Gli agenti della Polizia locale di Milano arrestati nell’ambito dell’inchiesta sulla cosiddetta “squadretta” ricorrono al Tribunale del Riesame e respingono le accuse: “Mai preso soldi, neanche un euro”. Gli avvocati Giovanni Briola e Susanna Rita Marangoni, difensori di Denni Dileo e Vincenzo Compagnone, hanno presentato ricorso dopo che il gip di Milano Elio Sparacino ha respinto la richiesta di sostituire il carcere con gli arresti domiciliari. Una mossa che si preparano a compiere anche i legali degli altri due agenti coinvolti, Mattia Rignanese e Rosario Piscopo, entrambi detenuti a San Vittore dallo scorso 6 agosto.
L’inchiesta sulla “squadretta” della Polizia locale
I quattro agenti, insieme alla commissaria Ilenja Sabato, sono sospesi dal servizio e devono rispondere, a vario titolo, di peculato, arresto illegale e falso ideologico. Sabato è l’unica ad aver ottenuto gli arresti domiciliari dopo l’interrogatorio di garanzia. Anche per la sua posizione i difensori Briola e Marangoni stanno valutando eventuali ulteriori iniziative. Al centro dell’inchiesta coordinata dal pubblico ministero Giovanni Tarzia c’è l’arresto, avvenuto lo scorso 26 luglio, di un presunto pusher nordafricano.
L’arresto a Corsico e i 1.450 euro contestati
Secondo l’accusa, l’operazione sarebbe avvenuta a Corsico, dunque fuori dal territorio di competenza della Polizia locale di Milano. Da qui l’ipotesi di arresto illegale. Gli investigatori contestano inoltre la redazione di un verbale falso e la sottrazione di 1.450 euro che, secondo la ricostruzione della Procura, sarebbero stati nella disponibilità dello straniero dopo la vendita di circa mezzo chilo di hashish. Una ricostruzione che gli agenti respingono.
Nel ricorso al Riesame, la difesa insiste in particolare proprio sul denaro: secondo i legali, gli arrestati sarebbero in grado di dimostrare di non essersi appropriati di alcuna somma. Il confronto si sposta ora davanti al Tribunale del Riesame, chiamato a valutare la tenuta delle esigenze cautelari e delle contestazioni alla base degli arresti.

