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Milano, Piantedosi: “Quanto accaduto mai visto al mondo, ma non ci sono regie occulte”. Sala: “Bene l’arrivo dei militari”

Il ministro dell’Interno dopo il Comitato per l’ordine pubblico in Prefettura: pattuglie mobili e squadre di pronto intervento in tutta la città. Salvini: “Nessuna guerra ibrida. Lo stop del Colle? Lo rispetto”

Milano, Piantedosi: “Quanto accaduto mai visto al mondo, ma non ci sono regie occulte”. Sala: “Bene l’arrivo dei militari”

Cinquecento militari operativi già da sabato, pattuglie mobili e squadre di pronto intervento pronte a spostarsi nei diversi quartieri della città per prevenire nuovi disordini. È il piano annunciato dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, al termine del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica che si è svolto oggi in Prefettura a Milano, alla presenza anche del vicepremier Matteo Salvini e del sindaco Giuseppe Sala. Una risposta alle violenze che hanno sconvolto il centro cittadino durante il fine settimana.

Piantedosi: “A Milano qualcosa di mai visto al mondo”

Tornando su quanto accaduto sabato durante il corteo, Piantedosi ha utilizzato parole particolarmente forti: “È emerso anche dalle analisi che hanno fatto gli specialisti e anche appartenenti all’autorità giudiziaria qualcosa di mai visto, mai visto al mondo”. Il ministro ha quindi illustrato il rafforzamento del dispositivo di sicurezza, che punterà su una maggiore capacità di movimento delle forze impiegate sul territorio.

Cinquecento militari a Milano, pattuglie mobili in tutta la città

“Ci sarà la prima realizzazione di questa pianificazione che prevederà la copertura di tutto il territorio cittadino”, ha spiegato Piantedosi. I 500 militari destinati a Milano avranno “la massima mobilità sul territorio, come già avviene” in altre città, tra cui Roma. L’attenzione sarà rivolta in particolare al centro storico, da piazza Duomo alle vie limitrofe, teatro dei disordini dello scorso weekend. Il dispositivo, tuttavia, dovrà essere in grado di intervenire rapidamente anche in altre zone della città. “Abbiamo visto che c’è questa tendenziale concentrazione qui nel centro storico, piazza Duomo e dintorni. Però potrebbe anche essere che poi proprio per effetto dell’azione di deterrenza e per la caratteristica che si è vista di questi ragazzi di muoversi in maniera molto improvvisata, poi si possano materializzare altrove”, ha osservato il ministro.

Il piano operativo sarà definito giovedì. “Massima condivisione con Sala”

I dettagli del nuovo dispositivo saranno definiti giovedì 22 ottobre, nel corso di una riunione tecnica. L’obiettivo del Viminale è rendere operativi i rinforzi già dal prossimo sabato. “Stiamo lavorando per fare in modo che già da sabato siano operativi”, ha assicurato Piantedosi. Il ministro ha infine sottolineato il clima di collaborazione con Palazzo Marino, spiegando che con il sindaco Giuseppe Sala “c’è stata massima condivisione” sulle misure di sicurezza discusse durante il Comitato in Prefettura.

Piantedosi: “Nessuna evidenza di regie occulte dietro i disordini”

Il ministro dell’Interno ha affrontato anche il tema dell’organizzazione dei disordini, escludendo che al momento siano emersi elementi concreti per individuare una regia esterna. “Non ci sono evidenze materiali, chiare e certe“, ha spiegato Piantedosi, sottolineando il contrasto tra lo spontaneismo dei partecipanti e la capacità di mobilitazione attraverso chat e social network. “Alcuni sono sembrati persino inconsapevoli di capire a che cosa stessero partecipando”, ha riferito citando gli interrogatori. Eppure, ha aggiunto, è emersa “una organizzazione nella sollecitazione della loro partecipazione a questi eventi che è fatta in maniera abbastanza solida, importante”. Quanto ai possibili collegamenti con la Francia, Piantedosi ha parlato di una componente certamente emulativa, richiamata anche dagli appelli circolati sui social, precisando però che non ci sono prove di un coordinamento con gli organizzatori delle mobilitazioni d’Oltralpe.

