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Milano 2027, ipotesi Giulia Ligresti per il centrodestra: “Penso che potrei essere un buon sindaco”

L’interesse di Forza Italia e parte di Fratelli d’Italia a sondare Giulia Ligresti. Che due mesi fa dichiarava: “Penso che potrei essere un buon sindaco”. E rivendicava: “C’è tanto di mio padre Salvatore nel nuovo volto di Milano”

Milano 2027, ipotesi Giulia Ligresti per il centrodestra: “Penso che potrei essere un buon sindaco”

Nel centrodestra milanese comincia a circolare un nome che potrebbe diventare una sorpresa nella corsa a Palazzo Marino: quello di Giulia Ligresti. A rilanciare l’ipotesi è Repubblica, secondo cui la figlia dell’imprenditore Salvatore Ligresti – storico protagonista della stagione immobiliare milanese – potrebbe essere una delle carte coperte del centrodestra per le prossime elezioni comunali.

L’idea sarebbe guardata con interesse soprattutto da Forza Italia e da una parte di Fratelli d’Italia vicina a Ignazio La Russa, legato da una lunga amicizia con il padre di Ligresti, scomparso nel 2018. Resta da capire quale possa essere la posizione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e della Lega.

Nelle ultime settimane Giulia Ligresti si è anche esposta pubblicamente su temi politici, ad esempio sostenendo la campagna per il sì al referendum sulla giustizia, dopo la lunga vicenda giudiziaria che l’ha riguardata e che si è conclusa con la revisione del processo e l’assoluzione dalle accuse di aggiotaggio e falso in bilancio nel caso Fondiaria Sai.

Giulia Ligresti a Hoara Borselli: “Penso mi piacerebbe fare il sindaco”

Se l’ipotesi di una sua candidatura a sindaco circola ora nei retroscena politici, la stessa Ligresti aveva già parlato apertamente della possibilità di guidare Milano alcune settimane fa. Ospite del podcast di Hoara Borselli, alla domanda se le piacerebbe diventare sindaco aveva risposto senza chiudere la porta: “Penso che mi piacerebbe. Non so se lo farò. Non so la strada penso che potrebbe essere complicata. Non ho un nome facilissimo“. Nonostante questo, Ligresti aveva rivendicato di sentirsi in grado di guidare la città: “Penso che potrei essere un buon sindaco”.

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E aveva spiegato anche quale sarebbe il suo approccio amministrativo: “Sicuramente ascolterei i cittadini. Credo che non ci sia una reale comprensione tra chi governa la città e chi invece la città la vive”. Nel corso della stessa conversazione Ligresti aveva indicato alcune delle questioni che, a suo giudizio, pesano oggi sulla città. Tra queste la sicurezza, “un problema importante”. Ma anche la mobilità e il traffico. E il tema della casa: “Forse il problema degli alloggi per tutti”. Secondo Ligresti, prima di ogni intervento servirebbe però un confronto più diretto con i cittadini: “Fare un momento di ascolto, perché altrimenti forse peccerei anch’io di non aver capito tutte le vere esigenze”.

Ligresti e l’eredità del padre Salvatore: “C’è tanto di lui in Milano, tutto il nuovo skyline”

Nel podcast Ligresti aveva anche rivendicato il ruolo del padre nella trasformazione urbanistica della città negli ultimi decenni: “Tanto di Milano c’è di mio padre, tantissimo. Tutto il nuovo skyline“. L’imprenditore, ha raccontato, immaginava da tempo un nuovo volto per la città: “Lui aveva da sempre sognato di poter creare, ma non fuori Milano, ma all’interno della città, una cosa del genere”. E la famiglia, secondo il suo racconto, fu protagonista di alcuni dei grandi progetti immobiliari milanesi: “Noi siamo stati protagonisti sia del progetto Porta Nuova… e lo stesso per CityLife”.

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