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Milano, Fi: “Niente limite dei mandati ai consiglieri”

di Fabio Massa

Pietro Tatarella è il capogruppo di Forza Italia in Comune. Giovane, rappresenta quella “linea verde” che si sta affermando anche tra gli azzurri. “Ma non per questo sono d’accordo sul limite dei mandati ai consiglieri - spiega ad Affaritaliani.it - Le stoccate di Romani? Dette da uno che è dal ’94 che fa il dirigente di partito…” L’INTERVISTA DI AFFARITALIANI.IT

Capogruppo Tatarella, oggi Salvini dice che prima del candidato bisogna individuare il programma.
Concordo. Eccome se concordo. Abbiamo la necessità di aprire un tavolo di confronto non solo con le forze politiche, ma anche con il mondo delle professioni, con gli imprenditori. Dobbiamo fare le primarie delle idee prima che dei candidati.

Intanto, anche in Fi e in Ncd, dopo il Pd, inizia a delinearsi una “linea verde”: Bussolati, Mardegan, Tatarella…
Diciamo che nelle ultime elezioni ci sono stati tanti giovani che sono stati eletti. Sabato, al convegno di Forza Italia, abbiamo dimostrato che esiste una classe dirigente ed esiste un futuro per questo partito. E’ vero però che la linea verde è un meccanismo naturale e non indotto…

In che senso?
Nel senso che per affermare il rinnovamento non bisogna creare regole strane. Lo voglio dire chiaro: sono contro il limite ai mandati per i consiglieri. E’ un percorso, quello del rinnovamento, che non si può forzare imponendo la non candidatura ai consiglieri.

A proposito di rinnovamento, ha sentito le parole di Paolo Romani a Milano? Sono state molto dure. Lei che cosa ne pensa?
Credo che sarebbe stato più opportuno fare un intervento del genere in una riunione tra dirigenti piuttosto che in un’assemblea pubblica. Poi capiamoci: dice anche cose condivisibili. Il problema è che chi le dice è dal 1994 che fa il dirigente…

Perché vi ostinate a volere un candidato azzurro per il sindaco di Milano? Volete perdere?
E’ la risposta che diamo a chi dà per scontato che deve essere Salvini il candidato. O a chi pensa che se ci fossero le primarie le vincerebbe Salvini.

Però è così, no?
No. Rivendichiamo con forza che siamo ancora il primo partito di centrodestra a Milano. I sondaggi parlano di una Lega che ci ha superato? Aspettiamo le urne.

A proposito di candidature e di Milano, si è fatta l’ipotesi Berlusconi sindaco.
Mah, devo dire che oggi, parlando con un po’ di persone, ho rilevato come la candidatura di Berlusconi sia data per vincente. Il rapporto di Berlusconi con Milano è particolare. Metterebbe tutto il centrodestra insieme in poco tempo. Detto questo, la vedo molto difficile. 

Secondo lei la Regione sta lavorando bene o serve un cambio di passo?
C’è la necessità di dare un’impronta chiara a quel che è l’operato del governo regionale. Diciamo che si è fatto già un grande passo avanti culturale: non si difende più acriticamente il passato, e i casi di Nerviano e Aler lo dimostrano, ma si cerca di metabolizzare gli errori. Però adesso serve un’impronta da parte di Maroni, e della sua giunta. Penso che la riforma della sanità sarà decisiva.

@FabioAMassa

Tags:
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