Piantedosi: “Un fenomeno nuovo e complesso, serve un approccio diverso”

“Un fenomeno nuovo e complesso che va affrontato in modo nuovo”. Il titolare del Viminale ha sottolineato la necessità di adeguare le strategie di contrasto a una mobilitazione caratterizzata dalla presenza di giovanissimi e da modalità organizzative inedite. In vista di sabato 24 ottobre, quando si temono nuovi disordini, Piantedosi ha ribadito che sarà fondamentale il lavoro preventivo delle forze dell’ordine, precisando che la “prevenzione è già in atto”.

Tra i partecipanti alle violenze anche un bambino di 11 anni

A colpire è anche l’età di alcuni protagonisti dei disordini. Piantedosi ha riferito che tra i partecipanti è stato individuato persino un bambino di appena 11 anni. “C’è stato un caso in cui si è riusciti a individuare come partecipante alla manifestazione, quindi ad azioni pure importanti, ed è stato arrestato un ragazzo di 11 anni, preso in una scuola, riconosciuto”, ha spiegato il ministro. Il titolare del Viminale ha ricordato che le indagini proseguono anche a distanza di giorni dagli scontri, grazie all’analisi delle immagini e alle attività di identificazione. “Non tutto si riesce a risolvere nell’immediatezza”, ha osservato, ricordando le centinaia di persone identificate dalle forze dell’ordine.

Salvini: “Nessuna guerra ibrida, volevano solo rubare. Lo stop di Mattarella? Rispettiamo le decisioni di tutti”

Più netto il vicepremier Matteo Salvini, che ha escluso motivazioni politiche alla base delle violenze: “Non penso a regie esterne, regie occulte o guerre ibride, questi cercavano le Nike, l’iPhone, ambivano ai Rolex”. Secondo il leader della Lega, i 343 fermati e i 50 arrestati non avrebbero nulla a che fare con rivendicazioni legate al carovita o ad altre questioni sociali: “Questi sono arrivati a Milano per rubare e devastare senza nessun tipo di ideale alle spalle”. Salvini ha inoltre ribadito il sostegno all’arrivo dei militari, commentando anche lo stop di Mattarella all’attribuzione di poteri di polizia all’esercito: “Rispettiamo le decisioni di tutti, i 500 parà da Siena arriveranno a Milano e sanno perfettamente cosa fare e come farlo”. Il ministro ha citato anche la possibilità di impiegare droni per rafforzare il monitoraggio del territorio, mentre la Polizia postale sta approfondendo il ruolo delle chat nella diffusione degli appelli e del panico.

Salvini: “343 fermati e quasi 50 arrestati, molti arrivano da fuori Milano”

A fornire un bilancio aggiornato degli interventi delle forze dell’ordine è stato il vicepremier Matteo Salvini. Secondo i numeri comunicati dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, durante i disordini del fine settimana sono state fermate complessivamente 343 persone, mentre gli arresti sono stati quasi 50. Salvini ha sottolineato che “la maggioranza di quelli che sono stati arrestati e fermati arriva da fuori Milano”, evidenziando come il fenomeno coinvolga anche ragazzi dell’hinterland e di altre province lombarde. Secondo quanto riferito dal vicepremier, “la maggioranza sono ragazzi nati all’estero o nati qua di origini straniere”. Al vertice hanno partecipato anche i questori delle altre province della Lombardia, proprio per affrontare il fenomeno su scala regionale.

Salvini: “Nessuna tolleranza per chi saccheggia. Il disagio non c’entra”

Interpellato anche sull’eventualità di introdurre un coprifuoco, Salvini ha ribadito la necessità di garantire la sicurezza senza rinunciare al carattere aperto della città. “Milano è una città aperta, bella e che accoglie ma non ci sarà più nessun tipo di tolleranza per chi devasta, per chi saccheggia”, ha dichiarato. Il vicepremier ha poi contestato la lettura dei disordini come espressione del disagio sociale. “Qua stiamo parlando di qualcuno che dice ‘siamo a disagio’ e poi ha telefonini da 1700 euro. Qua hanno saccheggiato negozi di abbigliamento, scarpe e telefonia quindi non c’entra nulla il disagio, c’entra un’età durante la quale tu dovresti essere a scuola o in oratorio”, ha affermato.

