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Milano ci riprova con il car sharing. Ma la città non è più quella degli anni pre Covid (e smart working)

Nuovo bando fino al 2030 dopo la fuga di tre operatori su quattro. Il Comune punta su elettrico, periferie e tariffe agevolate, ma deve fare i conti con smart working e nuove abitudini di mobilità

Milano ci riprova con il car sharing. Ma la città non è più quella degli anni pre Covid (e smart working)
enjoy car sharing

Sino a non molti anni fa il car sharing sembrava una delle risposte più convincenti alla domanda di mobilità di una città sempre più interessata a possedere meno automobili e a utilizzarle solo quando necessario. Quel mondo, però, è cambiato. Negli ultimi anni la progressiva disaffezione degli utenti e soprattutto l’uscita di scena di tre dei quattro operatori presenti hanno lasciato il servizio fortemente ridimensionato. Nel frattempo sono cambiate anche le abitudini dei milanesi: la pandemia ha accelerato lo smart working, ridotto una parte degli spostamenti quotidiani casa-ufficio e modificato tempi e modalità con cui ci si muove in città. Ora Palazzo Marino prova a ripartire.

Il Comune ha pubblicato un nuovo bando per individuare gli operatori che potranno gestire il servizio di car sharing free floating sul territorio milanese fino al 30 novembre 2030. L’obiettivo dichiarato è costruire un sistema più sostenibile, capillare e accessibile, tornando a fare del car sharing un tassello complementare al trasporto pubblico. La sfida, però, non è semplicemente riportare più auto condivise sulle strade. È capire se esista ancora una domanda sufficiente per un modello nato e cresciuto in una Milano diversa da quella di oggi.

Più elettrico e meno emissioni

Il nuovo avviso punta innanzitutto a premiare le flotte meno inquinanti. Per quadricicli e automobili completamente elettriche, per i veicoli con emissioni inferiori a 20 grammi di CO2 e per quelli attrezzati per il trasporto di persone con disabilità non sarà previsto alcun canone mensile. Il costo a carico degli operatori crescerà invece progressivamente con l’aumentare delle emissioni, fino a un massimo di 200 euro al mese per ogni veicolo che supera i 121 grammi di CO2. Una struttura pensata per spingere le società verso flotte sempre più elettrificate.

Lo sharing e la sfida delle periferie

Tra i problemi storici del car sharing milanese, come ricorda oggi anche il quotidiano Il Giorno, c’è anche la distribuzione territoriale delle vetture, generalmente molto più presenti nelle zone centrali e semicentrali. Il nuovo bando prova a intervenire proprio su questo punto, prevedendo riduzioni del canone per gli operatori che allargheranno l’area di servizio verso i quartieri periferici e nei Comuni della prima cintura. Saranno incentivati anche la realizzazione di stalli in aree private, condizioni assicurative più favorevoli e tariffe agevolate per gli utenti. L’idea è quella di trasformare il car sharing da servizio prevalentemente concentrato nel cuore della città a strumento utilizzabile con maggiore facilità anche da chi vive più lontano dal centro.

Servizio 24 ore su 24 e sconti per chi usa i mezzi pubblici

Palazzo Marino alza inoltre gli standard richiesti agli operatori. Il servizio dovrà essere disponibile 24 ore su 24 e dovranno essere garantiti tempi definiti per rispondere alle segnalazioni e intervenire sui veicoli che creano problemi o risultano parcheggiati in maniera irregolare. Per gli operatori che non rispetteranno gli obblighi sono previste penali. Il bando contempla inoltre sconti per chi utilizza il servizio nelle ore notturne e condizioni agevolate per gli abbonati al trasporto pubblico. “Adeguiamo il servizio ai cambiamenti degli ultimi anni, con flotte più sostenibili e una maggiore presenza nelle periferie”, spiega l’assessora alla Mobilità Arianna Censi.