Il primo vero scossone nella lunga marcia verso le elezioni comunali milanesi del 2027 arriva dai gazebo della Lega. Matteo Salvini ha indicato apertamente la vicesegretaria federale ed europarlamentare Silvia Sardone come il profilo che vorrebbe vedere in campo per la successione a Giuseppe Sala.
“Un candidato sindaco per Milano che mi piacerebbe si chiama Sardone”, ha dichiarato il vicepremier durante una visita a uno dei punti di consultazione organizzati dal Carroccio di questo fine settimana. Sardone, secondo Salvini, “conosce Milano e ama Milano”, anche se il leader leghista ha precisato che il partito non intende avanzare imposizioni nei confronti degli alleati. “Non mi interessa il titolo ‘la Lega vuole il sindaco’”, ha aggiunto Salvini. “La Lega non imporrà nessuno ma riteniamo di avere donne e uomini e idee da offrire”. L’investitura arriva al termine di un fine settimana durante il quale militanti, simpatizzanti ed elettori del centrodestra sono stati chiamati a indicare un possibile candidato sindaco e le priorità programmatiche per il futuro della città.
Sardone: “Con le primarie di coalizione io corro”
Silvia Sardone ha accolto con soddisfazione le parole del segretario, senza però trasformarle in una candidatura già definita. L’europarlamentare ha legato la propria disponibilità alla scelta del metodo con cui il centrodestra individuerà il nome da proporre ai milanesi. “Sono onorata”, ha commentato. “Ma ci vorrebbero le primarie di coalizione. Se le facciamo, e ovviamente il mio partito è d’accordo, io corro. Altrimenti decideranno i leader”. Anche Salvini ha aperto alla possibilità di allargare la consultazione all’intera coalizione: “Se vogliamo scegliere il sindaco di centrodestra che manderà a casa il Pd e farà dimenticare il poco e nulla di Sala ai gazebo, perché no?”.
L’obiettivo del leader leghista è arrivare alla scelta entro l’estate, evitando di ripetere quanto accaduto nelle precedenti elezioni comunali, quando il candidato del centrodestra fu individuato soltanto a ridosso del voto. “L’unica cosa che temo sono i tempi lunghi del centrodestra come l’ultima volta perché quando arrivi a offrire il candidato sindaco a poche settimane dalle elezioni è chiaro che i milanesi non ci stanno”, ha osservato.
Sardone: “Onorata da Salvini, ma la decisione spetta alla coalizione”
A chiarire ulteriormente la propria posizione è stata la stessa Sardone, ospite a Start su Sky TG24. “Noi abbiamo fatto le primarie Lega allargate agli elettori di centrodestra. Sono stata onorata di essere indicata dagli elettori e li ringrazio”, ha spiegato la vicesegretaria del Carroccio, dicendosi “onorata” anche delle parole di Matteo Salvini nei suoi confronti. Sardone ha però ribadito che la sua eventuale discesa in campo dipenderà dalle decisioni della coalizione: “Auspico che tutto il centrodestra decida di fare le primarie di coalizione, se così fosse io mi candiderò. Se invece gli altri partiti decideranno di non volerle fare e di calare i nomi dall’alto, a quel punto il pallino passa alle segreterie di partito, è un’altra partita”. E ha concluso: “Milano è la mia città. Oggi sono eurodeputata ma sono anche consigliera comunale: questo dà la cifra di quanto a me interessi lavorare per la mia città. Non dipende da me, mettiamola così”.
La freddezza di Forza Italia e Fratelli d’Italia
La proposta Sardone rischia però di incontrare più di una resistenza all’interno della coalizione. Forza Italia aveva già manifestato la propria contrarietà attraverso il coordinatore regionale Alessandro Sorte, che nei mesi scorsi aveva dichiarato: “Non è la ‘sardonizzazione’ del centrodestra che ci fa vincere Milano”. Perplessità anche in Fratelli d’Italia, dove si ritiene che per conquistare Palazzo Marino sia necessario un profilo dai toni più moderati e capace di allargare il consenso oltre il tradizionale elettorato dei partiti. Nel partito di Giorgia Meloni resta forte l’ipotesi del leader di Noi Moderati Maurizio Lupi. “Legittimo che ogni partito sia fiero dei propri esponenti al punto da vederli potenzialmente papabili, è un sintomo di salute della politica”, ha spiegato il capogruppo di FdI in Consiglio comunale Riccardo Truppo. “Detto questo, ritengo che il tavolo di coalizione abbia la parola finale”.
