Per Milano una giornata ad alta tensione politica con la manifestazione dei Patrioti europei organizzata dalla Lega, culminata in piazza Duomo. Il corteo, partito da Porta Venezia, ha raggiunto il centro accompagnato da musica e slogan, fino al palco allestito sotto la Madonnina.
Qui gli interventi di esponenti politici italiani ed europei, con la chiusura affidata a Matteo Salvini. Tra i messaggi esposti, quelli legati alla sicurezza, al controllo dei confini e alla critica alle politiche europee, sintetizzati nello slogan “In Europa padroni a casa nostra”.
Slogan e contestazioni contro Sala e von der Leyen durante il corteo
Lungo il percorso non sono mancati momenti di forte contrapposizione verbale. I partecipanti hanno intonato cori contro l’Unione europea e contro la sua leadership, ma anche contro l’immigrazione e contro l’amministrazione comunale. Particolarmente rumoroso il passaggio davanti a Palazzo Marino, dove si sono levati fischi e insulti nei confronti del sindaco Giuseppe Sala, trasformando quel tratto del percorso in uno dei punti più caldi della manifestazione.
Le tre contromanifestazioni: “Milano è migrante”
In contemporanea, il fronte opposto ha mobilitato diverse realtà cittadine. Da piazza Lima si è mosso il corteo promosso da associazioni e partiti, aperto dallo striscione “Milano è migrante” e caratterizzato dalla presenza di bandiere e sigle della sinistra. Poco distante, da piazza Argentina, si è sviluppata la manifestazione pro-palestinese, inserita in una mobilitazione internazionale. Entrambi i cortei hanno seguito direttrici parallele verso il centro cittadino. Un terzo spezzone ha preso il via da piazza Tricolore, organizzato dai centri sociali. Qui alcune centinaia di persone hanno sfilato dietro uno striscione “Antifa”, accompagnando la marcia con cori contro la Lega e contro Matteo Salvini. Le tre manifestazioni hanno mantenuto percorsi distinti ma con un punto di convergenza nell’area di piazza Santo Stefano, a ridosso del centro storico.

