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Milano

 

dolce e gabbana lp 500

'Lite' in scena a Milano tra rappresentanti delle istituzioni e della moda, con un seccato Stefano Gabbana che non le ha mandate a dire: "Comune di Milano - si poteva leggere oggi su Twitter -, fate schifo!". A provocare tanta collera era stato l'assessore al Commercio, Franco D'Alfonso che aveva arricciato il naso di fronte alla condanna di Dolce e Gabbana in primo grado per omessa dichiarazione dei redditi, chiarendo che il pubblico dovrebbe prendere le distanza da esempi simili, evitando di concedere loro spazi cittadini. La replica furiosa di Gabbana non e' rimasta isolata su Twitter: molti follower, infatti, si sono uniti in un corale rimbrotto, piu' o meno educato, nei confronti di Palazzo Marino, tra chi consiglia a D'Alfonso di rivolgersi ai "cinesi che li stanno seppellendo" e a Dolce e Gabbana di "lasciare l'Italia". Mentre "Vergogna!" e' l'esclamazione piu' gettonata per rappresentare lo sdegno dei seguaci degli stilisti, l'assessore comunale ha provato una corsa ai ripari per lo meno sul fronte istituzionale: "Oggi su alcuni organi di stampa e' stata riportata una mia frase, non contenuta in un'intervista, ma estrapolata da una conversazione informale riguardante argomenti generali, che non esprimeva certo l'opinione dell'amministrazione". "Preciso che da parte mia c'e' l'assoluto rispetto del principio costituzionale della presunzione di innocenza fino ad una sentenza definitiva - prosegue -. Il garantismo e' un principio universale che vale per tutti. Auspico quindi che nel procedimento in corso Dolce e Gabbana chiariscano la loro posizione".

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