Infine, un avvertimento rivolto ai possibili protagonisti di nuove violenze: “Se qualcuno pensa di venire a Milano, a Como, a Bergamo, a Brescia a saccheggiare sbaglia”. Salvini ha richiamato anche le nuove disposizioni approvate dal governo, sottolineando che i genitori dei minorenni responsabili delle devastazioni potranno essere chiamati a risponderne anche economicamente.

Sala: “Ora servono controllo e repressione. Bene l’arrivo dei militari”

Anche il sindaco Giuseppe Sala ha espresso pieno sostegno al rafforzamento del dispositivo di sicurezza. “Voglio dire senza ambiguità che prima di tutto, in questa fase critica, viene il controllo e la repressione di questi fenomeni”, ha dichiarato al termine della riunione in Prefettura. Il primo cittadino ha quindi chiarito di non avere obiezioni all’impiego dell’esercito: “Non voglio rischiare di essere ambiguo: non sono per niente contrario al fatto che arrivino 400 militari”. Una posizione che conferma la convergenza con il Viminale sulla necessità di rafforzare i presidi in città. “Non possiamo immaginare che ogni sabato si ripetano situazioni del genere”, ha concluso Sala.

Sala: “Non mi pento di aver detto che c’erano pochi agenti”

Il vertice in Prefettura è stato anche l’occasione per tornare sulle polemiche tra il sindaco Giuseppe Sala e il ministro Piantedosi riguardo alla gestione dell’ordine pubblico durante il weekend. Il primo cittadino ha confermato la propria posizione, ribadendo di ritenere insufficiente il numero di agenti schierati per fronteggiare le violenze. “Io non mi sono pentito, come ho detto a tutti i colleghi, di aver detto che a mio giudizio c’erano poche forze dell’ordine in campo, ma non è un’accusa, è una constatazione”, ha dichiarato Sala. “Nel mio ruolo, nel mio stile, non indugio nella provocazione, era solamente un’osservazione”, ha aggiunto, cercando di ricondurre il confronto sul piano della valutazione operativa.

Sala: “Non escludiamo tentativi di infiltrazione. Dodicenni in corteo, come fai a manganellare?”

Il sindaco Giuseppe Sala non esclude che dietro le violenze del fine settimana possano esserci tentativi di infiltrazione e strumentalizzazione dei giovanissimi scesi in piazza. “Non escludiamo per nulla che ci sia qualche tentativo di infiltrarsi in questi mondi giovanili”, ha dichiarato al termine del vertice in Prefettura. Il primo cittadino ha riferito anche quanto emerso dagli interrogatori dei minorenni, secondo il racconto del procuratore competente. Alla domanda sulle ragioni della loro partecipazione, i ragazzi non avrebbero indicato motivazioni politiche o sociali, ma risposto: “Sono qua perché c’è da far casino e perché è un’occasione per stare insieme con i miei coetanei”. Da qui la riflessione di Sala: “È evidente che questi ragazzi sono manovrabili, è estremamente evidente. E quindi se c’è qualcuno che ha interesse a manovrarli, certo ha un’occasione”.

Il sindaco ha inoltre sottolineato come la giovanissima età di molti partecipanti renda particolarmente delicata la gestione dell’ordine pubblico. “Se dai una manganellata a un dodicenne, l’opinione pubblica come reagisce?”, ha osservato. “Bisogna sapere che si ha di fronte anche dei bambini. Quindi l’atteggiamento è diverso ed è anche più complesso”. Una considerazione che, secondo Sala, contribuisce a spiegare le difficoltà incontrate dalle forze dell’ordine nel fronteggiare una mobilitazione caratterizzata dalla presenza di numerosi minorenni.

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