Le primarie del centrosinistra per scegliere il candidato sindaco di Milano al centro del dibattito politico. Da una parte Pierfrancesco Majorino considera probabile il ricorso alla consultazione e si dice favorevole a diverse modalità di voto; dall’altra Lorenzo Pacini, esponente del Pd che punta a candidarsi, propone di allargare la partecipazione a sedicenni, cittadini stranieri residenti e fuori sede, introducendo anche un tetto alle spese per le campagne elettorali.
Majorino: “Primarie? Penso proprio che si faranno”
Intervenuto a Rai Radio1, ospite della trasmissione Un Giorno da Pecora, Majorino ha risposto positivamente alla possibilità di utilizzare le primarie per individuare il candidato del centrosinistra a Milano: “Penso proprio di sì”. Sulle modalità della consultazione, l’esponente dem si è mostrato aperto a diverse soluzioni: “Qualsiasi forma va bene, se ci sono regole chiare vanno bene anche online”: Majorino ha però sottolineato di voler mantenere anche la dimensione fisica della partecipazione: “L’importante è che non si smontino i seggi perchè a me piace vedere la gente che viene fisicamente ai gazebo”. E, sempre tra il serio ed il faceto, ha aggiunto: se “non ci sono le primarie non mi candido”.
Il 22 ottobre, ha anticipato, sarà protagonista di un’iniziativa a Milano, senza però confermare esplicitamente che in quell’occasione annuncerà la propria candidatura. Nel corso dell’intervista, Majorino è intervenuto anche sulle critiche rivolte alla segretaria del Pd Elly Schlein, sostenendo che nei suoi confronti emergano talvolta “riflessi patriarcali”: “È la segretaria più longeva del Pd e ci ha portato fuori da quel periodo in cui eravamo al 14 per cento. La accusano perché è una donna”.
Pacini: primarie aperte dai 16 anni e agli stranieri
Sul tema della partecipazione interviene anche Lorenzo Pacini, assessore del Municipio 1 ed esponente del Pd che punta a correre alle primarie. In un post sui social ha presentato alcune proposte per fare della consultazione una “svolta di partecipazione democratica”. La prima riguarda l’abbassamento dell’età per votare a 16 anni. “Le ragazze e i ragazzi non sono solo il futuro, sono il presente di questa città“, scrive Pacini, secondo cui chi vive oggi la Milano di domani deve poter contribuire a scegliere chi la governerà.
La seconda proposta è consentire il voto alle persone straniere residenti a Milano. “Un milanese su cinque non ha la cittadinanza italiana. Eppure vive qui, lavora qui, paga le tasse qui e manda avanti questa città ogni giorno”, osserva l’esponente dem, sostenendo che anche queste persone debbano poter partecipare alla scelta del candidato sindaco.
Il voto ai fuori sede e il tetto alle spese
Pacini propone inoltre di estendere la partecipazione a studenti, studentesse, lavoratori e lavoratrici fuori sede che vivono a Milano, ma hanno la residenza altrove. “Contribuiscono alla comunità, pagando gli affitti più alti d’Italia. Anche loro devono poter avere voce, partecipando alle elezioni primarie”, scrive.
L’ultima proposta riguarda le risorse economiche impiegate nelle campagne elettorali. Per Pacini è necessario fissare un tetto massimo alle spese, accompagnato da un elenco pubblico e trasparente delle donazioni ricevute. “Le primarie non possono diventare una gara a chi ha più soldi a disposizione”, afferma. L’obiettivo, nelle intenzioni dell’esponente del Pd, è fare in modo che a prevalere siano “le idee e i programmi, non potenziali grandi interessi economici”.
Affari Alert
Aggiornamenti e contenuti editoriali dedicati, via email.
Poi 0,99€/mese


