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Milano 2027, Majorino scalda i motori alla Festa dell’Unità: “Serve un cambio, meno spazio alla lobby del cemento”

Il capogruppo dem al Pirellone non ufficializza la candidatura, ma detta già la linea per il dopo Sala. E replica a Calenda: “Sulla sicurezza ha preso uno svarione”

Milano 2027, Majorino scalda i motori alla Festa dell’Unità: “Serve un cambio, meno spazio alla lobby del cemento”

Pierfrancesco Majorino non si candida. Almeno, non ancora. Ma alla Festa dell’Unità di Milano, nel cortile di via Oglio, il capogruppo del Pd al Pirellone ha fatto un altro passo verso quella corsa a Palazzo Marino che ormai molti, dentro e fuori dal centrosinistra, considerano più che possibile. Nessun annuncio formale, nel rispetto della moratoria sulle candidature durante la festa dem. Ma il messaggio politico è arrivato comunque, ed è piuttosto netto. Majorino ha rivendicato i quindici anni di governo del centrosinistra a Milano, ma ha anche indicato la necessità di una discontinuità su alcuni dossier chiave.

Abbiamo governato 15 anni e sono orgoglioso delle cose fatte, ma servono anche cambiamenti“, ha spiegato. La Milano del futuro, nella sua impostazione, dovrebbe “mettere più al centro l’interesse pubblico collettivo” e “aiutare di più le persone in difficoltà”. Ma soprattutto, ha aggiunto, occorre “far sì che la gestione della cosa pubblica sia meno condizionata dalla lobby del cemento”.

Majorino disegna già il suo profilo per il dopo Sala

Parole che, al di là della cautela sulle tempistiche, suonano già come un posizionamento politico. Majorino prova a tenere insieme due piani: da una parte la continuità con l’esperienza di governo del centrosinistra, dall’altra la richiesta di una correzione di rotta su sviluppo urbano, fragilità sociali e interesse pubblico. “Aver governato per 15 anni la città non deve in alcun modo censurarci“, è il senso del ragionamento del capogruppo dem. Un modo per rivendicare il ciclo aperto dal centrosinistra senza trasformarlo in un vincolo per il futuro. Sulla candidatura, però, Majorino continua a non sbilanciarsi. Alla domanda sui tempi ha risposto con un prudente “Vedremo”, o, in un altro passaggio, “Ve lo farò sapere“. Nessuna accelerazione formale, dunque.

Lo scontro con Calenda: “Vuole imporre candidati fuori dalle primarie”

Il confronto più acceso è quello con Carlo Calenda. Azione continua a spingere sul nome di Mario Calabresi e resta la forza del centrosinistra più apertamente contraria alle primarie. Calenda ha definito Majorino “una bravissima persona”, ma espressione di “una sinistra che è contraria allo sviluppo di Milano”, accusandolo inoltre di avere una posizione troppo debole sul tema della sicurezza.

La replica di Majorino è arrivata senza troppi giri di parole: “Sulla questione della sicurezza Calenda ha preso uno svarione“. E ancora: “Capisco che, stando a Roma, non ha sempre bene sott’occhio quello che succede a Milano, città che evidentemente non conosce molto”. Ancora più politico il giudizio sul metodo. Majorino contesta ad Azione il tentativo di chiudere la partita prima ancora che si apra: “Non condivido le cose che dice Calenda, in particolare il fatto di imporre candidati fuori dalle primarie. Mi sembra un modo sbagliato di affrontare questi temi”. Secondo il capogruppo dem, la proposta di puntare direttamente su Calabresi finirebbe per tradursi “di fatto” in un veto sulla sua candidatura.

Primarie, il nodo resta aperto

Ed è proprio qui che si gioca uno dei passaggi decisivi delle prossime settimane. Il Pd non ha ancora sciolto il nodo delle primarie e difficilmente una sintesi arriverà in tempi strettissimi. Azione resta contraria ai gazebo, mentre le altre componenti della coalizione si mostrano disponibili a discuterne. La Civica Milano ha già chiesto di aprire “subito un tavolo politico” per convocare le primarie “a breve” e definirne regole e perimetro. Per i consiglieri della ex lista Sala, i gazebo restano “lo strumento più giusto, aperto e trasparente”. Pierluigi Bersani, presente anche lui alla Festa dell’Unità, ha mantenuto una posizione più defilata: “Milano sceglierà per il meglio. Non ho dubbi che la cultura democratica di Milano si esprimerà ancora una volta in modo vincente”. Primarie o no? “Vedranno loro”.