Milano si prepara a una nuova giornata di mobilitazione, con l’attenzione delle autorità concentrata soprattutto sul rischio di nuovi disordini. Venerdì 30 ottobre è in programma lo sciopero generale proclamato dai sindacati di base contro il carovita, la guerra e il riarmo, al quale hanno aderito anche collettivi studenteschi e centri sociali. Due i principali punti di ritrovo annunciati: piazza Leonardo da Vinci, nel cuore di Città Studi, alle 9.30, e piazza Duca d’Aosta, davanti alla Stazione Centrale, alle 10. Gli universitari si ritroveranno invece già alle 9 in piazzale Loreto per un preconcentramento. Si attendono migliaia di partecipanti, in una città ancora segnata dalle violenze del fine settimana del 17 e 18 ottobre, quando le manifestazioni erano degenerate in scontri con le forze dell’ordine, devastazioni e saccheggi di negozi nel centro cittadino.
Sciopero a Milano, vertice in Prefettura sulla sicurezza
“Il 30 riteniamo che possa essere un’altra giornata calda”, aveva anticipato lunedì il sindaco Giuseppe Sala. Una preoccupazione al centro anche del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto Claudio Sgaraglia, al quale ha partecipato lo stesso primo cittadino. Nel corso della riunione è stato dedicato uno specifico approfondimento alle manifestazioni previste per venerdì e alle misure necessarie per garantire l’ordine pubblico. Al tavolo, insieme ai vertici territoriali delle forze di polizia, era presente anche il dirigente dell’Ufficio scolastico regionale.
L’attenzione si è concentrata infatti anche sulle mobilitazioni degli studenti, protagonisti negli ultimi giorni di numerose iniziative di protesta. Dal comitato è arrivata la sollecitazione a “promuovere specifiche attività di sensibilizzazione e confronto con gli studenti e con le loro famiglie”, nel tentativo di favorire il dialogo e prevenire nuove situazioni di tensione.
Dal 17 ottobre al nuovo sciopero: il ruolo dei collettivi e dei centri sociali
La manifestazione di venerdì arriva a meno di due settimane dai gravi disordini che hanno interessato il centro di Milano. Una situazione diversa rispetto a quella registrata sabato 24 ottobre, quando circa 10mila persone avevano partecipato a un corteo contro il carovita e alle manifestazioni pro Palestina, attraversando buona parte della città senza incidenti. Questa volta, tuttavia, la mobilitazione è stata annunciata con largo anticipo e potrebbe richiamare una partecipazione ancora maggiore. Alle rivendicazioni iniziali si è aggiunta anche la protesta per gli arresti effettuati dopo le violenze del 17 e 18 ottobre e per il fermo, successivamente non convalidato, di Youssef Siher, ricercatore trentenne individuato come amministratore dei canali social del Movimento 17 ottobre e attivo, insieme alla moglie, nei Giovani palestinesi di Milano. “La battaglia non è finita, e la solidarietà deve restare all’altezza”, hanno scritto sui social i Giovani palestinesi dopo la sua scarcerazione.
Anche il centro sociale Il Cantiere ha rilanciato l’appuntamento davanti alla Stazione Centrale, contestando l’idea che dietro alle proteste possa esserci un’unica figura organizzatrice. “Siamo un movimento, non una pagina Instagram”, si legge nel messaggio diffuso sui social, che chiama a raccolta giovani della Generazione Z, lavoratori in sciopero e comunità palestinesi.
I due cortei (che potrebbero convergere)
In piazza Leonardo da Vinci è prevista la presenza di studenti delle scuole superiori, del collettivo Lambretta e delle realtà dell’area antagonista. A rilanciare la mobilitazione è anche il Movimento 17 ottobre, promotore del corteo che aveva preceduto gli scontri di due settimane fa. Lo slogan scelto per venerdì è “Blocchiamo tutto”. Resta ancora da definire il percorso delle manifestazioni. Secondo quanto riferisce Adnkronos, sono in corso le interlocuzioni tra gli organizzatori e la Questura per stabilire gli itinerari dei cortei. L’ipotesi è che i due gruppi possano confluire in un’unica manifestazione nel corso della mattinata, ma non è ancora stato chiarito se il corteo si dirigerà verso il centro di Milano oppure verso zone più periferiche.
Il timore è che venga data concretezza all’obiettivo annunciato di “bloccare la città fino alle tangenziali”. Con osservata speciale la tangenziale est ed un precedente specifico: quello del corteo del 3 ottobre 2025 a sostegno della Global Sumud Flotilla.
Lo sciopero a Milano non coinvolgerà i trasporti
Nessuno sciopero dei trasporti venerdì 30 ottobre a Milano. La mobilitazione nazionale proclamata dal sindacato Usb per il comparto ferroviario, inizialmente prevista dalle 21 di giovedì 29 ottobre alle 20.59 di venerdì 30, è stata differita a data da destinarsi. Annullato anche lo stop del trasporto pubblico locale. La decisione arriva in seguito all’ordinanza di precettazione firmata martedì 27 ottobre dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che ha imposto ai lavoratori del settore di svolgere regolarmente i turni previsti. Trenord e Trenitalia hanno quindi confermato la regolare circolazione dei convogli, mentre anche Atm ha comunicato che il servizio di metropolitane, autobus e tram non subirà le interruzioni inizialmente annunciate. Restano invece confermate le manifestazioni di piazza previste in città, con due cortei e un dispositivo di sicurezza rafforzato.
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