Dopo i successi di Porta Venezia e via Sabotino, Leo Loi amplia la galassia gastronomica sarda in Città Studi. Un format audace che vuole puntare dritto all’eccellenza per soddisfare i palati milanesi più esigenti. Da aprile aperto tutte le sere tranne il lunedì — uno dei migliori indirizzi per il pesce a Milano.
Dalla Sardegna a Milano: alla scoperta della Piccola Calanca
C’è un angolo di Sardegna nel cuore pulsante di Città Studi, a Milano. Si chiama La Piccola Calanca e porta la firma inconfondibile di Leo Loi, ristoratore sardo di origine e milanese d’adozione, che ha saputo negli anni conquistare il palato esigente della metropoli. Dopo il successo de La Cala in zona Porta Venezia e de La Calanca di Leo in via Sabotino — due indirizzi già solidamente radicati nel cuore dei milanesi — Loi amplia il suo universo gastronomico con questo nuovo spazio raffinato in via Gaspare Gozzi 6, nel quartiere di Città Studi. Un progetto ambizioso e riuscito, che si candida senza timidezza tra i migliori ristoranti di pesce della città.
E non è un’affermazione leggera, in una Milano che di pesce se ne intende sempre di più. La Piccola Calanca si distingue per la qualità assoluta della materia prima, per la coerenza della cucina e per un’ospitalità che non si improvvisa: è il frutto di anni di esperienza, di rapporti diretti con i fornitori, di una filosofia che mette il prodotto al centro di tutto. Qui il mare arriva fresco, viene trattato con rispetto e servito con quella naturalezza che solo chi lo conosce davvero sa dare.
Il locale conquista al primo sguardo: legno, ferro battuto e vetro si intrecciano in un design che scalda l’atmosfera e invita alla convivialità, senza scadere nell’ostentazione. Al centro, la cucina a vista — un palcoscenico dove ogni piatto prende forma davanti agli occhi degli ospiti, in un dialogo costante tra tradizione sarda e sensibilità contemporanea. L’ambiente è raccolto, curato nei dettagli, capace di mettere a proprio agio tanto chi viene per una cena importante quanto chi cerca semplicemente un posto dove mangiare bene senza pensarci troppo.
Il menù: una sinfonia di mare
La proposta è una dichiarazione d’amore per il mare, pensata tanto per chi conosce bene i sapori autentici quanto per chi è in cerca di nuove suggestioni. La selezione di crudi è da manuale e rappresenta forse il punto più alto dell’intera esperienza: Gamberi Rossi di Sicilia, Scampi Porcupine, Ostriche Fines de Claires e Gillardeau, Capesante Saint Jacques, Ricci di Mare di Galizia quando disponibili, Tartare e Carpacci eseguiti con tecnica impeccabile. Il Plateau di Crudo — con Fines de Claires, Gamberi Rossi, Scampi Porcupine e Capesante Saint Jacques — è una tappa obbligata: un’esperienza sensoriale che mette in scena la qualità della materia prima senza sovrastrutture, lasciando che sia il prodotto a parlare.
Tra gli antipasti spiccano i Gamberi alla Catalana, il Polpo Croccante su crema di ceci — uno dei piatti più richiesti — le Moeche Fritte, il Tris Caldo e le mitiche Acciughe del Cantabrico, presidio di sapore per i veri intenditori. Per i tavoli che vogliono abbondare, l’Antipasto Calanca (per due persone) è una carrellata di eccellenze che prepara il palato nel modo migliore. Ogni proposta sorprende, eppure mantiene sempre un forte legame con la semplicità e la pulizia dei sapori mediterranei.
I primi piatti sono uno dei punti di forza assoluti del locale e rivelano con chiarezza l’anima sarda di Leo Loi. Le Lorighittas con ricci e bottarga sono un capolavoro di semplicità e complessità al tempo stesso: la pasta tipica dell’isola incontra un condimento sontuoso che esalta ogni boccone. I Tagliolini con bisque di crostacei e crudo di gambero rosso uniscono tecnica e sensualità con risultati memorabili. Per chi ama i classici senza compromessi, gli Spaghetti alle vongole e bottarga e la Fregola ai frutti di mare — vera icona della cucina sarda — sono una certezza assoluta. Completano la carta i Paccheri con rana pescatrice e pomodorini e gli Spaghetti alla bottarga di Cabras, che da soli varrebbero il viaggio.
I secondi mostrano la stessa cura e la stessa ambizione. Il Tataki di Tonno Rosso con semi di papavero, camone e basilico è un piatto che gioca con culture e temperature riuscendo in ogni suo obiettivo. La Rana Pescatrice con pomodorini, capperi, olive e cozze ha la generosità dei sapori del Sud. Il Black Cod allo Za’atar con bisque di crostacei è la proposta più sofisticata, quella che meglio racconta la capacità di Leo Loi di guardare oltre senza perdere il filo. Immancabile la Frittura di Calamari Francesi, croccante e leggera come dev’essere. E per i tavoli che cercano il gran finale, il Branzino al sale con purè di patate — servito per due persone — è un classico eseguito con quella precisione che lo rende ogni volta una piccola cerimonia.
A completare il quadro, una cantina ben fornita con etichette sarde selezionate con attenzione, vini nazionali e una curata proposta di Champagne, ideale per accompagnare i crudi e le preparazioni più raffinate. Il servizio è attento, competente e privo di quella freddezza che a volte accompagna i locali ambiziosi: ci si sente ospiti, non clienti.
Da aprile aperture tutte le sere tranne il lunedì
La novità che in molti aspettavano: da aprile La Piccola Calanca è aperta tutte le sere, dal martedì alla domenica. Il lunedì rimane l’unico giorno di riposo settimanale. Una scelta che apre finalmente le porte del locale a chi vuole rendere la cena da Leo Loi un appuntamento fisso della settimana — e che, vista la qualità, è una tentazione difficile da resistere.
In un quartiere sempre più vivace come Città Studi, La Piccola Calanca rappresenta oggi una delle certezze più solide per chi desidera mangiare pesce a Milano ad alto livello, in un contesto che coniuga qualità, estetica e calore umano. Un luogo dove ogni dettaglio parla la lingua della passione. Da provare, e da tornare.

