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Milano 2027, Salvini lancia Sardone: “Conosce la città e la ama”. Ma gli alleati restano freddi

Il leader della Lega indica la vicesegretaria come possibile candidata sindaca e apre alle primarie del centrodestra. L’europarlamentare: “Se le facciamo, io corro”. Circa 10mila votanti ai 38 gazebo del Carroccio

Milano 2027, Salvini lancia Sardone: “Conosce la città e la ama”. Ma gli alleati restano freddi

Il primo vero scossone nella lunga marcia verso le elezioni comunali milanesi del 2027 arriva dai gazebo della Lega. Matteo Salvini ha indicato apertamente la vicesegretaria federale ed europarlamentare Silvia Sardone come il profilo che vorrebbe vedere in campo per la successione a Giuseppe Sala.

“Un candidato sindaco per Milano che mi piacerebbe si chiama Sardone”, ha dichiarato il vicepremier durante una visita a uno dei punti di consultazione organizzati dal Carroccio. Sardone, secondo Salvini, “conosce Milano e ama Milano”, anche se il leader leghista ha precisato che il partito non intende avanzare imposizioni nei confronti degli alleati. “Non mi interessa il titolo ‘la Lega vuole il sindaco’”, ha aggiunto Salvini. “La Lega non imporrà nessuno ma riteniamo di avere donne e uomini e idee da offrire”. L’investitura arriva al termine di un fine settimana durante il quale militanti, simpatizzanti ed elettori del centrodestra sono stati chiamati a indicare un possibile candidato sindaco e le priorità programmatiche per il futuro della città.

Sardone: “Con le primarie di coalizione io corro”

Silvia Sardone ha accolto con soddisfazione le parole del segretario, senza però trasformarle in una candidatura già definita. L’europarlamentare ha legato la propria disponibilità alla scelta del metodo con cui il centrodestra individuerà il nome da proporre ai milanesi. “Sono onorata”, ha commentato. “Ma ci vorrebbero le primarie di coalizione. Se le facciamo, e ovviamente il mio partito è d’accordo, io corro. Altrimenti decideranno i leader”. Anche Salvini ha aperto alla possibilità di allargare la consultazione all’intera coalizione: “Se vogliamo scegliere il sindaco di centrodestra che manderà a casa il Pd e farà dimenticare il poco e nulla di Sala ai gazebo, perché no?”.

L’obiettivo del leader leghista è arrivare alla scelta entro l’estate, evitando di ripetere quanto accaduto nelle precedenti elezioni comunali, quando il candidato del centrodestra fu individuato soltanto a ridosso del voto. “L’unica cosa che temo sono i tempi lunghi del centrodestra come l’ultima volta perché quando arrivi a offrire il candidato sindaco a poche settimane dalle elezioni è chiaro che i milanesi non ci stanno”, ha osservato.

La freddezza di Forza Italia e Fratelli d’Italia

La proposta Sardone rischia però di incontrare più di una resistenza all’interno della coalizione. Forza Italia aveva già manifestato la propria contrarietà attraverso il coordinatore regionale Alessandro Sorte, che nei mesi scorsi aveva dichiarato: “Non è la ‘sardonizzazione’ del centrodestra che ci fa vincere Milano”. Perplessità anche in Fratelli d’Italia, dove si ritiene che per conquistare Palazzo Marino sia necessario un profilo dai toni più moderati e capace di allargare il consenso oltre il tradizionale elettorato dei partiti. Nel partito di Giorgia Meloni resta forte l’ipotesi del leader di Noi Moderati Maurizio Lupi. “Legittimo che ogni partito sia fiero dei propri esponenti al punto da vederli potenzialmente papabili, è un sintomo di salute della politica”, ha spiegato il capogruppo di FdI in Consiglio comunale Riccardo Truppo. “Detto questo, ritengo che il tavolo di coalizione abbia la parola finale”.

La Lega rivendica 10mila partecipanti ai gazebo

Secondo i dati diffusi dal Carroccio, sarebbero stati circa 10mila i milanesi che hanno partecipato alla consultazione nei 38 gazebo allestiti in città. La Lega parla di una partecipazione superiore alle attese, registrata nonostante le elevate temperature e alimentata, secondo il partito, anche da elettori del centrodestra non appartenenti alla Lega. I risultati della consultazione sui nomi e sulle priorità programmatiche saranno presentati nelle prossime ore e consegnati agli altri partiti della coalizione. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alessandro Morelli ha definito l’iniziativa “il grande tsunami della campagna elettorale nel panorama di centrodestra”. “Siamo pronti fin da subito a costruire una piattaforma programmatica e di iniziative con i partiti che intendono dare forza ad una Milano che sia in grado di calamitare il ceto medio che è stato espulso dalla città a causa delle politiche del Pd tutte ‘Ztl al caviale’ e ‘forza maranza’”, ha affermato Morelli.

Casa, costo della vita e sicurezza tra i temi della Lega

Al di là del nome del candidato, Salvini ha indicato le questioni sulle quali intende costruire la proposta politica del centrodestra. Tra queste il costo della vita, l’accessibilità degli alloggi e il rischio che Milano diventi una città riservata soltanto alle fasce più ricche. “Quello che mi interesserà sono i temi, il costo della vita troppo alto, una città solo per ricchi, diritto alla casa”, ha dichiarato il leader leghista, tornando anche sulla mancata introduzione del taser per la Polizia locale. “Non capisco perché da mesi la sinistra blocchi l’utilizzo dei taser per la Polizia locale. Ci sono 3200 uomini della Polizia locale che sono disarmati perché la sinistra litiga sul taser perché non trovano una mediazione. La sicurezza dei milanesi non può essere ostaggio dei litigi della sinistra”.