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"Credo che sia un diritto di tutte le religioni di chiedere di avere degli spazi per professare liberamente il proprio credo. E che sia un dovere per l'istituzione dare questi spazi, nell'ambito dei limiti della legalita'". Il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, interviene cosi' durante un incontro sulla liberta' religiosa organizzato dalla curia Arcivescovile di Milano, alla presenza del cardinale Angelo Scola. Passando dalle parole ai fatti, la possibilita' di una moschea a Milano non e' certo esclusa. Anzi. Il sindaco spiega che sono gia' 35 le domande arrivate all''Albo' istituito dall'amministrazione.

L'Albo, aperto a tutte le fedi, richiama regole gia' vigenti nell'ordinamento italiano: "se non si concedono luoghi di culto - afferma Pisapia - si viola un principio costituzionale". Inoltre, "la maggior parte delle religioni che hanno fatto domanda di iscrizione "hanno gia' dei luoghi di culto in citta'. Ma serve la regolarizzazione. E noi abbiamo il dovere di far questo". Le domande arrivate sono "in fase di valutazione. Ne e' arrivata anche una per una moschea, ma - precisa il sindaco - prima ci sono altri passaggi. Quando ci arriveranno altre domande, noi saremo pronti". E anche la citta' e' pronta secondo Pisapia: "Milano sara' sempre piu' aperta al dialogo con le altre religioni. D'altra parte e' proprio una sua caratteristica". "Ho sempre creduto - ha concluso - che i diritti sociali, civili e religiosi devono camminare parallelamente".

"La liberta' di religione deve andare fino ad avere un luogo di culto. Altrimenti sarebbe pura astrazione". Lo ha detto senza mezzi termini l'Arcivescovo di Milano, il Cardinale Angelo Scola, durante un incontro organizzato dalla Curia Arcivescovile. Mettendo pero' degli altrettanto chiari 'paletti'. In particolare, alla domanda sulla possibilita' di avere una moschea a Milano, Scola precisa che "i diritti vanno visti nella storia. Servono documenti e testimonianze che provino l'effettivo bisogno della creazione di un luogo di culto". Poi, quanto alla parte pratica: "la comunita' deve farsi carico delle spese".

E non finisce qui, il Cardinale alza il tiro: "Non vedrei tanto bene l'iniziativa di Stati che venissero dall'alto a costruire un luogo di culto, senza che questo fosse reale espressione di un'esigenza della gente". Ricorda il caso di Venezia, citta' dove e' stato per lungo tempo Patriarca, e racconta che anche li' c'era "l'idea di costruire una moschea nella Laguna, ma poi analizzando bene tutto, si concordo' che l'idea era sproporzionata".

MARONI - "La presenza di piu' culture e di piu' religioni in Lombardia non e' un problema ma una sfida che noi dobbiamo, possiamo e vogliamo vincere". Ne e' convinto Roberto Maroni. Durante un incontro sulla liberta' di religione organizzato dall'arcidiocesi di Milano, il segretario federale della Lega Nord ha spiegato: "Ciascuno deve poter professare la propria religione e vivere la vita nel modo che ritiene migliore, ma cio' deve avvenire sempre nel rispetto delle regole e dei valori culturali che appartengono al territorio nel quale ha deciso di stare. Pensare di ridurre tutto ad un unicum o di tollerare qualunque espressione, comprese quelle che cancellano e mortificano le tradizioni, sarebbe un errore".

"Le radici culturali e religiose della Lombardia, cosi' come quelle dell'Europa sono cristiane, negarlo e' come negare la nostra storia", ha proseguito, "Noi, le istituzioni qui presenti, rappresentiamo la laicita' dello Stato, che si traduce anche nella liberta' per chiunque di abbracciare e professare un credo religioso. Questa e' la modernita' dell'approccio della Regione Lombardia, che io voglio sottolineare e che mi impegno a garantire, mettendo in atto tutte le politiche e le iniziative che vanno in questa direzione". "Sempre pero' - ha insistito - nel rispetto e nella salvaguardia delle radici culturali e religiose del nostro territorio".

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