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Milano 2027, a Pontida Salvini lancia Sardone. E lei sfida gli alleati: “Facciamo subito le primarie”

Dal palco di Pontida l’investitura della vicesegretaria leghista per Palazzo Marino. La replica al sondaggio che premia Perego: “L’unico vero sondaggio è quello tra la gente”. In corsa resta anche Lupi

Milano 2027, a Pontida Salvini lancia Sardone. E lei sfida gli alleati: “Facciamo subito le primarie”

Tutto come previsto alla vigilia. Dal palco di Pontida Matteo Salvini lancia Silvia Sardone come candidata della Lega alle Comunali milanesi del 2027. “Parliamo di sicurezza, lo abbiamo sentito da tanti e da milanese spero dal prossimo anno di essere amministrato da un sindaco che conosce la città casa per casa e quartiere per quartiere. E questo sindaco non può che chiamarsi Silvia Sardone”, scandisce il segretario leghista. Poi l’attacco al centrosinistra: “Dopo 15 anni bisogna liberare i milanesi dalle sinistre“.

Sardone parla già da candidata sindaco

Pochi minuti prima dell’intervento di Salvini, Sardone aveva già infiammato il pratone con un discorso dai toni da candidata sindaco “in pectore”. A precederla, un video dal messaggio inequivocabile: “Violenza. Insicurezza. Degrado. Islamizzazione. Cantieri fermi. Caos. Ora basta“. La vicesegretaria della Lega, europarlamentare e consigliera comunale a Milano, ringrazia Salvini per l’investitura e concentra il suo intervento soprattutto su sicurezza, immigrazione e degrado. “Milano, da città delle opportunità, negli ultimi anni è diventata inaccessibile. Se vuoi venire in città per lavorare e rispettare le leggi, sei ben accetto. Se vieni nella mia città per delinquere, per spacciare, per occupare o per imporre le tue regole, noi ti diremo: föra di bal”, dice Sardone, accompagnando l’espressione dialettale con un gesto del braccio. Dal pratone parte il coro “Silvia, Silvia”.

La sfida agli alleati: “Facciamo le primarie”

Ma il passaggio più politico riguarda il confronto interno al centrodestra. Sardone replica infatti al sondaggio divulgato da Forza Italia, secondo cui il sottosegretario azzurro Matteo Perego di Cremnago sarebbe in testa nelle preferenze dei milanesi come candidato sindaco della coalizione. “Sento parlare di sondaggi commissionati da altri. Voglio essere chiara: per noi l’unico vero sondaggio è quello tra la gente”, afferma Sardone. Poi il guanto di sfida: “Vogliamo sapere quale possa essere il miglior candidato sindaco di Milano? Facciamo le primarie. Noi siamo pronti, perché noi tra la gente ci siamo sempre stati. Noi non corriamo per partecipare, noi corriamo per vincere”.

Il tris Sardone-Perego-Lupi

La partita nel centrodestra resta dunque aperta. Nel tris di nomi al vaglio dei vertici della coalizione, oltre a Sardone e Perego, c’è anche il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi. Ma da Pontida la Lega alza chiaramente il livello della propria candidatura. E Sardone, forte dell’investitura di Salvini, si muove ormai da frontwoman della coalizione. Nel suo intervento attacca ancora il centrosinistra: “È ora di dire basta con i sindaci comunisti. Basta con la sinistra che coccola i centri sociali, basta insicurezza e degrado, basta campi rom e borseggiatrici, maranza e moschee abusive, sussidi a pioggia a chi non è neanche cittadino italiano”. Quindi l’affondo su Giuseppe Sala, definito da Sardone “il peggior sindaco di tutti i tempi”.

“Altro che sondaggi, facciamo subito le primarie”

La linea viene ribadita anche dopo la fine dei comizi. Durante una diretta televisiva su Antenna 3, Sardone auspica che il centrodestra sciolga il nodo della candidatura in tempi rapidi. “Presto, anche domani. Io non ci sto a essere candidata a due mesi dal voto. Altro che sondaggi, facciamo subito le primarie”, dice rispondendo alle domande dei cronisti.

Sardone blinda Salvini sul congresso

A Pontida c’è spazio anche per le tensioni interne alla Lega. Sardone commenta la decisione di Salvini di convocare un congresso straordinario del partito a ottobre definendola “un colpo di teatro meraviglioso”. E sul possibile esito non mostra dubbi: “Vincerà Matteo, mi ci gioco la casa. Vedremo se qualcuno si candiderà contro di lui. Noi siamo pronti. Non so se lo sono anche coloro che avevano i mal di pancia”.