Milano, la confessione del killer di Aurora: "E' durato un paio d'ore, quando ha iniziato ad urlare le ho stretto le mani al collo" - Affaritaliani.it

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Ultimo aggiornamento: 19:24

Milano, la confessione del killer di Aurora: "E' durato un paio d'ore, quando ha iniziato ad urlare le ho stretto le mani al collo"

Gli agghiaccianti verbali dell'interrogatorio di Emilio Gabriel Valdez Velazco

di Giorgio d'Enrico

Milano, la confessione del killer di Aurora: "E' durato un paio d'ore, quando ha iniziato ad urlare le ho stretto le mani al collo"

“La ragazza ha iniziato subito ad urlare ‘lasciami, lasciami’ (…) le metto una mano sulla bocca per non farla urlare, dato che la ragazza continuava ad urlare, le ho stretto le mani al collo”. Emergono dettagli drammatici e agghiaccianti dal verbale dell’interrogatorio di Emilio Gabriel Valdez Velazco, il 57enne peruviano accusato degli abusi e dell’omicidio della 19enne Aurora Livoli, trovata senza vita il 29 dicembre nel cortile di un palazzo di via Paruta, a Milano. Davanti ai pm Pansa e Mannella, e ai carabinieri, l’uomo ha raccontato la propria versione dei fatti, riportando frasi che delineano una violenza estrema. Nel verbale si legge anche che l’avrebbe minacciata più volte di stare “zitta”, altrimenti avrebbe continuato a stringerle il collo, parlando di una “colluttazione” perché lei tentava “di andare via”.

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Nel corso dell’interrogatorio, il 57enne – irregolare sul territorio, con precedenti per violenza sessuale e già una condanna alle spalle – ha ricostruito anche l’altra aggressione avvenuta la stessa sera del 28 dicembre ai danni di un’altra 19enne, riuscita a salvarsi. “Lei provava a liberarsi ed io continuavo a trascinarla, tenendola stretta al collo”, ha raccontato, riferendosi a quanto accaduto sulla banchina della stazione della metropolitana di Cimiano.

"Lei stava zitta perchè l'avevo minacciata, la situazione è durata un paio d'ore"

Pochi minuti dopo, secondo la sua versione, avrebbe raggiunto un parco vicino alla fermata della metro, dove ha ammesso di aver assunto cocaina e bevuto birra. Qui, sempre stando al suo racconto, avrebbe incontrato per caso Aurora Livoli. “Che mi chiede una sigaretta”, ha messo a verbale. Lui le avrebbe risposto di avere dei soldi per andarle a comprare. “Abbiamo camminato insieme”, ha spiegato, precisando che l’intero percorso sarebbe stato ripreso dalle telecamere di sorveglianza. Successivamente, ha sostenuto che sarebbero entrati “per caso nel cortile di via Paruta”, dove sarebbero iniziati gli abusi.

Nel verbale l’uomo afferma che “la ragazza stava zitta in quanto l’avevo avvisata che altrimenti le avrei messo di nuovo le mani al collo (…) tutta questa situazione dura un paio di ore”. Alla domanda diretta dei pm – “Per quale motivo l’ha uccisa?” – il 57enne ha risposto: “Perché la ragazza, spaventata, ha iniziato ad urlare nuovamente (…) non so cosa mi sia passato per la mente”.

Infine, Valdez Velazco ha dichiarato di essere tornato nel cortile poco dopo solo perché avrebbe dimenticato lì il cellulare. Ha anche sostenuto di aver appreso della morte della giovane il giorno successivo guardando la televisione e di aver detto: “mio Dio, che cosa ho fatto?”.

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