“Il tempo delle diagnosi è finito, servono le proposte”. Giuseppe Sala prova a spostare il centrosinistra milanese dalla fase delle analisi e delle tensioni interne a quella della costruzione politica in vista delle prossime amministrative. Il sindaco di Milano, intervenendo nel corso della presentazione dell’ultimo libro di Matteo Renzi, ha rivolto un messaggio diretto alla propria area politica: “Credo che se non facciamo sciocchezze possiamo rivincere e dal giorno dopo che avremo il candidato io ci sarò”. Sala guarda quindi già alla fase successiva alla scelta del candidato e ribadisce la propria disponibilità a impegnarsi nella campagna elettorale. “Quindici anni non bastano. Andiamo avanti, tutti dalla stessa parte perché si vinca, anche alle politiche”, ha aggiunto.
Sala su Conte: “Se vincesse le primarie lo sosterrei”
Nel ragionamento del sindaco entra anche il tema dei rapporti con Giuseppe Conte. Alla domanda se sosterrebbe il leader del Movimento 5 Stelle come candidato premier, Sala ha ricordato uno dei passaggi più duri nei rapporti tra i due: “Il giorno dopo l’inchiesta sull’urbanistica della Procura di Milano, Giuseppe Conte chiese le mie dimissioni”. Poi, però, ha chiarito quale sarebbe il suo comportamento nel caso di una competizione interna alla coalizione. “Io sono incazzoso, ma sono incapace di risentimento”, ha detto Sala. “Sicuramente alle primarie, se saranno fatte, voterò per qualcun altro, ma se Conte le vincesse lo sosterrei e mi metterei al servizio del vincitore”. Un messaggio che vale anche sul piano milanese: competizione interna sì, ma senza mettere in discussione l’unità della coalizione una volta scelto il candidato.
“Il Pd dica con forza che Renzi deve stare nella coalizione”
Sala interviene infine anche sul rapporto con Matteo Renzi e Italia Viva, altro nodo ricorrente nella costruzione del campo progressista. “Chi immagina ancora che Renzi e Italia Viva non debbano essere parte della coalizione fa un danno enorme alla sinistra”, ha detto il sindaco. E la richiesta al Partito democratico è esplicita: “Mi aspetto che il Pd lo dica con forza”. Per Sala, dunque, la strada verso le prossime amministrative passa da una coalizione il più possibile larga, dalla fine dei veti reciproci e da un programma capace di riportare il confronto sui contenuti. Prima, però, resta da sciogliere il nodo decisivo: quello del candidato chiamato a raccogliere l’eredità di quindici anni di centrosinistra a Palazzo Marino.


