo della Fondazione Maugeri, Costantino Passerino; l'ex assessore regionale Antonio Simone; la moglie di quest'ultimo, Carla Vites, il faccendiere Pierangelo Daccò; l'ex segretario della Regione Nicola Maria Sanese; la dirigente regionale Alessandra Massei; l'ex direttore regionale della Sanità, Carlo Lucchina; e il legale rappresentante di una società, Carlo Farina.

Secondo i pubblici ministeri Antonio Pastore, Laura Pedio e Gaetano Ruta, la Maugeri avrebbe ottenuto tra il 1997 e il 2011 ben 200milioni di euro di rimborsi pubblici indebiti per prestazioni sanitarie, attraverso una quindicina di delibere della giunta regionale. E parte di questi soldi, 61 milioni di euro, sarebbero stati distratti dalle casse della Maugeri, tramite Daccò e Simone, che ne avrebbero versato 270mila euro sui conti correnti di Formigoni e avrebbero usato 8 milioni per finanziargli la campagna elettorale nel 2010 e pagargli cene, vacanze di lusso ai Caraibi e in Sudamerica, soggiorni in barca a vela, viaggi arei e persino l'acquisto di una villa in Sardegna a prezzo scontato. La Fondazione Maugeri imputata in qualità di persona giuridica, ha già patteggiato nei mesi scorsi ai sensi del dgls 31/2001 per i reati commessi dai propri dipendenti con la confisca di beni immobili per circa 16 milioni di euro. Mentre il 16 aprile hanno patteggiato 2 anni e 4 mesi di reclusione Gianfranco Parricchi e 1 anno e 10 mesi Paolo Mondia, perchá hanno sottoscritto attraverso le loro società fittizi contratti di consulenza alla Maugeri per giustificare il trasferimento all'estero dei fondi.

Hanno chiesto il trasferimento del processo al tribunale di Pavia per competenza territoriale i difensori dell'ex presidente regionale Roberto Formigoni in occasione delle eccezioni preliminari poste alla prima udienza del dibattimento milanese sul caso Maugeri. Secondo gli avvocati Mario Brusa e Luigi Stortoni, a cui si sono associati i difensori degli altri nove imputati, a essere competenti nel giudizio sono i giudici pavesi perchá il primo atto che avrebbe dato il via all'associazione per delinquere contestata al senatore sarebbe stato commesso in quella sede, ovvero la firma del primo contratto di consulenza, ritenuto fittizio dai pm, tra il faccendiere Pierangelo Daccò e la fondazione Maugeri nel 1997. In merito, il pubblico ministero Laura Pedio ha replicato che "non è una cena che sposta la competenza territoriale di un'imputazione per associazione per delinquere. Il centro di interesse di questa associazione criminale ruota tutto intorno a Milano e in particolare alla sede della Regione, e poi ancora all'ufficio di Pierangelo Daccò in via Bandello 20, presso la sede della rivista Tempi in cui operava Antonio Simone credo in corso Sempione; presso l'ufficio della società Mds dove operavano Costantino Passerino (direttore amministrativo della Fondazione Maugeri, ndr) e il suo collaboratore Gianfranco Mozzali in viale Tunisia a Milano, tanto per citare alcuni indirizzi".

I legali di Formigoni hanno inoltre contestato che i pm Pedio, Gaetano Ruta e Antonio Pastore non hanno chiarito quale sia l'accusa da cui si deve difendere il loro assistito: "Parliamo di una corruzione da 8, 12 o 61 milioni?", ha chiesto Stortoni. E qui Pedio ha replicato che la questione era già stata sollevata all'udienza preliminare "dove è già stato chiarito che l'accusa è per una corruzione da 61 milioni, come richiamato dal gip nel decreto di sequestro preventivo che riguarda anche Formigoni". Ovvero il sequestro preventivo di conti correnti e immobili (tra cui una villa in Sardegna ad Arzachena) dell'ex presidente regionale Roberto Formigoni, del convivente Alberto Perego e di altri imputati disposto dal giudice per le indagini preliminari Paolo Guidi per un valore equivalente a 49 milioni di euro a recupero in caso di condanna del presunto profitto illecito di Formigoni in ordine ai reati contestati.

I giudici della decima sezione penale si sono ritirati in camera di consiglio e comunicheranno la loro decisione alle 15.30. Nel frattempo hanno tuttavia stilato un calendario di udienze per il 29 maggio, quando le parti presenteranno le richieste di prova; il 12 e il 26 giugno, per l'avvio dell'istruttoria, e per il 3 e il 15 luglio.

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