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Milano, nuova manifestazione di “Non una di meno” in occasione dello sciopero nazionale

Il corteo prosegue lo sciopero transfemminista della giornata di ieri per rivendicare i diritti delle donne e denunciare il persistere di una cultura maschilista, misogina e patriarcale

Milano, nuova manifestazione di “Non una di meno” in occasione dello sciopero nazionale

Questa mattina a Milano si è tenuta una nuova mobilitazione legata alle iniziative per l’8 marzo. Dopo il corteo organizzato ieri dal movimento transfemminista “Non Una di Meno”, oggi è stato proclamato uno sciopero generale nazionale di 24 ore accompagnato da una manifestazione nel centro della città.

La mobilitazione riguarda diversi settori, tra cui commercio, turismo, servizi, scuola pubblica e privata, università, ricerca, formazione professionale e alta formazione artistica e musicale, pur con la garanzia delle prestazioni indispensabili. Non sono invece previste interruzioni per il trasporto pubblico. Il corteo è partito da largo Cairoli e ha attraversato il centro per concludersi in Porta Venezia, con la partecipazione di studenti, studentesse e attiviste di “Non Una di Meno”, che hanno proseguito idealmente lo sciopero transfemminista della giornata di ieri per rivendicare i diritti delle donne e denunciare il persistere di una cultura maschilista, misogina e patriarcale.

Intorno alle 9.50 centinaia di studenti delle scuole superiori e delle università si sono radunati proprio in largo Cairoli tra striscioni, cartelloni e slogan. “Siamo tutti una marea, non ci saranno bandiere e simboli di organizzazioni politiche e sindacali”, hanno spiegato le organizzatrici all’avvio della manifestazione.

Tra i cartelli esposti dai partecipanti si legge, ad esempio, “Proteggi tua figlia, educa tuo figlio”, mentre dal corteo sono partiti cori come: “La notte ci piace, vogliamo uscire in pace. Ci piace pure il giorno, levatevi di torno”. Tra le principali richieste avanzate dai manifestanti ci sono l’introduzione dell’educazione sessuale e affettiva nelle scuole di ogni ordine e grado e l’approvazione di una legge sul consenso “libero e attuale”. Durante la manifestazione vengono inoltre scanditi cori per la pace e contro l’intervento militare statunitense e israeliano in Iran.

La contestazione a Microsoft, il flash mob e il fantoccio di Trump bruciato

Il corteo è transitato anche davanti alla sede di Microsoft, dove si è registrata una contestazione. Il fondatore dell’azienda, Bill Gates, viene citato nei cosiddetti “Epstein files” e, in occasione del passaggio dei manifestanti, il collettivo Non Una di Meno Milano ha pubblicato sui social un duro post di denuncia. Nel messaggio si leggono accuse rivolte ai miliardari e alle élite economiche, con toni fortemente polemici: “Sei un miliardario bastardo, un pedofilo stupratore, uno speculatore, un ladro di dati”. Nel post viene inoltre criticata la vendita di tecnologie a Israele, in particolare la piattaforma Microsoft Azure, accusata dai manifestanti di essere utilizzata per l’identificazione dei palestinesi.

Davanti all’ospedale Fatebenefratelli, in piazzale Principessa Clotilde, sei ragazze hanno inscenato un flash mob mostrando il ventre su cui erano disegnate alcune lettere: accostate tra loro formavano la frase “My body, my choice” (“Il mio corpo, la mia scelta”). Sempre sui social, Non Una di Meno Milano ha commentato l’iniziativa sottolineando che l’autodeterminazione dei corpi resta, a loro avviso, un tema ancora controverso: secondo il collettivo, in Italia l’accesso all’aborto è spesso complesso, i percorsi di transizione per i giovani sono difficili e le persone con disabilità continuano a subire discriminazioni nell’ambito della salute sessuale e riproduttiva. Da qui la richiesta di una sanità pubblica più accessibile, di una medicina meno centrata sul modello maschile e di consultori che siano anche luoghi di partecipazione politica.

In piazza della Repubblica è stato poi bruciato un fantoccio raffigurante il presidente statunitense Donald Trump. In un altro post pubblicato su Facebook, il collettivo ha scritto: “War crimes don’t hide sex crimes”, sostenendo che la guerra rappresenti una delle forme più estreme della violenza patriarcale e criticando le politiche internazionali che, a loro dire, giustificano conflitti e interventi militari in nome della difesa dei diritti delle donne.

Una volta arrivati a Porta Venezia, alcuni manifestanti hanno versato vernice fucsia sull’asfalto. Sul profilo social del collettivo si legge: “Alle zone rosse rispondiamo inondando le strade di fucsia”, in riferimento alle misure di sicurezza adottate durante la manifestazione e criticate come forme di limitazione del dissenso.

Poco prima delle 13 il corteo ha raggiunto i Bastioni di Porta Venezia, dopo aver attraversato il centro di Milano, concludendosi senza particolari tensioni. I partecipanti hanno però ribadito che la mobilitazione proseguirà oltre la giornata dell’8 marzo, in vista del decimo anno dello sciopero transfemminista.

Le modifiche alle linee Atm per la manifestazione

A causa del passaggio del corteo nel centro cittadino, nel corso della mattinata Atm ha segnalato possibili deviazioni o rallentamenti per diverse linee di superficie. Le modifiche hanno riguardato in particolare le linee 1, 2, 4, 5, 9, 10, 12, 14, 33, 43, 50, 57, 84, 96 e 97.