La Lega rivendica 10mila partecipanti ai gazebo: Salvini e Sardone i più votati
Dallo spoglio delle urne emerge nel frattempo un’indicazione chiara e netta da parte dei cittadini. “I milanesi hanno espresso una preferenza netta e inequivocabile per Matteo Salvini e Silvia Sardone, che risultano i più votati in assoluto”, annuncia il segretario milanese Samuele Piscina. “Tra gli altri nomi di grande rilievo emersi dalle preferenze dei cittadini troviamo anche quelli di Morelli, lo stesso Piscina, Verri, Spada, Del Debbio, Albertini, Parodi e Borghi. Questa rosa di nomi, qualora i singoli candidati accettino, sarà giustamente e orgogliosamente proposta alla coalizione di centrodestra per la scelta finale e condivisa del futuro Sindaco di Milano“.
Secondo i dati diffusi dal Carroccio, sarebbero stati circa 10mila i milanesi che hanno partecipato alla consultazione nei 38 gazebo allestiti in città. “Siamo profondamente orgogliosi di questo straordinario esercizio di democrazia diretta”, dichiara Piscina. “Mentre altri decidono nelle stanze chiuse dei palazzi, la Lega come sua abitudine è scesa nelle piazze per dare la parola ai milanesi, dimostrando ancora una volta che il Movimento è fatto dai cittadini che devono essere i veri protagonisti del futuro della città. Un grazie immenso va a tutti i militanti, ai sostenitori e ai milanesi che in questo fine settimana di caldo torrido hanno affollato i nostri gazebo”. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alessandro Morelli ha definito l’iniziativa “il grande tsunami della campagna elettorale nel panorama di centrodestra”. “Siamo pronti fin da subito a costruire una piattaforma programmatica e di iniziative con i partiti che intendono dare forza ad una Milano che sia in grado di calamitare il ceto medio che è stato espulso dalla città a causa delle politiche del Pd tutte ‘Ztl al caviale’ e ‘forza maranza’”, ha affermato Morelli.
Casa, costo della vita e sicurezza tra i temi della Lega
“Le priorità emerse dal voto sono un atto d’accusa nei confronti della giunta uscente”, sottolinea Piscina. “La sicurezza è la priorità assoluta, e con oltre 3.000 agenti di Polizia Locale fra i migliori d’Italia il Comune potrebbe fare sicuramente di più, oltre alle multe. Perché non dotarli subito del Taser, come già in tanti altri Comuni? Subito dopo l’emergenza casa, con prezzi di acquisto e affitti schizzati alle stelle che stanno espellendo i giovani e le famiglie da Milano, problema causato da una mancata politica attiva pianificatoria della sinistra comunale. Su questo, il Piano Casa del ministro Salvini, con quasi 20.000 case pubbliche sfitte da recuperare entro un anno a Milano e in Lombardia, potrà dare una prima grande risposta”.
“Altissima attenzione anche per l’ambiente e il contrasto al degrado”, continua Piscina, “con parchi pubblici e periferie letteralmente abbandonati a sé stessi dall’amministrazione comunale. Infine, la mobilità: il traffico a Milano è in continuo aumento a causa di scelte ideologiche e politiche sbagliate che hanno voluto demonizzare l’auto privata, bloccando di fatto la circolazione. Il tutto a fronte di un servizio di trasporto pubblico locale che oggi si presenta inefficiente, insicuro, costoso e costantemente in ritardo”.
“Le primarie di questo weekend dimostrano che la Milano reale vuole voltare pagina. Da qui, con una squadra forte e le idee chiare espresse direttamente dai cittadini, parte la nostra sfida per liberare Milano e restituirla ai milanesi”, conclude Piscina.


