Passaggio di testimone tra arte e design: archiviata la Art Week, oggi Milano entra nel vivo della sua settimana più intensa e riconoscibile a livello globale. La Design Week prende il via trasformando la città in una piattaforma diffusa di sperimentazione, tra Fuorisalone e Salone del Mobile. Non è un singolo evento, ma una rete capillare che attraversa quartieri, cortili, ex spazi industriali, showroom e palazzi storici. Sono oltre 1.850 gli appuntamenti in programma, in crescita rispetto allo scorso anno, mentre le stime parlano di più di 300 eventi principali distribuiti in tutta la città. Milano cambia ritmo: si entra nei luoghi normalmente chiusi, si attraversano spazi riconvertiti, si scoprono nuovi itinerari.
Dal centro alle periferie: una mappa senza confini
Il Fuorisalone 2026 si conferma come una vera infrastruttura temporanea che supera la logica dei distretti, pur mantenendo alcuni poli forti. Brera resta uno dei cuori pulsanti, tra installazioni diffuse e progetti internazionali, mentre via Tortona si conferma uno degli assi più densi tra design, tecnologia e ricerca. Accanto ai luoghi storici, cresce il ruolo delle nuove geografie urbane: da Baggio a Barona fino a Cimiano, il design si espande e ridefinisce i confini della città. Spazi inediti diventano protagonisti, come l’ex ospedale militare di Baggio e Villa Pestarini, che ospitano Alcova, uno dei progetti più sperimentali della settimana.
Non mancano le aperture straordinarie: palazzi storici, case private e luoghi normalmente inaccessibili si trasformano in scenari espositivi, mentre il baricentro culturale resta l’Università degli Studi di Milano con la mostra diffusa “Materiae”, che mette in dialogo architettura, impresa e ricerca.
Installazioni, eventi e grandi protagonisti
L’apertura è stata affidata a Maurizio Cattelan, che all’alba di oggi ha dato il via alla settimana con una colazione-evento basata sul baratto di oggetti, tra performance e partecipazione collettiva. Tra i progetti più attesi, il ritorno di Alcova, le installazioni di Interni all’Università Statale, le mostre alla Triennale Milano dedicate al design danese e una costellazione di eventi che coinvolge anche moda, tecnologia e automotive. Il Fuorisalone si muove per indirizzi, passioni e percorsi tematici: dal distretto 5Vie, con installazioni immersive e ricerca curatoriale, fino a Chinatown, dove il programma guarda ai nuovi talenti asiatici.
Il Salone del Mobile e il motore economico
Domani apre invece ufficialmente il Salone del Mobile.Milano a Rho Fiera, con circa 1.900 espositori, di cui oltre un terzo dall’estero. Nei padiglioni lavorano più di 58mila addetti tra allestimenti e servizi. L’impatto economico resta rilevante: si stimano oltre 319mila visitatori, il 62% internazionali, e una spesa turistica superiore ai 255 milioni di euro, in crescita rispetto al 2025.
Sala: “Flussi consistenti, settimana bellissima ma impegnativa”
Il sindaco Giuseppe Sala sottolinea come, nonostante le tensioni internazionali, i segnali siano positivi: “Mi immaginavo una flessione, perché è anche difficile viaggiare oggi, ma in realtà dagli hotel ai negozi tutti mi dicono che c’è già un flusso consistente”. Una presenza internazionale confermata anche dalla forte componente statunitense, mentre potrebbe essere più limitata quella dal Medio Oriente. Per Sala, quella che si apre è “la settimana più bella per Milano e la più faticosa“, con un invito chiaro a cittadini e visitatori: “Consiglio di limitare l’uso della macchina, altrimenti si resta incolonnati. Questa settimana va presa in maniera diversa, anche come occasione per sperimentare nuove abitudini nel vivere la città”. Il Fuorisalone, aggiunge il sindaco, è anche un modo per riscoprire Milano: “È l’occasione milanese per scoprire nuovi quartieri. Quest’anno siamo ovunque, da Baggio alla Barona a Cimiano, è un’opportunità per conoscere davvero la città”.

