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Milano, oltre 200 operatori pronti a ridare vita agli immobili pubblici inutilizzati

L’assessore Emmanuel Conte: “Il patrimonio pubblico torna a essere una leva di rigenerazione urbana, sociale e culturale”. Grande interesse, prorogati al 3 agosto i termini dei bandi del Demanio comunale

Milano, oltre 200 operatori pronti a ridare vita agli immobili pubblici inutilizzati

Sono oltre duecento gli operatori, fra architetti, interior designer, ingegneri, rappresentanti di associazioni culturali, sportive e assistenziali, che hanno visitato gli immobili inutilizzati messi a bando dal Comune di Milano attraverso il nuovo portale del Patrimonio in disuso. Ai dodici sopralluoghi calendarizzati a giugno hanno partecipato 226 persone, interessate a presentare proposte per riaprire ai cittadini spazi comunali chiusi, in alcuni casi da decenni.

I gruppi di visitatori più numerosi sono entrati per la prima volta nei locali finora inaccessibili di Palazzo Calchi Taeggi in corso di Porta Vigentina, nel casello ovest di piazza XXIV Maggio, nella cascina “Cort del Colombin” a Lampugnano, nell’ex Casa dell’Acqua del Trotter e negli spazi dell’ex circolo popolare di via Varesina: questa proprietà, di oltre 4mila metri quadri nel nord ovest della città, con una bocciofila, un salone multifunzionale e una balera all’aperto, ha accolto 25 visitatori nell’ultimo sopralluogo in programma.

Data la quantità di richieste in arrivo sul portale, il Demanio ha prorogato al 3 agosto il termine per la presentazione delle proposte ai bandi, e calendarizzerà nuovi appuntamenti per i sopralluoghi.

Conte: “Vogliamo restituire a Milano il suo patrimonio pubblico”

“La partecipazione ai sopralluoghi racconta bene lo spirito di questa iniziativa”, dichiara Emmanuel Conte, assessore al Bilancio, Demanio e Piano Straordinario Casa. “Stiamo parlando di associazioni, professionisti, operatori culturali, sportivi e sociali che guardano al patrimonio pubblico come a uno spazio da riaprire, abitare e restituire alla città, non come investitori in cerca di rendita. L’interesse che sta emergendo è un segnale importante: Milano ha energie disponibili a prendersi cura dei suoi luoghi e a trasformarli in nuove funzioni urbane, sociali e culturali”.

I luoghi storici e gli immobili da valorizzare

L’iniziativa si articola in tre avvisi pubblici. Il primo riguarda 5 luoghi storici, vincolati dalla Soprintendenza: Palazzo Dugnani, la Pusterla di Sant’Ambrogio, Porta Ticinese Medievale, l’ex Collegio Calchi Taeggi, i Magazzini al Bastione di Porta Venezia.

Il secondo avviso raccoglie proposte per 8 immobili identitari: Palazzo Galloni, il Dazio Ovest di Porta Ticinese, l’ex Casa dell’Acqua di via Giacosa, l’ex scuola rurale di Lampugnano, l’ex circolo di via Varesina e tre cascine storiche, Corba, Molino Spazzola e Cort del Colombin.

Il terzo avviso riguarda 7 proprietà fuori Milano, ex colonie e ville sul lago di Como, a Recco, Pietra Ligure, Andora, Cesenatico e Sondalo.

Un nuovo portale per “far tornare a vivere Milano, aprendosi alle migliori idee della città”

“È un percorso che portiamo avanti con la massima trasparenza”, prosegue Conte. “Il nuovo portale consente a tutti di conoscere gli immobili disponibili, seguire le procedure, partecipare ai sopralluoghi e presentare proposte. L’obiettivo è semplice: fare in modo che il patrimonio pubblico inutilizzato torni a vivere, restando pubblico, ma aprendosi alle migliori idee della città”.