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Milano, migliaia in piazza tra Usb, studenti, e lavoratori. Salis in corteo.

Due manifestazioni attraversano Milano contro il carovita, il riarmo e le politiche del Governo Meloni. Gli studenti si radunano a Città Studi, mentre il corteo dell’Usb parte dalla Stazione Centrale. Ilaria Salis: “I problemi sociali non si risolvono a colpi di decreti Sicurezza”

Milano, migliaia in piazza tra Usb, studenti, e lavoratori. Salis in corteo.

Milano torna in piazza contro il Governo Meloni. Venerdì 30 ottobre, in occasione dello sciopero generale indetto dall’Unione Sindacale di Base (Usb), studenti, lavoratori e realtà antagoniste si mobilitano nel capoluogo lombardo per protestare contro il carovita, il riarmo e i tagli all’istruzione, chiedendo maggiori investimenti nei servizi pubblici e interventi concreti a sostegno dei salari. Due i principali punti di concentramento: piazza Duca d’Aosta, davanti alla Stazione Centrale, e piazza Leonardo da Vinci, nel cuore di Città Studi, dove si sono radunati centinaia di studenti dei licei milanesi. Tra i manifestanti anche Ilaria Salis, eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra, che ha criticato il clima politico e mediatico seguito alle recenti proteste.

Studenti in corteo a Città Studi: “Riprendiamoci il futuro”

Sono diverse centinaia gli studenti che, fin dalla mattinata, hanno raggiunto piazza Leonardo da Vinci per partecipare alla mobilitazione. Alla testa di uno degli spezzoni del corteo campeggia lo striscione “Riprendiamoci il futuro”, mentre tra i manifestanti si moltiplicano i cartelli contro le politiche del Governo e le condizioni del sistema scolastico. “Il vero disordine è l’ingiustizia” e “Il problema non è lo straniero ma l’istruzione che viene meno” sono alcuni degli slogan esposti dai ragazzi. Non mancano messaggi più provocatori, come “Bevi Peroni odia Meloni” e “Sottomesso alla mia tipa non al governo”. Numerose anche le bandiere palestinesi, a testimonianza della centralità del tema della guerra e della solidarietà con la popolazione di Gaza. Insieme agli studenti si sono date appuntamento anche diverse realtà antagoniste milanesi. Secondo il percorso previsto, il corteo dovrebbe attraversare Città Studi passando da piazza Piola, via Pacini e via Ampere, per raggiungere piazza Durante, nel quartiere Casoretto, dove è previsto il ricongiungimento con la manifestazione principale proveniente dalla Stazione Centrale.

Ilaria Salis in piazza: “Il terrorismo mediatico non ha funzionato”

A partecipare al concentramento degli studenti anche Ilaria Salis, europarlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra (Avs), che ha rivendicato il diritto di manifestare e criticato le polemiche seguite alle mobilitazioni delle scorse settimane. “Oggi siamo qui in piazza nonostante il terrorismo mediatico che è stato fatto in questi giorni, che evidentemente non ha funzionato perché ci sono sempre più persone in Italia che sono in piazza per manifestare contro il carovita, contro il riarmo, contro questo governo, contro una situazione che ormai qui in Italia è diventata insostenibile”, ha dichiarato Salis, secondo quanto riportato da Ansa e Adnkronos. L’eurodeputata ha sottolineato come la protesta non riguardi soltanto il mondo della scuola: “Siamo qui per gli studenti, ma anche per i lavoratori e per migliorare le condizioni di vita delle persone”.

Interpellata sulle possibili conseguenze politiche delle manifestazioni, anche alla luce di quanto accaduto nelle piazze milanesi il 17 ottobre, Salis ha ribadito la volontà di proseguire con la mobilitazione: “Le persone sono sempre decise e convinte delle loro ragioni che continuano a portare in piazza, perché comunque i problemi sociali non si risolvono a colpi di decreto Sicurezza, e quindi continueranno ad esserci manifestazioni finché qualcosa non cambierà”.

Sciopero generale: un migliaio di manifestanti davanti alla Stazione Centrale

Il secondo concentramento si è svolto in piazza Duca d’Aosta, davanti alla Stazione Centrale, dove, secondo quanto riferito dall’agenzia Dire, si è radunato circa un migliaio di persone. Alla manifestazione partecipano Usb, studenti, Rifondazione comunista e Potere al Popolo, insieme a lavoratori di diversi settori. “Soldi alla scuola non alla guerra” è uno degli striscioni esposti dai ragazzi, accompagnato da cartelli che chiedono maggiori finanziamenti per l’istruzione. Dalla piazza si alzano cori come “Meloni dimissioni”, “Noi la guerra non la vogliamo” e “Noi le armi non le paghiamo”.

Tra le rivendicazioni anche quelle dei lavoratori delle cooperative sociali, che chiedono continuità salariale e reinternalizzazione dei servizi. Rifondazione comunista porta invece in piazza la proposta di una tassa sui grandi patrimoni, con lo slogan “Tax the rich”. La mobilitazione milanese si inserisce in una giornata di protesta che, secondo Usb, coinvolge 40 città italiane, in concomitanza con uno sciopero internazionale che interessa oltre cento porti.

Usb: “Vogliamo bloccare la città, ma il corteo sarà pacifico”

A spiegare le ragioni dello sciopero è Luca Pistoia, componente dell’esecutivo nazionale di Usb Lavoro Privato, intervenuto davanti alla Stazione Centrale.

“Oggi scenderanno in piazza lavoratori e studenti perché non arrivano a fine mese, perché le scuole cadono a pezzi. Bisogna dire a questo governo basta violenza ai danni dei cittadini”, ha dichiarato il sindacalista, secondo quanto riportato da Italpress. Al centro della protesta anche le scelte economiche dell’esecutivo e la destinazione delle risorse pubbliche. “Scendiamo in piazza, con 40 città, con la richiesta di intervenire per i bisogni dei lavoratori e dei cittadini, non investendo sulle armi e sulle guerre”, ha aggiunto Pistoia, facendo riferimento alla manovra economica. Il rappresentante sindacale ha inoltre contestato la precettazione nel settore dei trasporti disposta dal ministro Matteo Salvini, richiamando le osservazioni del Comitato europeo dei diritti sociali sulla normativa italiana in materia di sciopero.

Sul fronte dell’ordine pubblico, Pistoia ha assicurato che l’intenzione degli organizzatori è mantenere pacifica la protesta, pur annunciando iniziative di forte impatto sulla viabilità: “Per noi il corteo deve essere pacifico, vogliamo bloccare la città e quindi ci saranno iniziative importanti”. Secondo quanto annunciato dall’Usb, la manifestazione principale dovrebbe muoversi dalla Stazione Centrale in direzione di Cascina Gobba, con l’obiettivo di raggiungere la tangenziale. Un percorso che potrebbe comportare ripercussioni sulla circolazione stradale e sui collegamenti nella zona nord-est di Milano.

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