Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Milano » Migrazioni, l’appello in sette punti delle associazioni cristiane

Migrazioni, l’appello in sette punti delle associazioni cristiane

Presentate a Milano le proposte per una nuova agenda sulle migrazioni, promosse da un cartello di organizzazioni cristiane

Migrazioni, l’appello in sette punti delle associazioni cristiane
Migranti: l’appello delle associazioni cattoliche milanesi
Migrazioni, l’appello in sette punti delle associazioni cristiane
Migrazioni, l’appello in sette punti delle associazioni cristiane
Migrazioni, l’appello in sette punti delle associazioni cristiane

Migrazioni, l’appello in sette punti dei cristiani milanesi


Presentate a Milano le proposte per una nuova agenda sulle migrazioni in Italia. Dopo la presentazione romana dello scorso 8 febbraio, sono state rilanciate a Milano le “Proposte per una nuova agenda sulle migrazioni in Italia“, promosse da un cartello di organizzazioni cristiane, impegnate da decenni nell’ambito delle migrazioni.

Lo spirito del documento, suddiviso in sette punti, è stato presentato da Don Virginio Colmegna, presidente della Fondazione Casa della carità, ad un incontro tenutosi questo pomerigio nella sede Acli Milano di via della Signora. Colmegna ha anche illustrato il senso dell’iniziativa e il percorso che ha condotto fin qui: “A spingerci a intraprendere questo percorso comune è l’esperienza di umanità e profezia della Chiesa, con le sue scelte che nascono dalla fecondità del Vangelo, che parla sempre di fraternità. Ci siamo sentiti interrogati dalle nostre esperienze quotidiane di accoglienza, convinti che non possiamo stare zitti su questo tema. Ma il linguaggio dello scontro non ci appartiene e oggi vogliamo consegnare alla politica il senso del perché stiamo operando: non ci occupiamo di migranti per scartare gli altri, ci occupiamo di tutti per produrre sicurezza, coesione e legami sociali. L’auspicio è che nasca una narrazione diversa, raccolta in termini culturali e seri”.

Diversi i candidati che hanno deciso di portare la loro adesione: Bruno Tabacci (Pd) e Costanza Hermanin (+Europa), Laura Boldrini (LeU), Manlio Di Stefano (M5S) e i candidati alle regionali Giovan Battista Armelloni, (lista Gori) e Ornella Carrera e Davide Fracasso (Lombardia progressista). Proprio quest ultimo, assieme a Chiara Cremonesi, tornerà ad affrontare il tema ad un incontro che si svolgerà mercoledì 21 febbraio alle 21 all’ex panetteria dell’Umanitaria di via Solari 40, Milano, dal titolo “Migrazioni: problema o opportunità”.

L’Agenda Migrazioni è promossa da Acli, Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione allo Sviluppo (ASCS Onlus), Associazione Papa Giovanni XXIII, Azione Cattolica, Centro Astalli, Centro Missionario Francescano Onlus (Ordine dei Frati Minori Conventuali), CNCA, Comboniani, Comunità Sant’Egidio, Conferenza Istituti Missionari Italiani, Federazione Salesiani per il Sociale, Fondazione Casa della carità, Fondazione Somaschi, Gioventù Operaia Cristiana (GiOC), Istituto Sturzo, Movimento dei Focolari Italia, Paxchristi, Vides Italia.

Questi i sette punti specifici elaborati sulle migrazioni, come si possono leggere nel documento:

Riforma della legge sulla cittadinanza

Da troppi anni il nostro Paese non adegua la sua legislazione sull’acquisizione della cittadinanza al mutato contesto sociale e troppi cittadini di fatto non sono riconosciuti tali dall’ordinamento. Varare un provvedimento che sani queste contraddizioni non è più rimandabile.

Nuove modalità di ingresso in Italia

Serve un nuovo quadro giuridico per accogliere quanti arrivano nel nostro paese senza costringerli a chiedere asilo. A fronte di flussi migratori che gli esperti definiscono sempre più come misti, creare una divisione politica tra richiedenti asilo e “migranti economici” è difficile, anacronistico e inefficace. Bisogna andare oltre. Chiediamo una rapida riattivazione dei canali ordinari di ingresso che ormai da anni sono pressoché completamente chiusi, con l’inevitabile conseguenza di favorire gli ingressi e la permanenza irregolari. Per entrare in Italia secondo la legge servono modalità più flessibili e decisamente più efficienti, a cominciare da un immediato ritorno del decreto flussi, per arrivare fino a proposte più ampie e organiche di modifica del testo unico sull’immigrazione: permesso di soggiorno temporaneo per la ricerca di occupazione, attività d’intermediazione tra datori di lavoro italiani e lavoratori stranieri non comunitari e reintroduzione del sistema dello sponsor (sistema a chiamata diretta).

Regolarizzazione su base individuale degli stranieri “radicati”

Gli stranieri irregolari, seguendo i modelli di Spagna e Germania, dovrebbero avere la possibilità di essere regolarizzati su base individuale, qualora dimostrino di avere un lavoro, di avere legami familiari comprovati oppure di non avere più relazioni col paese d’origine. Si tratterebbe di un permesso di soggiorno per comprovata integrazione, rinnovabile anche in caso di perdita del posto di lavoro alle condizioni già previste per il “permesso attesa occupazione”. Infine, il permesso di soggiorno per richiesta asilo si potrebbe trasformare in permesso di soggiorno per comprovata integrazione anche nel caso del richiedente asilo diniegato in via definitiva che abbia svolto un percorso fruttuoso di formazione e di integrazione.

Abrogazione del reato di clandestinità

Il reato di immigrazione clandestina, che è ingiusto, inefficace e controproducente, è ancora in vigore: va cancellato al più presto, abrogando l’articolo 10-bis del decreto legislativo 26 luglio 1998, n. 286.

Ampliamento della rete SPRAR

Lo squilibrio a favore dei Cas, i Centri di Accoglienza Straordinaria, è ancora troppo forte e a risentirne è la qualità dell’accoglienza. L’obiettivo deve essere riunificare nello SPRAR l’intero sistema, che deve tornare sotto un effettivo controllo pubblico, che deve prevedere l’inserimento dell’accoglienza tra le ordinarie funzioni amministrative degli enti locali e che deve aumentare in maniera sostanziale e rapida il numero di posti totali.

Valorizzazione e diffusione delle buone pratiche

Siamo ormai da tempo sommersi da casi di cattiva accoglienza. Esistono, sono purtroppo numerosi e non bisogna mai smettere di denunciarli con forza e rapidità, senza il minimo timore. C’è però anche un’altra faccia dell’accoglienza dei migranti, meno esposta e ben più positiva. Va raccontata il più possibile, proprio attraverso un osservatorio capace di individuare e diffondere le buone pratiche, affinché vengano il più possibile replicate.

Effettiva partecipazione alla vita democratica

Si prevede l’elettorato attivo e passivo per le elezioni amministrative a favore degli stranieri titolari del permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo.