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Milano 2027, Civita e Tatarella uniscono le forze: “Si può vincere, ma servono 60mila voti in più”

“La nostra candidatura rimane in campo. Il lavoro continua, da oggi insieme”

Milano 2027, Civita e Tatarella uniscono le forze: “Si può vincere, ma servono 60mila voti in più”

Antonio Civita e Pietro Tatarella annunciano di aver unito le forze in vista delle prossime elezioni comunali di Milano. Le rispettive candidature restano in campo e da oggi il lavoro procede insieme: un percorso comune fondato su una proposta per la città, sulla costruzione di una lista per il Comune e per i Municipi e su un confronto diretto con gli elettori, quartiere per quartiere.

“Come annunciato – spiegano Civita e Tatarella – abbiamo deciso di unire le forze per il bene di Milano. Riteniamo che la partita sia assolutamente contendibile, ma è necessario che si verifichino condizioni importanti. La prima riguarda il profilo del candidato sindaco: non è fondamentale che sia una persona nota, ma una persona spendibile e credibile, capace di raccogliere la fiducia dei cittadini delusi. È per questo che ci siamo candidati, ed è per questo che la nostra candidatura rimane in campo. Il lavoro continua, da oggi insieme”.

“La politica è un’arte pratica, e in questo i numeri sono chiari – aggiungono Civita e Tatarella -: risultati precedenti e sondaggi alla mano, al centrodestra mancano almeno 10 punti percentuali — indicativamente 60mila voti al netto dell’affluenza — per giocarsi davvero la partita. Anche per questo abbiamo ritenuto necessario candidarci, e per questo le nostre offerte di candidatura rimangono in campo. Siamo convinti che la nostra proposta possa raggiungere e superare quei numeri, indipendentemente da chi sarà il candidato: se uno di noi o qualcun altro. Cogliamo anche l’occasione per ringraziare l’On. Marattin e il partito Liberaldemocratico per il sostegno e ribadiamo l’apertura e l’invito a questo lavoro a tutti coloro che hanno tela da tessere”.

“Da domani – concludono Antonio Civita e Pietro Tatarella – ricominceremo a girare la città, in ogni suo quartiere e angolo più nascosto, portando avanti le nostre proposte e proseguendo, mattone su mattone, la costruzione della nostra lista”.

Tatarella: “Da Tajani mi aspettavo una telefonata. Lupi? Buon candidato… nel 2011”

A margine della presentazione , Tatarella ha parlato anche del rapporto con il suo ex partito, Forza Italia. “Dopo quello che mi è successo mi aspettavo quantomeno una telefonata da Antonio Tajani in questi mesi, che non c’è stata. Ne ho preso atto: sono questioni personali, non politiche”, ha spiegato l’ex esponente azzurro, assolto al termine di una lunga vicenda giudiziaria che lo aveva portato anche in carcere e poi lontano dalla politica. Tatarella, che nei mesi scorsi si era detto disponibile a correre per Palazzo Marino, non ha nascosto il rammarico per la scelta di Forza Italia di puntare invece su Matteo Perego: “Nel momento in cui il partito indica un candidato politico, mi sarei aspettato il mio nome”. Poi l’affondo sulla linea del centrodestra: “Non si può fare una campagna elettorale solo sulla sicurezza, l’abbiamo già fatta e abbiamo perso tre volte”. Critico anche sul sopralluogo di Perego a Rogoredo, che Tatarella ha liquidato come un luogo non certo di “estrema periferia”. Quanto ai possibili candidati, ha indicato Maurizio Lupi come profilo forte, pur osservando che oggi il peso elettorale del suo partito a Milano non sarebbe sufficiente, da solo, a imporne la candidatura.