È stato sostanzialmente domato il vasto incendio divampato nella serata di mercoledì nel deposito Brt di via Don Minzoni, nel quartiere Bovisa a Milano. Dopo una notte di lavoro senza sosta, i vigili del fuoco sono riusciti a spegnere circa il 95% delle fiamme e a circoscrivere il rogo, impedendo che raggiungesse le strutture vicine e, soprattutto, alcuni depositi di carburante presenti nella grande area destinata alla movimentazione delle merci. Restano ancora accesi due container carichi di biciclette elettriche, che le squadre stanno continuando a raffreddare. La situazione, spiegano dal Comando provinciale, è comunque sotto controllo e sul posto sono rimasti soltanto gli uomini necessari alle operazioni di bonifica e messa in sicurezza.
“Abbiamo capito subito il pericolo”
Il fronte più delicato dell’intervento ha riguardato il rischio che le fiamme si propagassero oltre il deposito Brt. Nelle immediate vicinanze si trovano infatti un’altra azienda di spedizioni, una società informatica, la ferrovia, il campus Bovisa del Politecnico, uno studentato e un’attività di ristorazione. “Da subito ci siamo resi conto che c’era il pericolo che le fiamme lambissero non solo una ditta e uno studentato vicini, ma anche dei depositi di carburante presenti nella grande area di movimentazione delle merci”, ha spiegato uno dei capisquadra impegnati nelle operazioni. L’intervento tempestivo e massiccio ha consentito di evitare che il fuoco raggiungesse la palazzina degli uffici e le altre strutture adiacenti. I vigili del fuoco hanno inoltre messo in sicurezza trenta rimorchi presenti all’interno dell’area logistica.
Nessun ferito, tre squadre ancora al lavoro
Non risultano persone ferite o intossicate. I soccorritori hanno lavorato per tutta la notte con il supporto del personale antincendio dell’azienda, riuscendo a contenere un incendio che ha coinvolto un capannone di circa ottomila metri quadrati adibito allo smistamento dei pacchi, alcuni uffici amministrativi e diversi mezzi parcheggiati nel cortile. Tre squadre restano impegnate nelle operazioni di bonifica. Lo smassamento del materiale bruciato potrebbe proseguire ancora per uno o due giorni, anche perché all’interno dei container continuano a bruciare batterie e componenti delle biciclette elettriche.
Arpa: dai primi controlli nessuna criticità nell’aria
Arpa Lombardia ha avviato il monitoraggio della qualità dell’aria già nella notte, installando un campionatore ad alto volume nei pressi dell’ufficio Anagrafe del Comune in via Baldinucci, sulla base della mappa previsionale di ricaduta dei fumi. Le prime misurazioni effettuate lungo il perimetro dell’azienda non hanno evidenziato valori critici. Sono stati rilevati gli inquinanti tipici della combustione, ma in concentrazioni giudicate non preoccupanti, anche grazie alla dispersione dei fumi in atmosfera. Il primo filtro verrà analizzato nei laboratori di Milano per verificare l’eventuale presenza di diossine, furani e idrocarburi policiclici aromatici. Il monitoraggio proseguirà fino al completo spegnimento dell’incendio.
I sindacati: “Fare piena luce sulle cause”
Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti della Lombardia hanno espresso forte preoccupazione per quanto accaduto, chiedendo che venga fatta piena chiarezza sulla dinamica e sulle cause del rogo. Secondo le organizzazioni sindacali, l’incendio ripropone con forza il tema della sicurezza nel settore della logistica e del trasporto merci. «Servono prevenzione, manutenzione, investimenti, formazione e verifiche costanti, perché la sicurezza non può essere trattata come un costo o come un adempimento solo formale», sottolineano. I sindacati hanno chiesto un incontro urgente con la direzione di Brt per conoscere l’entità dei danni e definire le misure necessarie a tutela dei dipendenti.
La richiesta di garanzie per posti di lavoro e stipendi
Al centro delle richieste ci sono la salvaguardia dell’occupazione e la continuità del reddito per i lavoratori che, a causa dei danni subiti dal sito e della probabile sospensione delle attività, potrebbero non essere temporaneamente in grado di svolgere le proprie mansioni. Le sigle chiedono che l’azienda garantisca pienamente posti di lavoro e salari e che si assuma le proprie responsabilità sul piano della sicurezza, della tutela occupazionale e della continuità economica. Restano intanto in corso gli accertamenti per stabilire l’origine dell’incendio.

