Un maxi cartellone pubblicitario esposto nel quartiere Isola a Milano è finito al centro di un’istruttoria che coinvolge i principali organi di controllo della comunicazione e del mercato. Al centro del contendere c’è l’immagine di un neonato di meno di due anni alle prese con un cellulare e la scritta “Tutto ok, è iPhone”, ritenuta diseducativa da residenti e istituzioni.
L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza ha investito del problema la Garante Agcom, l’Autorità Antitrust e il giurì del Iap, chiedendo un intervento ispettivo sulla legittimità della campagna promozionale.
Marina Terragni (Garante per l’Infanzia): “Si rischia di compromettere lo sviluppo cognitivo dei più piccoli”
A guidare l’iniziativa istituzionale è la Garante Marina Terragni, la quale ha evidenziato la pericolosità del messaggio promozionale: “Il dibattito internazionale è orientato a definire tutele nell’accesso dei minori al digitale, mentre una pubblicità di questo tipo rischia di andare nella direzione opposta”.
L’allarme riguarda soprattutto le ripercussioni sulla salute mentale e cognitiva dei bambini, con la pubblicità che finirebbe per legittimare l’uso dello smartphone come babysitter digitale. La palla passa ora ad Agcom, Antitrust e Iap, che dovranno stabilire nei prossimi giorni se la campagna violi i codici di autodisciplina pubblicitaria o le norme a tutela della prima infanzia.

