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Polizia Locale, il comandante Mirabelli: “Reagiamo a condotte ingiustificabili”. Il GIP: “Agivano come una squadretta”

L’inchiesta lampo nata dalla denuncia di un avvocato: ricostruita la trappola con l’auto civetta e il ruolo dei contanti spariti a Corsico

Polizia Locale, il comandante Mirabelli: “Reagiamo a condotte ingiustificabili”. Il GIP: “Agivano come una squadretta”
Polizia Locale

L’onda d’urto dell’inchiesta che ha travolto il comando di Piazza Beccaria porta alla luce dettagli operativi sempre più gravi, ma vede anche la ferma presa di posizione dei vertici dell’amministrazione. In seguito alle misure cautelari eseguite dal Reparto Radiomobile, il comandante della Polizia Locale, Gianluca Mirabelli, ha voluto rivendicare la capacità di reazione interna: “Sono bastati quindici giorni per ricostruire una vicenda indubbiamente dolorosa, ma che dimostra quanto il Corpo sia refrattario a condotte per le quali non esistono giustificazioni”, ha dichiarato Mirabelli, sottolineando che “cinque singoli individui non comprometteranno l’onorabilità di 3.300 donne e uomini del Corpo”.

Le indagini, nate dalla denuncia del legale dello spacciatore fermato il 16 luglio, tracciano però il profilo di un gruppo che, secondo il pm Giovanni Tarzia, agiva come “una squadretta fuori da ogni logica di servizio”. La commissaria Ilenja Sabato e i quattro agenti ai suoi ordini avevano pianificato il blitz a Corsico usando un’acquirente complice per costringere lo spacciatore alla cessione, prima di far sparire 1.450 euro e accusare ingiustamente l’uomo di calunnia e resistenza.

Le prove nei video del distributore: sospetto di altri falsi

Il giudice per le indagini preliminari Elio Sparacino parla esplicitamente di “grave lesione per gli interessi della collettività”, evidenziando come ignari giudici delle direttissime abbiano convalidato la custodia cautelare in carcere a persone bloccate con atti e verbali falsificati. All’acquirente complice era stata persino data in gestione un’auto di servizio civetta della Polizia Locale senza che ne avesse alcun titolo.

Nel mirino degli inquirenti non c’è solo l’episodio di luglio: tra le carte compaiono riscontri su un presunto falso verbale confezionato il 2 agosto e sospetti su almeno altri due arresti irregolari avvenuti in passato. A confermare la veridicità dei racconti delle vittime sono state le immagini di un distributore di carburante IP e della videosorveglianza di Corsico, che hanno smentito seccamente le relazioni di servizio redatte dagli agenti finiti in carcere.