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Milano 2027, FI e Lega sempre più lontane. Tajani incorona Perego, il Carroccio insiste con Sardone (e primarie)

Milano 2027, FI e Lega sempre più lontane. Tajani incorona Perego, il Carroccio insiste con Sardone (e primarie)
Matteo Perego di Cremnago e Silvia Sardone

La corsa del centrodestra verso le elezioni comunali di Milano del 2027 resta tutta in salita. Il nodo del candidato sindaco continua ad alimentare tensioni tra gli alleati, con Forza Italia che non arretra sul nome di Matteo Perego di Cremnago e la Lega che rilancia Silvia Sardone, chiedendo di affidare alle primarie la scelta del candidato qualora non si raggiungesse un accordo tra i partiti. Nel mezzo, il presidente del Senato Ignazio La Russa invita la coalizione a ritrovare l’unità, avvertendo che la conquista di Palazzo Marino dopo quindici anni di amministrazioni di centrosinistra non sarà una partita semplice.

A riaccendere il confronto è stato Antonio Tajani, che domenica 11 ottobre, dal palco dell’evento milanese di Forza Italia “L’ottimismo della volontà”, ha ribadito le ambizioni degli azzurri: “Noi vogliamo governare Milano”. E ha sostanzialmente incoronato Perego, arrivando a chiamarlo “sindaco” davanti alla platea dei militanti.

Tajani punta su Perego: “Incarna lo spirito di Milano”

Per il segretario nazionale di Forza Italia, il sottosegretario alla Difesa rappresenta il profilo più adatto per riconquistare la città. “È in sintonia con lo spirito della città, incarna quello spirito di milanesità e rinnovamento, non solo perché ha la tessera di Forza Italia ma perché ha le capacità che sono necessarie ad un sindaco”, ha spiegato Tajani.

Il leader azzurro ha cercato comunque di abbassare i toni dello scontro con gli alleati, rivendicando la natura non divisiva della proposta: “Agli alleati abbiamo fatto una proposta non con aggressività e non vogliamo dividere, vogliamo unire con dei buoni contenuti e capacità”. Tra le priorità indicate da Tajani c’è la sicurezza, definita un problema “centrale” per Milano. “Questa città ha bisogno di più sicurezza e non basta solo il governo nazionale a poterla garantire, serve una visione”, ha sottolineato.

La Lega attacca Forza Italia: “Perego proposto senza alcun dialogo”

Le parole di Tajani non hanno però convinto la Lega. Il segretario provinciale milanese del Carroccio, Samuele Piscina, ha contestato apertamente il metodo seguito dagli azzurri nella promozione della candidatura di Perego. “Se Forza Italia non volesse dividere, allora perché sbattere Perego su tutti i quotidiani e Tg senza alcun dialogo preliminare con la coalizione, dichiarando a più riprese la volontà di andare disuniti, prima con Cottarelli e poi con Perego?”, ha attaccato Piscina, osservando che lo stesso sottosegretario sarebbe stato “letteralmente dato in pasto ai media senza alcuna preventiva copertura politica della coalizione”.

Per l’esponente leghista, le possibilità sono due: una mossa “fin troppo maldestra” oppure una scelta “apertamente prevaricatoria”. Ma al di là delle polemiche, il Carroccio chiede di ripartire da una candidatura in grado di vincere. E il nome resta quello di Silvia Sardone. Piscina ha richiamato i risultati dei sondaggi, sostenendo che l’eurodeputata sia la candidata più competitiva. Secondo una rilevazione Emg citata dalla Lega, Sardone supererebbe Perego di 25 punti in termini di notorietà e di 10 punti per fiducia degli elettori. Da qui la richiesta di primarie, rilanciata anche da Matteo Salvini con l’ipotesi di organizzarle nel secondo fine settimana di novembre. “Se non ci riescono i partiti, saranno i cittadini di tutti i quartieri, con le primarie, a fare la scelta migliore”, ha ribadito la Lega in una nota.

Perego boccia le primarie: “Sono uno strumento della sinistra”

Di diverso avviso Matteo Perego di Cremnago, che ha respinto l’ipotesi di affidare agli elettori la scelta del candidato. Secondo il sottosegretario, il centrodestra deve seguire il metodo tradizionale, lasciando ai vertici nazionali dei partiti il compito di trovare una sintesi.

“Le primarie sono uno strumento che serve alla sinistra, che è divisa su tutto, per trovare una sintesi e non è una cosa che tradizionalmente adottiamo nel centrodestra”, ha spiegato Perego, aggiungendo che, se il metodo venisse introdotto a Milano, dovrebbe essere utilizzato anche nelle altre competizioni elettorali. Il sottosegretario ha comunque assicurato la propria disponibilità a rispettare la decisione finale della coalizione, anche qualora la scelta dovesse ricadere su un altro candidato. “La scelta non dipende né da me, né da Silvia, né da Maurizio, ma dipende dai leader dei partiti”, ha dichiarato, facendo riferimento anche a Maurizio Lupi, terzo nome sul tavolo del centrodestra.

La Russa richiama gli alleati: “La strada non è in discesa”

A intervenire nel confronto è stato anche Ignazio La Russa. In un’intervista al Corriere della Sera, il presidente del Senato ha invitato gli alleati a non compromettere le possibilità di vittoria con divisioni premature. “Tutti e tre i candidati, Lupi, Perego e Sardone, sono buoni, deciderà Roma“, ha osservato La Russa, criticando in particolare le dichiarazioni del coordinatore lombardo di Forza Italia Alessandro Sorte, che aveva prospettato la possibilità di correre anche senza la Lega. “Tutti sanno che la strada non è in discesa, questi toni e atteggiamenti sono fuori dalla cultura del centrodestra”, ha avvertito il presidente del Senato.

La Russa ha inoltre evidenziato una contraddizione nel dibattito sulla candidatura: dopo mesi trascorsi a discutere della necessità di individuare un profilo civico, i tre nomi rimasti in campo sono tutti esponenti politici. “Nessuno dovrebbe appropriarsi di un candidato. Non lo faccio io con Lupi o il ministro Crosetto con Perego. Si parlava tanto di un civico, invece ci sono tre politici. Contano le persone”, ha sottolineato.

Sorte non arretra: “Se vogliamo le primarie, facciamole in tutti i Comuni”

A difendere la linea di Forza Italia è ancora Alessandro Sorte, che contesta la richiesta della Lega di cambiare le regole soltanto per la partita milanese. “Il centrodestra da 30 anni usa un metodo per la scelta dei candidati sindaci. Ora da mattina a sera qualcuno si alza e dice: voglio le primarie! E no, non mi sta bene”, ha affermato il coordinatore lombardo degli azzurri in un’intervista a Libero. “Se vogliamo cambiare il metodo per individuare i candidati sindaci dopo 30 anni, cambiamolo pure. Ma che valga per tutti i Comuni e non solo per Milano”.

Sorte rivendica il peso politico di Forza Italia nella coalizione e la possibilità di esprimere un candidato capace di intercettare l’elettorato moderato e riformista deluso dalle amministrazioni di centrosinistra. E torna a evocare la possibilità di una corsa separata: “Se qualcuno mi dice ‘voglio il mio candidato’ allora rispondo con dolore ‘correte da soli’”. Uno scenario che, secondo il coordinatore lombardo, potrebbe persino rafforzare Forza Italia sul piano elettorale, valorizzandone la componente europeista e popolare.