Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Milano » Milano 2027, La Russa si fa da parte: “La mia mediazione è finita felicemente, ora decidano Meloni, Salvini e Tajani”

Milano 2027, La Russa si fa da parte: “La mia mediazione è finita felicemente, ora decidano Meloni, Salvini e Tajani”

Il presidente del Senato rivendica il lavoro svolto sul fronte civico e moderato: “Nove su dieci si sono impegnati a sostenere chi verrà scelto. Da milanese voglio che vinca la destra”

Milano 2027, La Russa si fa da parte: “La mia mediazione è finita felicemente, ora decidano Meloni, Salvini e Tajani”

Ignazio La Russa considera conclusa, e con esito positivo, la propria opera di mediazione sul candidato del centrodestra alle elezioni comunali di Milano. “La mia mediazione è finita bene, molto”, ha affermato il presidente del Senato durante la cerimonia del Ventaglio a Palazzo Madama. La Russa ha rivendicato la trasparenza degli incontri organizzati nelle scorse settimane e ha respinto le polemiche nate attorno alle consultazioni avvenute nella sua abitazione milanese. “Non capisco: Moratti riceve a cena quelli che io ricevo a casa mia e nessuno si lamenta. Io li ho ricevuti in maniera trasparente, con i giornalisti sotto casa”, ha osservato.

Il confronto con i civici e il ruolo di Lupi

La Russa ha spiegato di avere concentrato il proprio lavoro non tanto sugli esponenti dei partiti, quanto sulle realtà civiche e moderate potenzialmente coinvolte nella costruzione della coalizione. Tra i protagonisti di questo confronto ha citato Maurizio Lupi, ritenuto adatto a svolgere una funzione di raccordo. “Avendo fatto l’assessore ed essendo un moderato, poteva essere la persona in grado di coordinare anche i civici”, ha spiegato il presidente del Senato. L’obiettivo della mediazione non era individuare direttamente il candidato, ma evitare che il centrodestra arrivasse alla scelta finale diviso tra candidature e posizioni contrapposte.

“La scelta spetta ai leader del centrodestra”

La Russa ha quindi chiarito di essersi chiamato fuori dalla fase decisiva. “Non tocca a me. Rinuncio alla mediazione: spetta a Meloni, Salvini e Tajani scegliere”, ha dichiarato. Prima di concludere il proprio lavoro, tuttavia, avrebbe chiesto ai partecipanti un impegno preciso: sostenere il nome che sarà indicato dalla coalizione, indipendentemente dalle preferenze iniziali. “Chiunque sarà scelto, gli altri lo aiuteranno. Nove su dieci hanno detto sì”, ha riferito.

Il nome potrebbe anche non essere nel “pacchetto”

Il presidente del Senato ha precisato che il candidato definitivo potrebbe essere uno dei profili coinvolti negli incontri, ma anche una figura diversa. “La mia mediazione è felicemente conclusa. Non spetta a me decidere se in quel pacchetto ci sarà il prescelto”, ha sottolineato. Il risultato che rivendica è soprattutto quello di avere ridotto le divisioni e preparato il terreno per una decisione unitaria dei leader nazionali. La chiusura è tutta politica e personale: “Da uomo di Milano ci tengo che vinca la destra”.