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Milano, la comunità ebraica: “Siamo stanchi di nasconderci”. Appello a Mattarella dopo l’aggressione al rabbino

In centinaia al presidio “Milano indossa la kippah”: “Vogliamo camminare liberi per la città”. In piazza anche Albertini e Bussolati. Il figlio della Segre: “Sembra di essere tornati al 1938”. Nahum attacca il Campo largo

Milano, la comunità ebraica: “Siamo stanchi di nasconderci”. Appello a Mattarella dopo l’aggressione al rabbino
Il presidente della Comunità ebraica Walker Maghnagi (foto Mianews)

“Siamo stanchi di non poter andare in giro normalmente come gli altri cittadini milanesi, siamo stanchi di doverci nascondere”. È l’appello lanciato da Walker Meghnagi, presidente della Comunità ebraica di Milano, durante il presidio “Milano indossa la kippah”, organizzato dopo l’aggressione subita la scorsa settimana da un rabbino in città. Alla manifestazione hanno partecipato alcune centinaia di persone, invitate dagli organizzatori a indossare la kippah e a portare esclusivamente bandiere italiane. Tra i presenti anche l’ex sindaco Gabriele Albertini e il consigliere regionale del Pd Pietro Bussolati.

Meghnagi: “Vogliamo camminare liberi per Milano”

Meghnagi ha chiesto un intervento delle istituzioni e ha chiamato in causa direttamente il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “La maggioranza silenziosa della popolazione è contro questi fatti e difende gli ebrei non in quanto ebrei ma in quanto cittadini”, ha detto. “Chiediamo questo alla cittadinanza, al governo, al Comune”.

Poi il riferimento alla condizione di sicurezza in cui vive ormai la comunità ebraica: “Abbiamo le scuole vigilate, i luoghi di culto vigilati, io purtroppo da un po’ di tempo ho la scorta che all’inizio avevo rifiutato. Ma è possibile vivere così? Chiediamo anche al presidente della Repubblica, che è un grande presidente, di prendere posizione”. Meghnagi ha aggiunto: “Non mi nascondo, non ho paura, ma penso a tutte le persone che abitano a Milano e che debbono stare attente ad andare in giro. Non è giusto, non lo accettiamo”.

“Per noi girare è pericoloso, chiediamo la solidarietà dei milanesi”

Il presidente della Comunità ebraica ha rivolto anche un appello ai cittadini non ebrei. “Chiediamo la solidarietà dei milanesi, di tutti, non solo degli ebrei, anzi molto più dalle persone non ebree”, ha detto, sottolineando che molte persone si sono avvicinate per prendere una delle kippah preparate per la manifestazione. “Noi siamo cittadini liberi come tutti quanti ma per noi girare è pericoloso. Questo rabbino non ha fatto niente di male eppure l’hanno aggredito”, ha concluso.

Belli Paci: “Sembra di essere tornati al 1938”

Tra gli interventi più forti quello di Alberto Belli Paci, figlio della senatrice a vita Liliana Segre. “Pensare che dei cittadini milanesi di religione ebraica si ritrovino in una situazione quasi come se fossimo tornati ai tempi del 1938 è una cosa gravissima“, ha dichiarato. Belli Paci ha parlato di “un atteggiamento di grande durezza” nei confronti degli ebrei e ha collegato il clima attuale anche a quanto accaduto dopo il 7 ottobre 2023.

Nahum attacca il Campo largo

Dal palco è intervenuto anche Daniele Nahum, consigliere comunale di Azione e membro della Comunità ebraica, che ha criticato il Campo largo per non essersi dissociato, a suo giudizio, dalla presenza di bandiere di Hamas e Hezbollah nei cortei per la Palestina. “Manifestare nella stessa piazza con bandiere di Hamas e Hezbollah fa capire che il problema dell’antisemitismo sia serio”, ha affermato Nahum, aggiungendo che per lui l’aspetto più grave è che “non ci sia stata una forza politica del Campo largo che si sia dissociata” da quelle presenze.

Nuovo appuntamento il 7 ottobre

Al termine del presidio, Meghnagi ha dato appuntamento al 7 ottobre, quando nella sinagoga di Milano è previsto l’intervento di una testimone del massacro compiuto da Hamas in Israele nel 2023. La manifestazione arriva a meno di una settimana dall’aggressione al rabbino nella zona di Bande Nere, episodio che ha riacceso il dibattito sul clima di antisemitismo in città e sulla sicurezza della comunità ebraica milanese.