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Milano 2027, ecco il comitato di dodici “saggi” al lavoro sulle primarie del centrosinistra

Dodici personalità della società civile dovrebbero definire valori e regole del percorso. Nel Pd resta aperto il nodo tra Majorino, Scavuzzo e Pacini. Azione continua a spingere su Calabresi

Milano 2027, ecco il comitato di dodici “saggi” al lavoro sulle primarie del centrosinistra
Pd Milano

Le primarie del centrosinistra per la scelta del candidato sindaco di Milano restano ancora da definire nei dettagli, ma il percorso comincia a prendere forma. La decisione politica definitiva è rinviata a settembre, quando riprenderà a pieno ritmo il confronto tra le forze della coalizione. Intanto, però, si lavora alla cornice che dovrebbe accompagnare la consultazione. Secondo quanto riferisce Repubblica, è in via di definizione un gruppo di dodici “saggi”, espressione delle forze politiche e sociali, chiamati a predisporre una sorta di carta dei valori per il centrosinistra milanese. Tra i nomi circolati figurano Francesca Zajczyk, Matteo Bolocan, Marilisa D’Amico, Simone Dragone, Vittorio Artoni, Marco Leonardi, Giorgia Serughetti e Debora Migliucci.

Il compito del gruppo sarebbe quello di fissare il perimetro politico della coalizione e gli impegni comuni da sottoporre ai candidati. Tra i punti allo studio ci sarebbe anche l’impegno, per chi parteciperà alle primarie, a sostenere il vincitore e a non abbandonare il campo in caso di sconfitta.

Nel Pd resta il nodo dei tre candidati

La partita più delicata resta quella interna al Partito democratico. I potenziali candidati dem sono al momento tre: Pierfrancesco Majorino, Anna Scavuzzo e Lorenzo Pacini. La questione è capire se tutti e tre arriveranno effettivamente alle primarie oppure se il partito cercherà prima una selezione interna. Una delle possibilità prese in considerazione è quella di applicare le regole dello Statuto dem, che prevedono per gli aspiranti candidati determinate soglie di sostegno tra i componenti dell’assemblea territoriale o tra gli iscritti. Majorino viene considerato vicino alla segretaria nazionale Elly Schlein, che però finora non è intervenuta direttamente sulla partita milanese. La vicesindaca Scavuzzo, invece, non sembra intenzionata a fare un passo indietro. E anche Pacini resta in corsa.

L’obiettivo della dirigenza dem resta quello di arrivare alla scelta del candidato più competitivo possibile, capace non soltanto di tenere insieme il centrosinistra ma anche di intercettare consensi oltre il tradizionale perimetro della coalizione.

Azione resta contraria alle primarie

Più defilata, almeno per ora, Azione. Al partito di Carlo Calenda non sarebbe stato chiesto di indicare propri rappresentanti nel gruppo dei saggi, anche se il segretario cittadino Francesco Ascioti ha giudicato positivamente l’iniziativa. Resta però la distanza sul metodo. I calendiani continuano infatti a preferire l’ipotesi di una candidatura unitaria senza passare dalle primarie e indicano da tempo il giornalista Mario Calabresi come possibile figura capace di tenere insieme un fronte largo.

Il passaggio decisivo arriverà dunque a settembre. Da chiarire ci sono ancora la composizione definitiva del gruppo dei saggi, le regole della consultazione, il perimetro della coalizione e soprattutto il numero dei candidati che arriveranno effettivamente al voto. Sullo sfondo resta l’obiettivo principale del centrosinistra: difendere Palazzo Marino dopo quindici anni consecutivi di governo della città.