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Messaggio di Maroni a Salvini: “Il rimpasto? Decido io”

Il governatore è alle prese con la Lega Nord, che vuole l’ingresso di Angelo Ciocca in giunta. E con Forza Italia, per la quale in ballottaggio sono Altitonante, Gallera e Sala. La risposta? “Sono sensibile ma le decisioni vengono prese qui, da me. Deciderò io nell’arco di un mese”

“Ho letto le ricostruzioni più o meno fantasiose dei giornali, ma, ancora oggi, ho ribadito, durante la riunione di Giunta, che per quanto mi riguarda, sono assolutamente soddisfatto dell’operato di tutti gli assessori e non ho alcuna esigenza di fare cambiamenti”. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, durante la conferenza stampa dopo la seduta della Giunta regionale, rispondendo alle domande dei giornalisti sull’ipotesi di cambiamenti all’interno dell’Esecutivo regionale.

DECIDE IL PRESIDENTE – Il governatore ha rilevato che “ci sono delle richieste da parte di alcuni partiti che fanno parte della Maggioranza”. “Sono sensibile a queste cose – ha osservato -, perché non vivo sulla luna, ma le decisioni sulla Giunta vengono prese qui e dal presidente della Regione Lombardia, non fuori di qua e da qualcun altro”.

ATTUAZIONE LEGGE DELRIO – Maroni ha ricordato che nell’immediato futuro “c’è una scadenza che riguarda tutte le Regioni, ossia l’attuazione della Legge Delrio, per la quale non oltre la fine dell’anno andrà fatta una legge per decidere quali competenze eventualmente riassorbire dalle Provincie”. “Inoltre – ha aggiunto – in Parlamento sta compiendo il suo iter un disegno di legge di riforma costituzionale, che toglie competenze alle Regioni. Nei prossimi due mesi al massimo avremo più chiaro il quadro su quali competenze la Giunta avrà in più o in meno”.

I PASSAGGI DA COMPIERE – Il presidente ha rilevato come a questa definizione si arriverà “attraverso alcuni passaggi”. “Uno – ha specificato – riguarda il Parlamento nazionale. L’altro invece ci compete direttamente ed è l’Osservatorio regionale che inizierà a lavorare il prossimo 14 ottobre e riunirà i sindaci delle Città metropolitane e i nuovi presidenti delle Province. Questo tavolo, nell’arco di un mese al massimo, dovrà stabilire se le nuove Province manterranno le attuali competenze, se rinunceranno ad alcune di esse e se queste torneranno alla Regione. Allora, e solo allora, potremo verificare se sarà necessario fare alcune modifiche nella composizione della Giunta”.