Un candidato sindaco politico, affiancato da una squadra di profili civici pronta a trasformarsi, in caso di vittoria, nel nucleo della futura amministrazione. È una delle ipotesi emerse dal pranzo organizzato a Milano dal presidente del Senato Ignazio La Russa per provare a mettere ordine nella corsa del centrodestra verso Palazzo Marino. L’incontro, durato oltre due ore e ospitato nell’abitazione milanese di La Russa, ha riunito alcuni dei nomi che negli ultimi mesi hanno manifestato la disponibilità a candidarsi: l’imprenditore Antonio Civita, il presidente dell’Ordine degli avvocati Antonino La Lumia, l’ex presidente di Assolombarda Alessandro Spada, Pietro Tatarella e Giovanni Terzi. Al tavolo anche Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati e da tempo indicato dallo stesso La Russa come il profilo politico più adatto a tentare di riportare il centrodestra alla guida di Milano dopo quindici anni di amministrazioni di centrosinistra.
La Russa: “Chiunque venga scelto, gli altri lo aiuteranno”
La riunione non aveva il compito di individuare immediatamente il candidato. La Russa, riferisce Ansa, ha chiarito che la decisione finale non dipenderà né da lui né dai presenti, ma dal confronto complessivo tra i partiti della coalizione. L’obiettivo era piuttosto evitare che le diverse disponibilità si trasformassero in candidature concorrenti o in divisioni preventive. “Chiunque sia il prescelto, c’è una squadra convinta di vincere”, ha spiegato il presidente del Senato al termine del pranzo. “Insieme hanno capito che possono vincere, uno contro l’altro la battaglia sarebbe proibitiva”. Il patto politico uscito dall’incontro è quindi semplice: chiunque venga scelto per guidare la coalizione dovrà poter contare sul sostegno degli altri. “Chiunque di noi farà il sindaco, gli altri lo aiuteranno”, ha sintetizzato La Russa.
L’ipotesi: un politico alla guida, i civici nella futura squadra
Nel corso del confronto è stata discussa anche la possibilità di affidare la candidatura a una figura politica, costruendo attorno a lei una squadra composta dalle personalità civiche già scese in campo. Una formula che consentirebbe al centrodestra di tenere insieme due esigenze: garantire una guida politicamente riconoscibile e valorizzare competenze provenienti dal mondo delle imprese, delle professioni e della società milanese. Antonio Civita ha confermato che l’ipotesi è stata affrontata, precisando però che La Russa non ha imposto alcuna soluzione. “Era un modo per farci collaborare e approfondire i temi su Milano”, ha spiegato l’imprenditore. Proprio Civita, tra i primi a dare la propria disponibilità, ha descritto l’incontro come “cordiale” e orientato a costruire una collaborazione tra i diversi aspiranti candidati.
Un nuovo tavolo per arrivare alla sintesi
Il confronto non si esaurirà con il pranzo di lunedì. La Russa ha dato la propria disponibilità a convocare nuovamente il gruppo, con l’obiettivo di restringere progressivamente la rosa e arrivare a una proposta condivisa. Secondo Civita, i tempi potrebbero essere relativamente brevi. “Ci siamo detti che a breve ci rivedremo per iniziare a fare un po’ di sintesi”, ha dichiarato. La scadenza massima indicata resta settembre, anche se l’imprenditore non esclude che la decisione possa arrivare prima. La Russa, interrogato sui tempi, si è limitato a rispondere: “Io spero presto”. La volontà è evitare una partenza tardiva come avvenuto in altre campagne elettorali milanesi e concedere al candidato il tempo necessario per farsi conoscere, definire un programma e costruire una presenza nei quartieri.
Al tavolo anche Santanchè e Fidanza
Per Fratelli d’Italia erano presenti anche Daniela Santanchè, l’eurodeputato Carlo Fidanza e il coordinatore provinciale del partito, il senatore Sandro Sisler. La Russa ha però insistito sul carattere informale dell’iniziativa. Non si è trattato di un vertice ufficiale della coalizione e non erano presenti i rappresentanti regionali o cittadini delle altre forze politiche. “È stata una riunione a casa”, ha precisato il presidente del Senato, sottolineando che l’incontro era rivolto soprattutto a coloro che avevano già espresso la volontà di scendere in campo nell’area del centrodestra.
Cottarelli assente, ma non escluso
Tra i nomi mancava Carlo Cottarelli, indicato soprattutto da Forza Italia come possibile candidato capace di allargare la coalizione verso il centro e di intercettare anche il consenso di Azione. L’assenza, però, non equivale a una bocciatura. La Russa ha spiegato di aver invitato soltanto chi aveva manifestato esplicitamente la propria disponibilità a candidarsi con il centrodestra. “Cottarelli è un mio amico serio, direi più di alcuni di quelli che erano presenti”, ha osservato. L’ex commissario alla spending review è stato definito “un candidato di altro genere”, culturalmente non appartenente al centrodestra ma potenzialmente compatibile con la coalizione. “Non è escluso dalla valutazione”, ha chiarito La Russa. Il suo nome continua dunque a restare sullo sfondo, anche se inserito in un percorso diverso rispetto a quello dei civici riuniti al pranzo.
Lupi resta il profilo politico più accreditato
Se dovesse prevalere la formula del candidato politico affiancato da una squadra civica, il primo nome sul tavolo resterebbe quello di Maurizio Lupi. Il leader di Noi Moderati gode da tempo del sostegno di La Russa, che lo considera capace di tenere insieme identità politica, esperienza amministrativa e dialogo con il mondo moderato milanese. La presenza di Lupi al pranzo, accanto agli aspiranti candidati civici, rafforza questa lettura. Nessuna investitura ufficiale, ma il suo profilo appare quello più coerente con lo schema discusso durante l’incontro. Restano comunque in campo tutte le alternative. Civita, La Lumia, Spada, Tatarella e Terzi non sono stati convocati per assistere alla scelta di un candidato già individuato, ma per verificare se possa nascere un progetto comune.
Il centrodestra cerca il metodo prima ancora del nome
Il risultato più concreto del pranzo non è quindi un candidato, ma un metodo. Prima ancora di decidere chi correrà, il centrodestra prova a costruire una squadra e a evitare che la competizione tra personalità diverse produca nuove fratture. La partita milanese resta complicata. La coalizione deve scegliere se puntare su un politico, su un civico puro o su una figura esterna come Cottarelli. Deve inoltre trovare un equilibrio tra il peso di Fratelli d’Italia, le richieste della Lega, la strategia centrista di Forza Italia e l’ambizione di allargare il perimetro ad Azione.
Il pranzo a casa La Russa non ha sciolto questi nodi. Ha però fissato un principio: il candidato potrà essere uno solo, ma la campagna dovrà essere collettiva. E, almeno nelle intenzioni, nessuno degli aspiranti dovrà sentirsi sconfitto prima ancora del voto.

