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MM aderisce al Patto per la Resilienza idrica di Utilitalia

L’azienda milanese sottoscrive l’accordo promosso da Utilitalia per rafforzare prevenzione, investimenti e innovazione nella gestione della risorsa idrica di fronte agli effetti del cambiamento climatico

MM aderisce al Patto per la Resilienza idrica di Utilitalia

MM aderisce al “Patto per la Resilienza idrica” di Utilitalia sottoscritto oggi in occasione dell’evento di apertura del Festival dell’Acqua organizzato dalla Federazione. Il Patto rilancia l’impegno delle imprese associate a Utilitalia per passare dalla gestione dell’emergenza a un orientamento sempre più basato sulla prevenzione, alla luce degli effetti di un clima sempre più estremo.

La Water Resilience Strategy europea traccia il percorso per affrontare la gestione della risorsa idrica e, da questo punto di partenza, Utilitalia, la Federazione delle imprese idriche, ambientali ed energetiche, ha individuato sei linee d’azione e un pacchetto di proposte rivolte alle istituzioni e al regolatore per rendere il servizio idrico sempre più efficiente e capace di reggere l’urto dei cambiamenti climatici.

Mascolo: “Rafforzare la capacità del sistema di anticipare le criticità”

“La resilienza del sistema idrico passa dalla capacità di garantire la continuità del servizio, di rispondere alle crisi con tempestività ed efficacia, di programmare gli interventi con una visione di lungo periodo – spiega Francesco Mascolo, amministratore delegato di MM –. Per chi gestisce ogni giorno un servizio essenziale come quello idrico, affrontare gli effetti del cambiamento climatico significa investire nell’innovazione, nella capacità di leggere i cambiamenti del territorio, di coniugare infrastrutture tradizionali con nature based solutions. Aderire al Patto per la Resilienza idrica significa condividere un impegno concreto: rafforzare la capacità del sistema di anticipare le criticità, promuovere una gestione sempre più efficiente e sostenibile della risorsa e contribuire, insieme agli altri gestori e alle istituzioni, a costruire una maggiore resilienza dei territori”.

“Garantire la resilienza della risorsa idrica – spiega il presidente di Utilitalia, Luca Dal Fabbro – significa tutelare un bene essenziale per la qualità della vita dei cittadini, per la tenuta del nostro sistema economico e per la sicurezza energetica del Paese. È una sfida che riguarda non solo il settore idrico, ma l’interesse nazionale nel suo complesso. Per questo le imprese del servizio idrico integrato intendono accelerare ulteriormente sul fronte dell’efficienza e degli investimenti, per rendere il sistema sempre più resiliente agli effetti dei cambiamenti climatici. Un impegno che deve essere accompagnato da politiche e strumenti adeguati, in grado di sostenere un percorso virtuoso e omogeneo in tutti i territori, soprattutto in quelli che presentano le maggiori fragilità”.

Le sei linee d’azione del Patto per la Resilienza idrica

Il “Patto per la Resilienza idrica” si articola in sei linee d’azione strategiche, studiate per rispondere alle sfide del cambiamento climatico e modernizzare la gestione del servizio idrico nazionale.

1. Governare la resilienza idrica attraverso una solida gestione industriale nella piena applicazione della regolazione di settore sull’intero territorio nazionale. L’obiettivo è consolidare modelli gestionali stabili e di lungo periodo, garantendo la piena applicazione della regolazione su tutto il territorio nazionale. Ciò richiede un rafforzato sostegno istituzionale ai gestori — adeguando le concessioni ai reali fabbisogni di investimento — e la garanzia di criteri di valutazione uniformi, con l’intervento diretto di ARERA laddove la disciplina regolatoria non sia ancora pienamente applicata.

2. Sviluppare un sistema idrico water-smart. Per ridurre gli sprechi e incrementare l’efficienza, occorre puntare con decisione su competenze, capacità operative, innovazione e digitalizzazione. Il Patto propone l’introduzione di meccanismi regolatori premianti per gli operatori più virtuosi, favorendo la diffusione delle best practice, oltre alla standardizzazione e all’interoperabilità dei dati.

3. Favorire aggregazioni e cooperazione. Il superamento della frammentazione gestionale è un passaggio chiave per rafforzare la solidità economica del settore e la sua capacità di investimento. Si mira a promuovere la nascita di reti d’impresa, un dialogo continuo con l’Autorità di regolazione per indirizzare le risorse e l’adozione di strumenti già consolidati a livello europeo, agevolando al contempo l’accesso al credito e la condivisione delle strategie di innovazione.

4. Integrare infrastrutture, risorsa ed ecosistemi nel ciclo dell’acqua. La tutela del ciclo idrico richiede un approccio sistemico e inclusivo. In quest’ottica, si prevede il confronto con gli stakeholder sulla responsabilità estesa del produttore — utile anche a finanziare il contrasto ai contaminanti emergenti — e la valorizzazione di soluzioni basate sulla natura, il riuso, la protezione delle falde e l’accumulo, per garantire la resilienza dei territori e il ripristino degli ecosistemi.

5. Promuovere una cultura dell’acqua. La diffusione della consapevolezza sul valore strategico della risorsa idrica passa attraverso un’azione educativa capillare. Il piano punta a coordinare campagne di sensibilizzazione multilivello e ad avviare una collaborazione strutturata con il mondo scolastico.

6. Sostenere il ruolo dei gestori come “sentinelle territoriali”. Gli operatori idrici devono essere riconosciuti come attori centrali nell’affrontare sui singoli territori gli impatti del cambiamento climatico. Per farlo, il Patto individua due leve fondamentali: la semplificazione dei procedimenti autorizzativi e un adeguato riconoscimento tariffario per gli investimenti innovativi orientati alla prevenzione e alla resilienza dei territori.