Milano, la proposta di Ghioni (Pd): "Centrosinistra, sì alle primarie. Ma che coinvolgano tutta l'area metropolitana" - Affaritaliani.it

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Ultimo aggiornamento: 17:51

Milano, la proposta di Ghioni (Pd): "Centrosinistra, sì alle primarie. Ma che coinvolgano tutta l'area metropolitana"

Il responsabile per le Zone omogenee del PD Milano Metropolitana Giordano Ghioni: "No a una conta interna ai partiti e alle elite della città che abitano in centro"

di redazione

Milano, la proposta di Ghioni (Pd): "Centrosinistra, sì alle primarie. Ma che coinvolgano tutta l'area metropolitana"

A Milano è iniziato il toto nomi per individuare il successore di Beppe Sala: Pierfrancesco Majorino, Anna Scavuzzo e Lorenzo Pacini del Partito Democratico hanno dichiarato la propria disponibilità, mentre al di fuori del PD qualcuno fa il nome di Emmanuel Conte. Il giornalista Mario Calabresi al momento non ha dichiarato la propria disponibilità, ma molti dentro e fuori al partito lo vorrebbero in campo. In questi giorni è iniziato a circolare anche il nome di Umberto Ambrosoli. Lo scenario, insomma, è variegato e mostra dinamicità, il che permetterebbe di organizzare delle primarie effettivamente competitive e capaci di aggragare realtà di partito e civiche ampie.

“In questo momento stanno uscendo tanti nomi, il che è positivo perché la sana competizione interna aumenta il coinvolgimento, ma occorre ragionare anche contemporaneamente sui temi”, prova a spiegare ad Affaritaliani.it Milano Giordano Ghioni, Responsabile per le Zone Omogenee del PD Milano Metropolitana.

“In questi anni Milano è stata in grado di compiere importanti passi avanti, ma credo che oggi ci siano tre sfide importantissime: quella della mobilità e ambiente, quella dei servizi al cittadino e quella dello sviluppo territoriale e della gentrificazione. I primi due sono strettamente connessi: Milano è stata in grado di passare dagli oltre 100 giorni di superamento di Pm10 nel 2005, ai 60 del 2025; questo grazie anche a scelte politiche come l’apertura di nuove metropolitane e al biglietto unico. È però ora fondamentale creare le condizioni per cui un unico soggetto, e non sei come oggi, offra il servizio di trasporto pubblico sulla Città Metropolitana, garantendo così possibilità di sviluppo infrastrutturale grazie a depositi e – perché no – anche case per lavoratori dell’azienda di trasporti, non solo sul Comune di Milano, ma anche nei comuni dell’ex provincia". 

"Inoltre - prosegue Ghioni - il Progetto di Città Spugna è importante, e altrettanto fondamentale è continuare su scelte che mettano a fattor comune risorse ed energie per la gestione delle fragilità idrico geologiche del territorio metropolitano”. Il Dem fa riferimenti soprattutto all’ultimo evento del 22 settembre, dove il Governo ha incredibilmente riconosciuto lo stato di calamità per tutte le province eccetto quella milanese, nonostante fior di milioni di danni rendicontati.

“Penso inoltre che i piccoli e medio piccoli comuni, anche a causa dei tagli del governo, ormai facciano fatica a garantire servizi scolastici, anagrafici o di assistenza ai propri cittadini; alcune municipalità collaborano tramite consorzi e convenzioni, ma forse è venuto il tempo di pensare ad accorpamenti di comuni e a un nuovo ruolo per le Zone Omogenee: chi impedisce che siano queste forme istituzionali il futuro dell’erogazione dei servizi anagrafici?” 

Ghioni pone poi alcune questioni di urbanistica: “Al di là degli slogan, Milano ha avuto una crescita strabiliante in questi 15 anni, ma le scelte compiute sono state anche profondamente centripete: la città a 15 minuti è solo parzialmente approdata nelle periferie, anche perché l'hinterland, che con le periferie ha un rapporto di contiguità urbanistica, di infrastrutture e anche di servizi, non è stato coinvolto, restando delegato a dormitorio della città . È per questo che bisogna riscoprire le vocazioni territoriali, garantendo un’armonia urbanistica sovra territoriale che eviti scelte che concentrano benefici in un comune e problematiche in quello di fianco”.

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E a questo punto le primarie? “Come detto sono uno strumento positivo se accompagnate dai contenuti. Inoltre, mi permetto di dire che da tre anni la segreteria del PD afferma che siamo una città da 3.2 milioni di abitanti. A questo punto, ha senso che le primarie del centrosinistra abbiano dimensione metropolitana, per rimarcare lo scatto e la nuova dimensione che il centrosinistra vuole avere nell’affrontare i problemi e ascoltare i territori. Altrimenti, il rischio è che le primarie si configurino come una conta interna ai partiti e alle elite della città che abitano in centro piuttosto che essere capaci di aggregare e proporre idee efficaci e innovative per la città".

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