Milano accelera grazie alle Olimpiadi: Pil +1,7% nel 2026, 2,5 miliardi di produzione dai Giochi. Ma su talenti e innovazione resta il gap - Affaritaliani.it

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Ultimo aggiornamento: 18:34

Milano accelera grazie alle Olimpiadi: Pil +1,7% nel 2026, 2,5 miliardi di produzione dai Giochi. Ma su talenti e innovazione resta il gap

Presentato alla Triennale il rapporto “Your Next Milano” di Assolombarda e Milano&Partners: turismo record, 20mila studenti stranieri e spinta olimpica. Flessione invece per investimenti esteri e capacità attrattiva di capitale umano

Di Giorgio d'Enrico

Milano olimpica accelera: Pil +1,7% nel 2026, 2,5 miliardi di produzione dai Giochi. Ma su talenti e innovazione resta il gap

Milano si prepara al 2026 con un’accelerazione economica legata anche alle Olimpiadi invernali. Il Pil cittadino è stimato in crescita del +1,7% nel 2026, sostenuto dal consolidamento dell’industria, dalla dinamica dei servizi e dall’impatto dei Giochi Milano Cortina. Sul territorio milanese l’evento genererà una produzione complessiva di circa 2,5 miliardi di euro, corrispondente a 1,045 miliardi di valore aggiunto.

Sono i principali dati emersi dallo studio realizzato da Assolombarda e Milano&Partners e presentato alla Triennale in occasione della quinta edizione di “Your Next Milano”, appuntamento annuale dedicato al posizionamento internazionale della città.

Turismo record e 20mila studenti internazionali

Tra i segnali positivi spiccano la crescita del turismo e l’attrattività universitaria. Nel 2025 Milano raggiunge il record stimato di 8,7 milioni di arrivi, +9,1% rispetto al 2019 pre-Covid. Il turismo internazionale tocca 5,3 milioni di arrivi (+17,1% sul 2019), mentre resta debole la domanda domestica, ancora inferiore del 16,5% rispetto ai livelli pre-pandemici.

Sul fronte accademico, nell’anno 2024/2025 gli iscritti a corsi di laurea e post-laurea sono circa 236mila. Gli studenti italiani scendono a 215mila (-0,7% per il secondo anno consecutivo), mentre quelli internazionali salgono a 20mila, compensando la flessione nazionale. Un dato che conferma il riconoscimento globale degli atenei milanesi ma solleva interrogativi sull’attrattività verso il resto d’Italia, tra qualità della vita, costi e offerta abitativa.

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Percezione internazionale: Milano 24esima al mondo

L’analisi, basata su 33 ranking globali, colloca Milano nel 24° posto per risonanza complessiva su 568 aree urbane, presente nell’85% delle classifiche esaminate. La città consolida il proprio ruolo come meta turistica ed eventi (10ª per posizione media, 4ª tra le città benchmark) e come snodo nelle reti globali e place for business (23ª posizione media, 8ª tra i benchmark). Persistono tuttavia criticità strutturali: Milano si colloca al 46° posto per competitività nei talenti e al 49° come hub dell’innovazione, risultando penultima e ultima tra le città comparate.

Investimenti esteri in calo, ma Milano regge meglio di altri

Nel 2025 Milano attrae 47 nuovi investimenti esteri, in calo rispetto ai 59 del 2024 (-20,3%) e al livello più basso dal 2019, ma ancora superiore alla media pre-pandemica. La flessione è meno marcata rispetto a Berlino (-56,3%), Monaco (-33,9%), Amsterdam (-27,4%), Londra (-25,3%) e San Francisco (-23,6%), ma il divario con le grandi capitali resta significativo: Londra registra 222 progetti, Parigi 115, New York 101.

Gli investimenti milanesi si concentrano nel terziario innovativo: servizi finanziari (21%), servizi alle imprese (21%), software, IT e comunicazioni (19%), con segnali di rafforzamento nel comparto macchinari (9%). Sul fronte immobiliare commerciale, nel 2025 Milano registra 3,2 miliardi di euro di investimenti, in linea con la media storica e superiore a Monaco e Amsterdam. Il 52% dei capitali proviene dall’estero, seconda quota più alta tra le città analizzate dopo Londra.

Crescita 2025 rallenta, ma il 2026 segna la svolta

Nel 2025 il Pil milanese cresce del +0,7%, in rallentamento rispetto all’anno precedente. La dinamica riflette una ripresa industriale ancora debole (+0,7%), una crescita dei servizi inferiore alle attese (+0,6%) e un lieve calo delle costruzioni (-0,3%). Per il 2026 è atteso un rafforzamento al +1,7%, trainato dalla ripresa industriale, dalla vivacità dei servizi e dall’effetto Olimpiadi.

Olimpiadi: 2,5 miliardi di produzione e 0,4 punti di Pil

Il budget complessivo dei Giochi supera i 9,4 miliardi di euro, di cui 735 milioni direttamente connessi al territorio milanese. Considerando spesa di visitatori, atleti e accompagnatori, la spesa diretta stimata su Milano è pari a circa 1 miliardo di euro. L’impatto complessivo, inclusi effetti indiretti e indotto, raggiunge 2,5 miliardi di produzione e 1,045 miliardi di valore aggiunto, con un contributo stimato di 0,4 punti percentuali di Pil nel periodo di riferimento.

I comparti più coinvolti sono ospitalità (139 milioni), costruzioni (57 milioni), trasporti (51 milioni), oltre a terziario avanzato, metallurgia, commercio all’ingrosso e ICT. Gli investimenti infrastrutturali, con focus su Scalo Romana e Santa Giulia, si inseriscono in una strategia di riequilibrio territoriale verso il quadrante sud della città.

Biffi (Assolombarda): "I grandi eventi rafforzano la visibilità internazionale"

“Milano sta vivendo una fase positiva: il Pil torna a crescere con un +1,7% stimato nel 2026, i grandi eventi rafforzano la visibilità internazionale e il turismo continua a espandersi – ha dichiarato Alvise Biffi, presidente di Assolombarda –. Oggi Milano è percepita prevalentemente come città di eventi, commercio e turismo: elementi centrali che devono valorizzare maggiormente lo spirito produttivo e industriale che ne ha determinato il successo”.

La sfida, secondo Assolombarda, è trasformare l’accelerazione olimpica in un ciclo di crescita strutturale, rafforzando innovazione, trasferimento tecnologico, disponibilità di capitali e competenze, anche attraverso strumenti adeguati alla dimensione internazionale della città e una governance capace di sostenere investimenti strategici.

Il successo dei Giochi, per il 61% delle imprese interpellate, si misurerà nei tre anni successivi alla manifestazione, nella capacità di consolidare infrastrutture, reputazione e competenze organizzative acquisite. Milano, oggi, consolida la propria immagine globale. Ma il salto di qualità, per diventare pienamente competitiva tra le grandi aree metropolitane europee, passa ancora da talenti, innovazione e capacità di attrarre capitale umano.

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