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Milano, Cantù e Varese. Il basket lombardo torna a fare festa

Milano, Cantù e Varese regalano emozioni ai tifosi

Milano, Cantù e Varese. Il basket lombardo torna a fare festa
olimpia milano armani

di Lorenzo Zacchetti

L’ultimo weekend di settembre ha regalato forti emozioni ai numerosi appassionati di basket in Lombardia. Ad aprire le danze è stata l’Armani Jeans, che ha finalmente infranto un tabù: Milano ha infatti conquistato la prima Supercoppa della sua storia, battendo prima Cremona nel miniderby lombardo e poi Avellino in finale. Si cancella così una strana anomalia statistica, grazie ad un successo che è stato accompagnato dall’entusiasmo dei tifosi: l’Olimpia ha stabilito un record storico, superando quota 3.700 abbonati. Giacché il tesseramento è ancora aperto, c’è ancora l’occasione di migliorare ulteriormente un bottino già egregio, per gli standard di questo sport.

Il patron Giorgio Armani è protagonista dello sport milanese anche come curatore della mostra “Emotions of the Athletic Body”, ospitata all’Armani Silos di via Bergognone. La mostra continuerà fino al 27 novembre (con esclusione dei lunedì e martedì), dalle 11.00 alle 19.00, ponendosi l’obiettivo di esaltare l’atteggiamento sportivo unito all’estetica.

Dal punto di vista di Armani, gli sportivi non sono solo dei modelli di comportamento, ma anche affascinanti soggetti fotografici. Nel corso degli anni, numerosi big dello sport hanno indossato capi griffati Armani: dai calciatori del Chelsea a quelli della nazionale azzurra, fino all’intera delegazione italiana alle recenti Olimpiadi di Rio.

Non a caso, Carl Lewis, Novak Djokovic ed altre stelle hanno presenziato all’inaugurazione della mostra, nel corso della quale “Re Giorgio” non ha lesinato commenti sulla situazione dell’Olimpia. In particolare, Armani ha sottolineato il suo disappunto per il caso legato ad Alessandro Gentile, che dopo la telenovela estiva sul suo contratto è stato spogliato della fascia di capitano, in favore di Cinciarini. Con tutta evidenza, la questione non ha aiutato la squadra nella marcia verso la Supercoppa: “Gentile è un personaggio molto particolare” – ha detto Armani – “L’ho conosciuto in questi anni ed è un bravo ragazzo. Mi dispiace che tutto ciò sia successo con questi modi e questi tempi: si poteva gestire il caso in maniera diversa”.

Anche per la storica avversaria di Milano, ovvero Cantù, è stato un weekend da ricordare. La società ha infatti festeggiato i suoi 80 anni di attività, essendo nata – proprio come l’Olimpia – nel 1936. Ma se Milano ha festeggiato a marzo, Cantù ha scelto il 25 settembre come data “convenzionale” per celebrare la propria nascita, in quanto i documenti storici confermano solo che la squadra è stata fondata “dopo le Olimpiadi di Berlino”, quelle passate alla storia per Jesse Owens che vince sotto gli occhi di Adolf Hitler. E’ invece certo che il periodo più esaltante nella storia del sodalizio siano stati gli anni Settanta ed Ottanta, nei quali sono arrivati indimenticabili successi in Italia e in campo internazionale: tre Scudetti, due Coppe dei Campioni, due Coppe Intercontinentali, due Coppe delle Coppe, due Coppe Korac ed anche 16 titoli giovanili, un vanto non secondario per una squadra che si è sempre posta anche una funzione educativa nei confronti dei suoi ragazzi.

Il momento più bello? Senza ombra di dubbio la Coppa dei Campioni conquistata nel 1983 a Grenoble, dopo una finale-derby contro i cugini di Milano, con Pierluigi Marzorati a dirigere l’orchestra. L’acerrima rivalità con la squadra della metropoli è stata letta da molti come una metafora della sfida contro il destino, al punto che persino Moshe Dayan, generale dell’esercito e poi ministro di Israele finì col simpatizzare per i canturini, nei quali rivedeva lo spirito combattivo del proprio Paese! Dal primo campetto nel cortile delle Suore Sacramentine fino alla ristrutturazione recentemente avviata del mitico Pianella, Cantù ha davvero fatto la storia della pallacanestro italiana e speriamo che contribuisca presto a scriverne un nuovo capitolo.

Dieci volte Campione d’Italia e cinque volte Campione d’Europa, Varese non è certo meno blasonata delle sue ingombranti vicine di casa. La squadra che ha schierato in campo personaggi come Dino Meneghin, suo figlio Andrea, Aldo Ossola e Gianmarco Pozzecco è “solo” settantunenne, ma nel weekend ha fatto comunque festa, per aprire la stagione insieme ai propri tifosi e simpatizzanti.

L’evento si è svolto in Piazza Monte Grappa, la stessa dove lo scorso maggio migliaia di appassionati si erano riuniti per seguire sul maxischermo la finale di FIBA Europe Cup, che però ha visto i varesotti sconfitti da Francoforte.

In una grande festa popolare, sono sfilati non solo i giocatori della prima squadra, insieme al coach Paolo Moretti, ma anche tutti i bambini del Minibasket, quelli del Settore Giovanile e le ragazze della sezione femminile. Tra la musica suonata dai deejay e i cori dei tifosi, è stato davvero un bel modo per inaugurare la nuova stagione.

Auguriamoci che, in generale, sia anche il preludio ad un periodo di maggiore spolvero per uno sport che da troppi anni è lontano dai suoi momenti di gloria.